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Franco Battiato, dalla musica all’assessorato in Sicilia: l’impegno del Maestro per cambiare l’Isola

Franco Battiato, dalla musica all’assessorato in Sicilia: l’impegno del Maestro per cambiare l’Isola
Franco Battiato

Nel giorno del quinto anniversario della scomparsa dell’artista, un excursus per ripercorrere il suo breve ma intenso passaggio in politica in Sicilia.

“Maestro”, così veniva, e viene, chiamato dai suoi estimatori. Franco Battiato non è stato soltanto uno dei più grandi artisti della musica italiana. Cantautore, compositore, regista e intellettuale nato a Ionia e profondamente legato a Milo, alle pendici dell’Etna, ha lasciato un segno anche nella scena politica siciliana. Per alcuni mesi, tra il 2012 e il 2013, decise infatti di donare la propria visione al servizio della Sicilia, accettando un incarico politico che fece poi discutere.

Nel giorno del quinto anniversario della scomparsa dell’artista, avvenuta il 18 maggio 2021, un excursus per ripercorrere il suo breve ma intenso passaggio in politica in Sicilia. Dall’incarico di assessore regionale alla stagione di idee, visioni e polemiche che ne segnò l’uscita.

Battiato assessore alla Regione Siciliana

“Scendo in campo volentieri ma non voglio cambiare mestiere. Non faccio politica e non voglio avere a che fare con i politici”. Così Franco Battiato aveva annunciato il suo ingresso nella politica siciliana. Nel novembre del 2012, l’allora presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta lo volle nella sua giunta come assessore al Turismo, Sport e Spettacolo. La notizia ebbe grande risonanza nazionale: non era comune vedere un artista di fama internazionale entrare nelle istituzioni regionali.

Battiato accettò con il suo stile inconfondibile. Dichiarò di non sentirsi un politico e di non voler cambiare professione, ma di voler dare un contributo concreto alla sua terra. Annunciò anche la rinuncia allo stipendio di componente della giunta regionale. E guai a chi osava definirlo con il ruolo che ricopriva: “Assessore mi offende, chiamatemi Franco, e sarò Franco”, aveva detto Battiato alla conferenza stampa di presentazione nel 2012.

La Sicilia in contatto con il mondo

Franco Battiato accetta l’incarico a una sola condizione, quella di potere avere “la libertà di organizzare eventi che mettano in contatto la Sicilia con il resto del mondo“. Il suo progetto per la Sicilia era netto e definito, una visione chiara di quella che doveva essere l’Isola.

La visione politica del Maestro

Pur non essendo un uomo di partito, Battiato ha sempre espresso opinioni nette sulla società e sulla politica. Tanti i riferimenti, infatti, nei testi della sua musica alla decadenza dei giorni d’oggi – “quante squallide figure che attraversano il paese, com’è misera la vita negli abusi di potere“, canta in Bandiera bianca. Anche nei suoi interventi pubblici criticava il conformismo, il potere e la superficialità della classe dirigente. “Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni. Questo Paese devastato dal dolore“, recita in Povera patria.

La sua idea di amministrazione era legata a valori come rigore, bellezza e responsabilità. Il suo ingresso nella giunta Crocetta venne letto come un tentativo di portare nelle istituzioni uno sguardo libero e indipendente, lontano dalle logiche tradizionali della politica.

Le polemiche e la fine dell’esperienza politica

Per Franco Battiato l’esperienza da assessore durò pochi mesi. Nel marzo del 2013, durante un intervento al Parlamento europeo, Battiato pronunciò una frase molto dura nei confronti della classe politica italiana, suscitando forti polemiche. Nonostante le successive precisazioni, il presidente Crocetta decise di revocargli l’incarico. Con quella scelta si concluse l’unica esperienza istituzionale del Maestro, rimasta comunque impressa nell’immaginario collettivo per il suo carattere insolito e per il clamore mediatico che la accompagnò.

L’esperienza politica dell’artista fu breve ma rappresentò un gesto significativo. Un artista di di grande caratura e personalità scelse di mettersi a disposizione della propria terra senza compensi e senza ambizioni di carriera. Il periodo segnò anche il suo senso di appartenenza all’isola, già da sempre reso noto da Battiato, che credeva nella possibilità di un cambiamento fondato sulla cultura. La sua partecipazione alla vita pubblica fu coerente con il pensiero di un intellettuale che, per tutta la vita, ha cercato di coniugare arte, spiritualità e responsabilità civile.

L’eredità di Franco Battiato in Sicilia

Oggi Battiato continua a essere un simbolo della Sicilia più colta e visionaria. Le sue canzoni, i suoi film e i suoi scritti raccontano una terra complessa ma capace di generare bellezza e profondità. La sua parentesi politica, pur conclusasi in modo turbolento, resta una testimonianza concreta del desiderio di contribuire al bene comune. Non un semplice episodio di cronaca ma il segno di un artista che ha provato, a suo modo, a trasformare l’amore per la Sicilia in impegno diretto. Il Maestro lascia in eredità pensieri profondi insiti oramai nella cultura siciliana, tra tutti: “Com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”.

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