“Annuncite” e povertà Istituzioni sfiduciate - QdS

“Annuncite” e povertà Istituzioni sfiduciate

Carlo Alberto Tregua

“Annuncite” e povertà Istituzioni sfiduciate

martedì 12 Gennaio 2021 - 00:00

Politici bullonati alla poltrona

Ristoranti e bar chiusi: i gestori non mangiano. Queste tipologie di attività sono sicure perché controllate e perché nessuno ha interesse a creare contagi all’interno. Perciò ci sembra del tutto fuori luogo che i primi a essere penalizzati dalle chiusure siano proprio ristoranti e bar, mentre i negozi restano aperti.
Le scuole parzialmente chiuse. Anche queste sono sicure, perché controllate, sanificate, con tutti gli alunni che portano le mascherine e che osservano le distanze. Semmai è proprio all’esterno delle scuole che si creano assembramenti – e anche abbracci e baci – con la conseguenza dei contagi.
Non sappiamo per quale ragione il Governo, anziché combattere proprio gli assembramenti che si verificano nelle strade e nelle piazze, chiuda i luoghi ove invece vi è un rigido controllo sui frequentatori da parte degli esercenti e degli insegnanti.
Ci sorge il sospetto che sia più facile chiudere tutto piuttosto che estendere i controlli nei luoghi pubblici da parte delle Forze dell’ordine.

A proposito delle stesse, ho avuto modo di constatare di persona nei giorni di Natale e in quelli di Capodanno a Milano, una scarsissima presenza di pattuglie di Carabinieri, Polizia e Vigili urbani.
Peraltro, dalle nostre parti, nel periodo dell’Epifania, ho annotato la totale assenza di pattuglie di controllo, pur avendo circolato per molti paesi dell’Etna, nonché nei diversi quartieri del capoluogo etneo.
Il sospetto è che sia più facile chiudere tutto per impedire che la gente esca di casa, piuttosto che lasciare tutto aperto nelle strade ove, in modo sconsiderato, la gente si abbraccia e si bacia, con comportamento incosciente, ma sotto un severo controllo.
Vi è poi la questione dei vaccini, che vengono somministrati dalle Regioni, anche in base alla distribuzione che il Commissariato per l’emergenza ha previsto.
In atto vi sono tre produttori attivi: la tedesca-americana BioNTech/ Pfizer, la statunitense Moderna e la britannica-italiana AstraZeneca. Sono in condizioni di produrre centinaia di milioni di dosi, ma non vi è notizia che il commissario Arcuri ne abbia comprato un numero sufficiente per procedere alla vaccinazione di massa.
Il nostro Paese potrà risollevarsi quando almeno trenta milioni di italiani saranno vaccinati. Deprime l’annuncio che bisogna aspettare l’autunno per arrivare, forse, a questo traguardo, quando i vaccini sono disponibili già da ora e nei prossimi mesi. Cosa manca? Un’organizzazione efficiente per procedere h24 a iniettarli nei cittadini, a cominciare da quelli che lavorano nella sanità, nelle scuole, nell’ordine pubblico e così via.
Ministro della Salute, ministro per le Regioni, presidente del Consiglio e altri sono stati contagiati non dal virus, ma da una nuova forma di epidemia politica che potremmo definire “Annuncite”. Se ci fate caso, tutti usano i verbi al futuro: faremo, opereremo, vaccineremo. Quasi nessuno usa i verbi al passato, riferendosi a cose fatte.
Nonostante questa verbosità deleteria, non abbiamo sentito annunci relativi alla lotta alla povertà, alla disoccupazione e al disastro che si diffonde giorno dopo giorno, non tanto per il Covid-19, quanto per una sfiducia nelle istituzioni che si sta propagando nella popolazione, soprattutto in quella meridionale che era già debilitata da una dissennata e diseguale politica ante virus.

In questi giorni si decide la sorte del Governo, conseguente all’approvazione o meno del Pnrr (Piano nazionale di resilienza e ripresa) che dev’essere inviato a Bruxelles entro il prossimo mese. Tale Piano serve per destinare adeguatamente i famosi 209 miliardi, di cui solo circa quattro decimi sono a fondo perduto. Il resto dell’ammontare dev’essere restituito.
Su tale Piano vi è uno scontro furibondo all’interno del Governo perché la relativa spesa può arricchire questa o quella fazione che sostiene i diversi partiti dell’attuale coalizione. La questione non è di poco conto, perché riguarda la destinazione di cospicue risorse in alcune parti o altre del Paese.
Non sappiamo come finirà, sappiamo che questo traccheggiare alimenta ulteriormente la sfiducia nelle istituzioni. Male!

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