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Bimba morta per difterite a Palermo, aperta inchiesta e disposta autopsia

Bimba morta per difterite a Palermo, aperta inchiesta e disposta autopsia
Ospedale Civico di Palermo – Pronto Soccorso – foto di Imagoeconomica

I carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto

Le indagini dopo il dramma per far chiarezza. La procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha aperto una inchiesta sulla morte della bambina di 4 anni per difterite.

È stato l’ospedale Civico di Palermo, dove la piccola è morta, a segnalare la vicenda alla procura. Quest’ultima disporrà l’autopsia sul corpicino che verrà eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico. I carabinieri hanno già acquisito le cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto.

Gli inquirenti cercheranno di capire se le procedure ospedaliere siano state corrette e come mai la piccola non fosse stata sottoposta alla vaccinazione obbligatoria. I genitori avrebbero scelto di non vaccinare nessuno dei figli perché un cuginetto era autistico e loro temevano che fosse dipeso proprio da un vaccino. I tre fratelli di Anna Rosa sono stati vaccinati soltanto ora, su disposizione dell’Asp di Palermo, di concerto con l’ospedale Civico.

Anna Rosa, la prima vittima di difterite dopo oltre 30 anni

La difterite è una malattia quasi scomparsa nei Paesi industrializzati. Anna Rosa è la prima vittima in Italia dopo oltre 30 anni. Per la piccola all’inizio si era pensato ad una tonsillite, ma durante il ricovero, a causa del peggioramento delle sue condizioni, era invece emerso che si trattasse proprio di difterite, una patologia infettiva per cui non era stata vaccinata.

La pediatra aveva lanciato l’allarme

La pediatra della bambina di 4 anni morta a Palermo per difterite, aveva lanciato l’allarme. Era stata la stessa pediatra a indicare ai genitori il ricovero della piccola per sospetta difterite. Il primo ricovero è stato il 13 agosto all’ospedale Cervello e quello successivo il 15 agosto. Da qui è stata poi trasferita all’ospedale dei bambini.

I medici dell’ospedale: “Abbiamo fatto di tutto per salvarla”

“Abbiamo fatto di tutto per salvarla dal momento in cui l’abbiamo presa in carico, ma purtroppo non c’è stato l’esito sperato”, ha riferito il direttore sanitario dell’ospedale Civico, da cui dipende l’Ospedale dei Bambini, Domenico Cipolla, rilevando che “da parecchi anni non si registravano casi del genere”. Ora, ha aggiunto, “attendiamo l’esito dell’istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuta a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale”.

Cascio: “I colleghi non hanno sbagliato, sintomi identici a quelli della tonsillite”

Il professore Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, interviene sull’argomento e sottolinea “I colleghi non hanno sbagliato, perché la malattia si manifesta come una tonsillite ed è davvero difficile a pensare ad un’analisi differenziale”. Allo stesso tempo, ha avvertito, “il batterio della difterite potrebbe ancora circolare e possono esserci portatori sani, dunque inconsapevoli”.

Attenzione ora ai possibili contagi

In Italia, la malattia è rara grazie alla vaccinazione che fornisce una copertura molto alta, superiore al 95%, e i casi sono sporadici e di importazione. Ma “le modalità di contagio della piccola non sono ancora note e si stanno facendo tutti gli accertamenti da parte delle autorità competenti per chiarirne le dinamiche. La vaccinazione è l’unico strumento in grado di prevenire la difterite e la sua diffusione”, spiega Monica Monaco, del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Importante in questo senso è anche il tracciamento dei contatti, già scattato in questo come negli altri casi. Tutti quelli che sono venuti a contatto fino ai cinque giorni precedenti il primo sintomo della bimba, sono infatti sottoposti a tampone faringeo e a eventuale isolamento e terapia antibiotica.

Società italiana igiene: “Fondamentale prevenzione vaccinale”

“In attesa che gli accertamenti in corso chiariscano definitivamente le cause del decesso, la S.It.I. Sicilia manifesta la propria vicinanza alla famiglia e richiama l’attenzione sull’importanza fondamentale della prevenzione vaccinale e del rispetto dei tempi previsti dal calendario vaccinale”. Così in una nota della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – Sezione Sicilia.

E ancora: “La difterite è una malattia infettiva grave e potenzialmente letale, oggi divenuta molto rara nel nostro Paese proprio grazie alle vaccinazioni. L’assenza di casi non deve però farci dimenticare che queste malattie possono tornare a rappresentare una minaccia quando diminuiscono le coperture vaccinali o si creano gruppi di popolazione non adeguatamente immunizzati. Vaccinare nei tempi previsti significa proteggere bambini e adulti nel momento corretto, evitando di lasciare finestre di suscettibilità potenzialmente pericolose. Mantenere alte coperture vaccinali significa inoltre tutelare l’intera comunità e, in particolare, le persone più fragili. Qualora venissero confermate la diagnosi di difterite e la mancata vaccinazione della bambina, ci troveremmo di fronte al drammatico manifestarsi di una malattia prevenibile”.

Cosa è la difterite

La difterite – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, che una volta entrato nell’organismo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Si trasmette per vie aeree. In Italia, all’inizio del secolo scorso, si registravano circa 30mila casi di difterite infantile e 1.500 morti l’anno. Tuttavia, dopo l’introduzione della vaccinazione c’è stato un drastico calo dei contagi. Al punto che tra il 1990 e il 2009 si sono verificati appena cinque casi, di cui uno mortale in una bambina non vaccinata, nel 1991. L’ultimo caso non letale confermato, invece, risale al 1996.

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