Alcamo, liste e coalizioni: un voto con tante domande - QdS

Alcamo, liste e coalizioni: un voto con tante domande

Vito Manca

Alcamo, liste e coalizioni: un voto con tante domande

mercoledì 22 Settembre 2021 - 00:00

La città rimarrà a Cinque Stelle? Il sindaco uscente, Domenico Surdi, ha una coalizione e ha pronta la lista delle cose fatte in questi 5 anni ma si intravedono nuovi equilibri politici in provincia

ALCAMO (TP) – Alcamo, un voto con tante domande. Tutte rivolte agli elettori che andranno alle urne il 10 ed 11 ottobre – e se necessario – quindici giorni dopo per il ballottaggio.

La città rimarrà a Cinque Stelle? Il sindaco uscente Domenico Surdi ha pronta la lista delle tante cose che è riuscito a fare in cinque anni di governo della città. Ha una coalizione. I grillini hanno convinto il Movimento ABC che voleva allearsi già nel 2016, quando i pentastellati fecero filotto prendendo tutto, sindaco e maggioranza consiliare. Surdi ha convinto due ex parlamentari grillini a sostenerlo apertamente. Si tratta dell’onorevole Antonio Lombardo e dell’eurodeputato Ignazio Corrao. Tre liste in tutto per reggere l’urto degli avversari che si presentano con lo slogan: “Alcamo è allo sbando”. Falso, replicano Surdi ed i suoi sostenitori. La città passerà nelle mani del centrodestra? Di quale centrodestra? C’è la versione con dentro Forza Italia, Cantiere Popolare, Via, Movimento Nuova Autonomia, Lega e tre “civiche”.

In tutto 8 liste a sostegno del candidato sindaco Massimo Cassarà. Forze che condividono il lavoro del governo regionale. Coalizione che però non comprende Diventerà Bellissima. Il Movimento del Presidente della Regione Nello Musumeci ha deciso di tenere nel cassetto il suo simbolo. È anche il centrodestra che lascia intravedere un leader, l’ex senatore Nino Papania, e che punta – come ha sostenuto il coordinatore della coalizione Baldassare Lauria – a vincere al primo turno. La soglia da superare è quella del 40%. C’è pure la versione di destra del centrodestra. Fratelli d’Italia ha infatti lanciato nella mischia il suo coordinatore cittadino Alessandro Fundarò. Al suo fianco una “civica” oltre alla lista di partito. La destra ha segnato la sua sfida: “Siamo alternativi ai Cinque Stelle”. Con il resto del centrodestra si vedrà, dati e voti alla mano. Manca invece all’appello il centrosinistra, almeno nella sua versione ufficiale e tradizionale. Una novità politica che potrà scompaginare gli equilibri politici? C’è il Pd che ha deciso di allearsi con l’Udc dell’assessore regionale alle Attività Produttive Mimmo Turano e con Centrali per la Sicilia-Italia Viva dell’ex sindaco Giacomo Scala. Una coalizione che conferma l’intesa tra neodemocristiani e democratici. Sperimentata, anche se in chiave civica e senza simboli di partito nel 2018 a Trapani, con l’elezione a sindaco di Giacomo Tranchida. Altra conferma l’asse Turano-Scala che ha una sempre più evidente e chiara propensione verso le prossime Regionali. Sul solco delle conferme il confronto a distanza tra Turano e Papania, che rischia di segnare il percorso del centrodestra, perché comunque l’Udc è partito di maggioranza alla Regione.
Tuttavia, il no a Via è stato insuperabile. Pd, Udc ed amici di Scala hanno voluto alzare l’asticella del confronto proponendo la candidatura a sindaco di Giusy Bosco. L’alleanza a tre ha però allontanato l’area ambientalista e di sinistra capitanata dall’ex parlamentare Massimo Fundarò che non ha gradito la spinta centrista e moderata rappresentata dalla presenza dell’Udc.

Si è tirata fuori dalla coalizione anche la deputata regionale dei Verdi Valentina Palmeri. “Purtroppo – ha sottolineato – l’idea di un progetto civico ed ambientalista non ha trovato tutte le condizioni per essere portato a compimento, o forse c’è stata paura a cambiare visione”. I voti dell’area ambientalista e progressista sono dunque in libera uscita. Saranno i programmi elettorali a poterli captare. I candidati in questione hanno scelto di giocare di rimessa, tenendo qualche carta ancora coperta. Non a caso sono soltanto quattro su sette gli assessori che sono stati designati nelle rispettive squadre di governo. Servono infatti margini di manovra per affrontare l’eventuale secondo turno, previsto con il sistema proporzionale. E soprattutto oltre a vincere è necessario non perdere, perché le Comunali sono e saranno decisive, ma tra un anno si vota per il rinnovo del Parlamento siciliano e le percentuali d’ottobre verranno passate ai raggi X per definire liste e candidature. Si va invece allo scontro diretto e frontale a Calatafimi-Segesta. Qui si vota con il maggioritario secco, un voto in più significa vittoria. Se la contenderanno Caterina Verghetti e Francesco Gruppuso. Una lista civica ciascuno a supporto ed il disimpegno ufficiale della destra che avrebbe voluto candidare l’ex magistrato Antonio Ingroia. La candidata Verghetti è riuscita a fare sintesi tra Udc, Pd, FdI, Diventerà Bellissima, Iv e Via. Gruppuso ha invece lanciato la strategia della discontinuità.

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