Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 7 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 7 luglio 2026
Punti chiave
- Netanyahu: "Con Trump la pensiamo allo stesso modo su questioni principali"
- Terza nave attaccata a Hormuz
- Dopo l'Iran, Trump si concentra sulla Groenlandia? "Dovrebbe essere controllata dagli USA"
- Iran, l'Iraq dice addio a Khamenei
- Italia-Usa: Trump: "Meloni è una buona persona, ma ha sbagliato a non aiutarci sull'Iran"
- Qatar: "Iran pienamente responsabile per l'attacco di due petroliere a Hormuz"
- Erdogan: "Al lavoro per una base stabile nei rapporti Iran-USA"
- Vertice ad Ankara, Trump: "La Nato ci ha deluso, Italia, Germania, Francia e Gb non ci hanno aiutato"
- Francia-Arabia Saudita, nei colloqui focus su Stretto di Hormuz e Libano
- Saar conferma colloqui a Roma prossima settimana
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, in un’intervista alla Cnn, che, nonostante i disaccordi con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’Iran, i due “la pensano allo stesso modo sulle questioni principali”. Netanyahu ha anche affermato che “è troppo presto per dire cosa accadrà con l’Iran”.
Una terza nave sarebbe stata colpita nello Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo riporta l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. Per gli altri due attacchi, il Qatar ha attribuito la “piena responsabilità” all’Iran. Sull’ultimo episodio, l’Ukmto sottolinea: “La petroliera è stata colpita da un veicolo aereo senza pilota non identificato e ha riportato lievi danni strutturali. Non si segnalano vittime né impatti ambientali e la nave sta proseguendo verso il suo prossimo porto di scalo”.
“La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca”. Queste le parole di Donald Trump a margine del summit NATO ad Ankara. “La Groenlandia non aiuta la Danimarca. La Danimarca non investe denaro per aiutare concretamente la Groenlandia, ma è una parte importante per gli Stati Uniti. Ed è circondata da navi cinesi e russe”, aggiunge Trump.
“La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca. Potremmo ritirare tutti i nostri soldati dall’Europa. Farebbero meglio a stare attenti“, sottolinea.
La città irachena di Najaf si prepara all’addio ad Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ucciso a febbraio. Secondo i media iraniani che citano le autorità irachene, la cerimonia ufficiale inizierà stasera e domani si terrà il corteo funebre. Il 9 luglio è previsto l’ultimo saluto a Khamenei a Mashad, città dell’Iran nordorientale.
La premier Giorgia Meloni “è una brava persona”. Questo il commento del presidente statunitense Donald Trump al vertice Nato di Ankara. “Le nostre relazioni sono peggiorate perché si è rifiutata di aiutarci – rivela il tycoon -. Io non le ho messo molta pressione. Ma si è rifiutata di essere coinvolta nello Stretto di Hormuz o con l’Iran in generale. Il mio rapporto con lei si è inasprito, ma mi piace e penso che sia una brava persona che ha fatto un errore, lei non c’è stata per noi e questo non mi ha reso felice”.
Il Ministero degli Esteri del Qatar dichiara di ritenere l’Iran “pienamente responsabile” per l’attacco a due petroliere nello Stretto di Hormuz, chiedendo di mettere immediatamente fine a “tutte le pratiche che minano la sicurezza regionale o mettono a rischio la sicurezza della navigazione internazionale”.
La petroliera qatariana Al Rekayyat, specializzata nel trasporto di gas naturale liquefatto, è stata colpita durante la notte e rischiava di esplodere a seguito di un incendio scoppiato nella sala macchine. L’equipaggio è rimasto illeso ed è in fase di evacuazione. Una seconda petroliera, battente bandiera saudita, è stata invece danneggiata al largo delle coste dell’Oman, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza marittima.
La Turchia è al lavoro per mettere le relazioni Usa-Iran su una “base stabile“. Lo conferma il leader turco, Recep Tayyip Erdogan, durante l’incontro con Donald Trump ad Ankara. Lo riporta l’agenzia turca Anadolu.
Nel corso dell’atteso vertice ad Ankara, in Turchia, Donald Trump ha parlato nuovamente di Italia ed Europa. Evidenziando in questi minuti il proprio pensiero sugli ultimi eventi che hanno coinvolto Nato e gli stati membri, il tycoon ha dichiarato: “La Nato ci ha deluso, Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna non ci hanno aiutato”
Colloquio tra il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot e il principe Faisal bin Farhan Al Saoud, ministro degli Affari esteri del Regno dell’Arabia Saudita. I due – si legge in una nota – “hanno discusso della necessità di garantire la libera circolazione attraverso lo stretto di Hormuz”, e il ministro francese ha menzionato “gli sforzi compiuti dalla Francia per consentire il dispiegamento di una missione strettamente difensiva volta a facilitare la ripresa del traffico marittimo”.
