Un’università, che abbia sede legale e operativa in Sicilia e non sia telematica, o un’associazione ambientalista. Sarà scelta tra queste due tipologie di soggetti il gestore della futura riserva naturale Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella, prossima a essere costituita, dopo un iter iniziato quasi due anni fa.
La decisione, in linea con quanto previsto in Sicilia anche per le altre riserve, è contenuta nell’avviso pubblicato dalla Regione nei giorni scorsi per aprire la finestra temporale entro cui potranno arrivare le candidature. Il documento porta la data del 17 agosto: per gli interessati ci saranno trenta giorni per farsi avanti, inviando la documentazione richiesta all’indirizzo di posta elettronica certificata del dipartimento Ambiente.
La nuova riserva
La Sicilia è una regione in cui il numero di riserve e siti a vario titolo tutelati, anche sotto l’egida dell’Unione Europea, è elevato. Tuttavia, altrettanti sono i casi in cui al riconoscimento amministrativo non seguono le cure adeguate, e questo innanzitutto per la diffusa inciviltà che contraddistingue parte della popolazione.
Nel caso di Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella, le aree interessate ricadono nei territori comunali di Agrigento e Palma di Montechiaro.
I primi atti per l’istituzione della riserva, tra i quali la scheda contenente le caratteristiche e le motivazioni scientifiche, la perimetrazione e la zonizzazione risalgono al 2024. Nel mese di dicembre il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale in due diverse sedute approvò i documenti. Un iter che ha fatto ulteriori passi in avanti a ottobre dello scorso anno.
La riserva si estenderà in un’area di oltre 437 ettari. L’obiettivo perseguito dalla Regione è quello di favorire la tutela del patrimonio ambientale e geologico, conservando gli ecosistemi presenti e attivando iniziative per una fruizione sostenibile da parte delle popolazioni locali e dei turisti.
I termini dell’accordo
La convenzione che verrà stipulata con il gestore avrà durata fino al 31 dicembre 2029. Entro tale data, infatti, dovranno essere rendicontati gli interventi finanziati con i fondi strutturali 2021-2027.
Per la conduzione delle attività, è previsto l’impiego di personale costituito da un direttore e tre operatori. La gestione sarà finanziata con 225.145,69 euro per la gestione annuale, tra funzionamento e trattamento economico del personale, e 100mila euro una tantum per le opere di primo impianto.
L’avviso specifica che il gestore verrà scelto tramite una procedura comparativa. I criteri scelti per effettuare la valutazioni sono diversi.
Si va da un massimo di 25 punti che potranno essere conseguiti tenendo conto delle competenze e delle esperienze pregresse nel campo della tutela, dalle competenze professionali posseduto dal proponente, comprese quelle riguardanti la progettazione e la gestione dei fondu dell’Ue. Da questo punto di vista si terrà conto di quanto fatto negli ultimi cinque anni.
Dieci punti, inoltre, potranno essere ottenuti mettendo in campo accordi e partenariati sottoscritti nell’ultimo quinquennio; altrettanti potranno essere attribuiti per esperienze specifiche in aree naturali protette e per le attività di gestione nelle zone specifiche in cui la riserva nascerà.
Sono invece 30 i punti che potranno essere ottenuti dalla presentazione dell’organizzazione della gestione e dalle modalità in cui il personale verrà impiegato. Altro punteggio verrà riconosciuto dalla proposta riguardante le attività di monitoraggio, la didattica e le iniziative a carattere divulgativo.
A essere valutate sarà anche tutto ciò che concerne la piena operatività della gestione, compreso l’attivazione di un sito web e l’apposizione di tabelle informative nella riserva. L’avviso parla anche anche di proposte migliorative nel campo della promozione.
L’obiettivo – e la speranza di quanti in Sicilia credono nel rispetto dell’ambiente – è che l’istituzione della riserva porti opportunità a tutto il territorio.

