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Ambiente, avvistate tre orche nello Stretto di Messina

redazione web

Ambiente, avvistate tre orche nello Stretto di Messina

sabato 28 Dicembre 2019 - 11:11
Ambiente, avvistate tre orche nello Stretto di Messina

Si tratta probabilmente di quelle segnalate davanti al porto di Genova. A vederle per primo è stato un pescatore. Il gruppo viene ora seguito dai volontari dell'Associazione Marecamp. Le emozionanti immagini delle orche. GUARDA I FILMATI

Un gruppo di tre orche è stato avvistato nello Stretto di Messina.

A darne notizia è l’associazione Marecamp, che ritiene siano tre dei quattro esemplari che hanno stazionato davanti al porto di Genova.

Se così fosse le Orche sarebbero giunte nel Mediterraeo dall’Islanda dopo aver percorso quasi seimila chilometri ed erano state avvistate nelle scorse settimana nel porto di Genova a Prà.

La storia di Riptide (catalogata come SN113), di Aquamarin (SN116), e Dropi (SN115) – l’identificazione si deve ai biologi di Menkab, Artescienza e Università di Genova, con la collaborazione di Orca Guardians Iceland – ha commosso l’Italia perché probabilmente hanno perduto il senso dell’orientamento e per questo si sono perdute fino a raggiungere le nostre coste.

Una di loro, un cucciolo, probabilmente è morto durante il lungo viaggio.

Si tratta comunque, ha sottolineato Marecamp, del primo riscontro in assoluto di orche che migrano tra Islanda e Italia e della prima volta che la presenza di orche viene segnalata nello Stretto di Messina.

E proprio sulla pagina Facebook Stretto di Messina sono stati pubblicati due filmati dell’avvistamento.

🔵 INCREDIBILE: Orche di passaggio nello Stretto di Messina all'altezza di Scilla (Reggio Calabria). LA STORIA. Queste Orche provengono dall'Islanda e hanno percorso oltre 5500 km. Nelle scorse settimana sono state avvistate nel porto di Genova a Prà. La storia di Riptide (catalogata come SN113), di Aquamarin (SN116), e Dropi (SN115) ha commosso l'Italia perché probabilmente si sono perse fino ad arrivare sulle nostre coste. Una di loro, un piccolo, probabilmente è morto durante il lungo viaggio. L’identificazione è stata realizzata dai biologi di Menkab, Artescienza e Università di Genova, con la collaborazione di Orca Guardians Iceland. È il primo riscontro in assoluto di orche che migrano tra Islanda e Italia. Dove andranno adesso le nostre amiche? Tutti noi speriamo in un lieto fine per questi splendidi mammiferi. Marecamp Onlus sta monitorando la situazione assieme a Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. In caso di avvistamenti chiamate il 1530 o inviateci una segnalazione.

Publiée par Stretto di Messina sur Vendredi 27 décembre 2019

Il secondo dura solo pochi istanti ma è particolarmente emozionante.

orche di genova

🌊Le orche di Genova sono a Scilla. 🐬GUARDA l'emozionante video girato al largo della rocca di Scilla dall'amico Simone Vartuli (che si è subito allontanato per non disturbare le orche).Si tratta molto probabilmente delle "Orche di Genova". Per un po' saranno anche le Orche di Scilla 😀❤️

Publiée par Stretto di Messina sur Samedi 28 décembre 2019

Ad avvistare le orche è stato un pescatore sportivo.

“Fino a ieri – ha raccontato Clara Monaco, biologa marina responsabile scientifico dell’associazione Marecamp Onlus – ne sono state viste solamente tre. Forse c’è un problema e ne abbiamo persa un’altra”.

“Una – ha aggiunto – mostrava qualche segno di deperimento e mangiava poco. Ma siamo in collegamento con la Capitaneria di porto e ci teniamo in contatto con le associazioni che hanno seguito le orche a Genova. Sarebbe utilissimo sapere se sono gli stessi esemplari e se sono rimaste in tre o sono ancora quattro”.

Per questo la biologa, che si occupa del monitoraggio di balene e delfini nel porto di Catania, raccomanda “a chiunque le dovesse avvistare di non avvicinarsi perché sono molto stressate e di chiamare subito la Guardia Costiera”.

Dopo la morte del cucciolo, ha spiegato la biologa, il gruppo di orche si era spostato da Genova e si sperava che si dirigessero verso Gibilterra per tornare in Islanda.

Il Mediterraneo, infatti, non è un mare al quale sono abituate.

“Il fatto che si trovino nello Stretto di Messina – ha continuato Clara Monaco – è un po’ problematico. Magari è vero, come dice il pescatore, che c’è ‘mangianza’ e, per fortuna, si stanno sostentando per riprendersi per affrontare il viaggio verso l’Islanda”.

“Se però – ha detto ancora – dovessero scendere ancora più a Sud, sarebbe un problema sia perché lo Stretto di Messina è molto trafficato e c’è il pericolo di collisioni, sia perché significherebbe che si sono perse, che hanno ancora bisogno di protezione”.

“Speriamo dunque – ha concluso la biologa – che tornino in un ambiente più adatto a loro. Dove stanno andando non lo possiamo sapere. Speriamo solo che si stiano riprendendo perché tutto quel periodo davanti a Genova le ha stressate abbastanza”.

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