Roma, 27 ott. (askanews) – Venti Paesi rappresentati, 283 studi scientifici arrivati, 500 tra ospiti e relatori, 3 giorni di congresso e 2 giorni alla scoperta del territorio. Sono i numeri del “World Buffalo Congress 2026”, che torna in Italia dopo 20 anni e si terrà all’hotel Hilton di Sorrento da domani, mercoledì 28 ottobre, fino al 30 ottobre. L’evento è organizzato dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, attraverso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop insieme all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. L’obiettivo è fare il punto e tracciare la rotta della filiera bufalina su ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sistema produttivo.
I lavori cominceranno con le prime sessioni scientifiche. Nel pomeriggio la cerimonia di apertura con i saluti istituzionali alla presenza tra gli altri del presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico; dell’assessore regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca; del prorettore dell’Università Federico II di Napoli, Nicola Bianco; del presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo.
Accanto al programma strettamente scientifico, il “World Buffalo Congress” dedica la giornata conclusiva del 30 ottobre alla dimensione economica della filiera, con un focus sulla mozzarella di bufala campana Dop, la sua evoluzione sui mercati, il valore della denominazione e le prospettive di sviluppo del comparto. “Il confronto economico all’interno del World Buffalo Congress – sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo – è importante perché ci permette di collegare la ricerca e l’innovazione alla realtà quotidiana delle imprese e dei territori. La competitività della filiera passa oggi dalla capacità di investire nella conoscenza, nella sostenibilità e nella qualità, ma anche di consolidare il valore della denominazione sui mercati”.
I lavori saranno divisi in due sessioni. La prima parte si aprirà con la presentazione di una inedita ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, a cura della direttrice Chiara Corbo. A seguire la tavola rotonda con i vertici delle associazioni di categoria, dal titolo “Storia, economia, trasformazioni: dal divario Nord-Sud alle nuove coordinate dell’agroalimentare”. La seconda sessione ha per titolo “Innovazione e Internazionalizzazione: il modello-qualità”.
Il programma del World Buffalo Congress proseguirà idealmente anche dopo la chiusura dei lavori con il Buffalo Tour, iniziativa organizzata a latere del congresso dal 31 ottobre al 2 novembre. Sono 240 i partecipanti attesi, provenienti da diverse parti del mondo, con presenze significative da Venezuela, Colombia e Cina. Il tour nasce per far conoscere a una platea internazionale gli allevamenti, i caseifici, le competenze e le tecnologie che caratterizzano la filiera bufalina italiana, osservando sul campo le soluzioni innovative che stanno accompagnando l’evoluzione della filiera. Sono previste tappe nel casertano, nel salernitano e nel basso Lazio.

