La tragedia della piccola Anna Rosa, la bambina di 4 anni morta per sospetta difterite a Palermo, ha riportato alla luce una tematica importante che soprattutto ai tempi del Covid ha fatto molto parlare. Ovvero, i vaccini. Nella vicenda drammatica della piccola i medici dell”ospedale Di Cristina hanno accertato che i genitori non avevano vaccinato la figlia, ciò avrebbe portato ad un aggravarsi delle condizioni della bambina sino al decesso.
La difterite è una grave infezione batterica che ha vaccino obbligatorio da neonati con tre richiami e uno in età adulta. Si tratta di una malattia infettiva contagiosa e proprio per questo tutte le persone entrate a contatto con la piccola sono state sottoposte a controlli.
La diffidenza dei vaccini, Costa: “Un’eredità velenosa del Covid”
Sull’aumento della diffidenza da parte della popolazione sui vaccini ne abbiamo parlato con Renato Costa, ex Commissario dell’Emergenza Covid a Palermo e attuale Segretario della Cgil Salute della Sicilia e direttore della Medicina Nucleare del Policlinico di Palermo. “Questa è un’eredità velenosa del Covid, il movimento no Vax nasce in quel periodo – esordisce -. I radicali del “no ai vaccini” hanno determinato col tempo anche un modo di pensare, per molti è diventata anche una fede. Non è solo un problema culturale, ma è un fatto di impegni da parte di alcuni governi. Se noi pensiamo che il ministro americano Kennedy è un no vax famoso, già si capisce come è cambiato tutto dal periodo del Covid.
Costa sottolinea di come nel periodo della pandemia c’era maggiore consapevolezza sull’importanza dei vaccini. “Era l’unico modo per combattere quella battaglia. Dove si è vaccinato di più, infatti, si sono avuti i risultati migliori dove invece si è vaccinato di meno ci sono stati i disastri. Palermo è stata tra le città con la percentuale più alta di vaccini, circa il 92%”.
L’importanza dell’informazione corretta: “Per creare questo tipo di cultura bisogna fare informazione – sottolinea Costa -, non solo a livello di nozioni: è necessario incidere sulla comprensione della popolazione spiegando l’opportunità dei vaccini. Noi prima di proceder con i vaccini nel periodo del Covid, una settimana prima mandavamo delle squadre nei quartieri fatta di assistenti sociali, sanitari, medici che spiegavano alla popolazione l’importanza del vaccino.” In questo modo, quando andavamo a vaccinare trovavamo il consenso della gente”.
Negli anni successivi qualcosa è cambiato: “Come è noto è cresciuta sempre di più una fronda anti-vaccini e soprattutto si è strumentalizzato politicamente il periodo del Coronavirus come se il virus appartenesse a una parte politica invece che ad un’altra. La cosa più sbagliata che si può fare quando si parla di sanità: la salute dei cittadini non ha alcun colore politico ovviamente. La gente ha bisogno di una medicina basata sull’evidenza. Ci vogliono gli scientifici e tutto quello che importante per dare consapevolezza permettendo all’opinione pubblica di poter scegliere”
La bambina morta per difterite e la relazione vaccini autismo: “I genitori hanno colpa parziale”
Per Costa nella vicenda della piccola Anna Rosa – che non sarebbe stata vaccinata perché i genitori mettevano in relazione il vaccino all’autismo – i genitori “hanno una colpa parziale purtroppo”.
“Ci sono stati degli studi scientifici – ricorda il medico – pubblicati e ovviamente poi ritirati perché non hanno passato il vaglio della Comunità Scientifica che sostenevano questa assurdità mettendo in relazione vaccino e autismo. Lo studio poi fu ritirato perché si accertò che era una grandissima stupidità”.
“Tutto questo scarso impegno, però, da parte di chi ci governa sull’informazione e la formazione ha determinato questo. Il fatto che in Italia ancora ci sia una Commissione Covid che comincia a mettere in relazione se durante la pandemia siamo stati dei salvatori o dei criminali deve fare riflettere. Molti pensano che noi siamo stati dei criminali perché i vaccini non funzionavano, non avevano evidenze scientifiche, come se il Covid non avesse fatto centinaia di migliaia di morti di cui tutti eravamo testimoni diretti. Solamente che più passa il tempo, più la gente tende a dimenticare quello che è successo”
“La gente è distante perché in questo momento chi ci governa non ha nessun interesse a dire che in quel periodo l’emergenza Covid è stata gestita bene, secondo me. Non solo in Italia, ma in altre parti del mondo. Guarda caso dove si è vaccinato c’è stato il minimo del danno mentre dove non si è fatto c’è stato il disastro, ma nonostante queste evidenze ancora si mette in discussione l’importanza dei vaccini”.
Non solo informazione, ma anche maggiori controlli, Costa: “Il territorio è abbandonato dal punto di vista della salute”
Per Costa non ci sono adeguati controlli perché “il territorio continua ad essere abbandonato dal punto di vista della salute“. “Bisogna intervenire nelle famiglie facendo interventi di prevenzione, informazione e censimento. Le persone vanno aiutate, non sanzionate. Io non posso fare la multa a uno che non fa vaccinare i propri figli, io devo fare modo di spiegargli il perché deve vaccinare i figli. Una cosa completamente diversa”.
Sono tante quelle persone che ad oggi pensano che i vaccini possano avere una correlazione con l’autismo, ma Costa ribadisce: “Il consenso si ottiene soltanto con la corretta informazione, non con bugie e fake news. Bisogna iniziare a fare informazione dalle scuole, dalle parrocchie e dalle aggregazioni di ogni tipo e far capire che le vaccinazioni sono importanti per proteggere i nostri bambini da una serie di problematiche che quando si verificano determinano questi eventi tragici come quello della piccola”.
La “prova” evidente per Costa è il cuginetto della bambina che si trova ricoverato ma senza aver manifestato la forma più grave di difterite. “La bambina col vaccino si sarebbe salvata. Spero che questo dramma possa fare da monito per tutto quello che in futuro bisognerà fare per creare il consenso non solo sulla vaccinazione, ma anche sull’onestà di gestire la salute sul territorio italiano”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