I ministri, sottolinea il Quai d’Orsay, “hanno inoltre discusso della situazione in Libano. Hanno ribadito il loro sostegno e la loro volontà di partecipare agli sforzi volti a una risoluzione definitiva del conflitto in Libano, in particolare quelli condotti nell’ambito dei negoziati diretti tra Israele e Libano a Washington. Hanno infine sottolineato la profondità delle relazioni franco-saudite e la loro volontà di proseguire tale approfondimento in tutti i settori”.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha confermato che il prossimo ciclo di colloqui con il Libano si terrà a Roma la prossima settimana mentre Israele e il Libano lavorano per dare seguito all’accordo quadro raggiunto il mese scorso con il sostegno degli Stati Uniti. “Meno di due settimane fa, Israele, il Libano e gli Stati Uniti hanno raggiunto uno storico accordo quadro. Questi colloqui proseguiranno la prossima settimana a Roma, in Italia”, sottolinea Saar durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo tedesco Johann Wadephul a Gerusalemme, aggiungendo che “Israele non nutre alcuna ambizione territoriale in Libano”.
Il presidente libanese Joseph Aoun potrebbe incontrare l’omologo statunitense Donald Trump alla Casa Bianca il prossimo martedì 21 luglio. Lo riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, citando fonti ufficiali. Ieri il capo di Stato libanese aveva ribadito di non voler incontrare al momento il premier israeliano Benjamin Netanyahu e di non voler mollare la presa sulla questione della presenza israeliana nel sud del Libano.
Il Comandante della Forza Quds del Guardiani della Rivoluzione Islamica, Esmail Qaani, ha dichiarato che l’arrivo in Iraq delle cerimonia funebri per la Guida Suprema Ali Khamenei “rafforzerà la richiesta di vendetta e consoliderà l’unità tra i due Paesi contro gli Stati Uniti”. Citato dai media di Stato, Qaani ha sottolineato come la decisione del governo iracheno “dimostri la profondità dei rapporti tra i due Paesi”, con il passaggio a Najaf e Karbala che renderà “ancora più saldi i pugni serrati” di Iran e Iraq contro “i compolotti americani”, facendo emergere con maggiore forza “la scia rossa della vendetta di sangue”.
Il ministro degli Esteri boliviano, Fernando Aramayo, ha annunciato – durante un’intervista radiofonica a Maggy Talavera – la chiusura dell’ambasciata del suo Paese in Iran, che sarebbe già “in fase di elaborazione”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani accoglie con favore la scelta di Roma come sede del prossimo round di negoziati diretti tra Libano e Israele. “Roma crocevia di pace e del dialogo – scrive su X il vicepremier – Accogliamo con grande favore l’annuncio che la prossima tornata dei colloqui tra Israele e Libano, facilitati dagli Stati Uniti, si terrà a Roma”.
“Lo scorso aprile avevo comunicato ai Governi libanese ed israeliano la disponibilità dell’Italia ad aiutare il dialogo per la pace nella regione ed essere sede dei negoziati – aggiunge Tajani – Una scelta frutto del forte impegno diplomatico del nostro Governo, del suo ruolo autorevole e credibile nello scenario politico internazionale”.
Il presidente francese Emmanuel Macron non avrebbe udito le esplosioni avvenute nei pressi del suo hotel a Damasco. Sarebbe al sicuro e pronto per l’incontro con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Lo rifersice l’Eliseo, citato da Sky News Arabia.
Udite delle esplosioni per cause ancora ignote a Damasco, nei pressi dell’hotel dove alloggia il presidente francese Emmanuel Macron durante la sua visita in Siria. Lo riportano i media israeliani citando Reuters, a cui una fonte della sicurezza del Paese ha dichiarato che le detonazioni sarebbero state causate da ordigni esplosivi.
Macron avrebbe lasciato l’hotel di Damasco 15 minuti prima dell’esplosione.
Le forze israeliane hanno arrestato due palestinesi in Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa, citata da Al Jazeera. Sarebbero stati eseguiti anche dei raid in diverse abitazioni a Nablus e in altre aree vicine.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero lanciato nella notte almeno due missili contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi. Non ci sarebbero vittime. L’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime ha dichiarato anche che una petroliera sarebbe stata colpita da un proiettile non identificato nelle acque dell’Oman, provocando un incendi. Non sarebbero stati segnalati feriti né impatti ambientali.
“I nostri missili e droni sono pronti a colpirvi“, avevano avvertito le Guardie Rivoluzionarie iraniane alle navi via radio durante il fine settimana.
Migliaia di persone al corteo funebre a Qom per la defunta Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi di febbraio da parte di Stati Uniti e Israele. Il grande Ayatollah Abdollah Javadi Amoli ha guidato le preghiere per Khamenei nella città santa questa mattina. I fedeli gli renderanno omaggio nella moschea di Jamkaran.
I partecipanti hanno gridato slogan come “Morte agli Stati Uniti”, “Morte a Israele” e “Vendetta, vendetta!” (per la morte di Khamenei). A Teheran si è tenuta una cerimonia di commiato di due giorni, iniziata sabato, e il corteo funebre ieri.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dichiara che i negoziati per un accordo finale “non inizieranno” se le minacce continueranno, citando il paragrafo 13 del Memorandum d’intesa con gli Stati Uniti e aggiungendo che “milioni di orgogliosi iraniani” si stanno radunando per i funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei.
“Né loro né le nostre coraggiose Forze Armate si lasciano intimidire da alcuna minaccia”, scrive Araghchi su X. “Onorate la vostra firma”, aggiunge. La dichiarazione è arrivata dopo che Trump ieri ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo con l’Iran o “portato a termine il lavoro“.
Un “proiettile non identificato” avrebbe colpito una petroliera provocando un incendio a bordo della nave che si trovava al largo delle coste dell’Oman, vicino allo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO.
“Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato sul lato sinistro, provocando un incendio, mentre viaggiava in direzione sud”, riferisce l’UKMTO, aggiungendo che non ci sono state segnalazioni di vittime o impatti ambientali.
La NATO si prepara al Summit di Ankara del 7 e dell’8 luglio. Tra i temi da affrontare gli investimenti per la Difesa e l’Ucraina, ma non mancheranno di certo riferimenti alla posizione degli Stati Uniti nell’ambito dell’Alleanza e dei cambiamenti alla luce di quanto sta accadendo nel Golfo Persico.
Continuano, nel frattempo, le celebrazioni funebri in onore di Ali Khamenei, la Guida Suprema iraniana uccisa nei primi raid israelo-statunitensi dello scorso 28 febbraio. La salma dell’Ayatollah è arrivata ieri sera nella città santa di Qom, dove si terrà in giornata la cerimonia funebre.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Migliaia di cittadini e fedeli presenti alla processione funebre per l’Ayatollah Ali Khamenei a Teheran. Le cerimonie per l’ex Guida Suprema iraniana, vittima degli attacchi israelo-statunitensi dello scorso 28 febbraio, andranno avanti oggi a Qom, dove la salma è giunta ieri sera. I colloqui tra Stati Uniti e Iran, finalizzati a un accordo su nucleare, Stretto di Hormuz e conclusione del conflitto, sono temporaneamente sospesi. Secondo fonti pakistane, ancora da confermare, riprenderanno il 14 e il 15 luglio a Islamabad. Nel frattempo, i “botta e risposta” tra il presidente statunitense Donald Trump e le autorità iraniane generano tensioni e fanno temere per l’esito dei negoziati.
Nel frattempo, Ankara si prepara a ospitare il prossimo vertice NATO. Tra i tanti temi al centro del dibattito la sicurezza dell’Alleanza e la situazione in Ucraina. Non mancheranno sicuramente, però, argomenti legati alla situazione del Golfo. Secondo Axios, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe chiesto al presidente statunitense Donald Trump di tenere a freno il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e la sua “retorica” anti-Israele. E le decisioni degli USA in termini di gestione delle armi e degli strumenti di difesa, in questo contesto, saranno fondamentali.
In Libano si continua a morire e proseguono gli attacchi, nonostante il cessate il fuoco fragilissimo in vigore. Il presidente libanese Joseph Aoun ha annunciato che non incontrerà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e non scenderà a compromessi sul sud del Libano. Si parla di nuovi colloqui Israele-Libano a Roma il 15 e il 16 luglio e di un possibile incontro Aoun-Trump il 21 luglio.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

