Roma, 26 ott. (askanews) – E’ il Principato di Lucedio ad aver ospitato sabato 24 ottobre il convegno regionale dell’Anpa, il sindacato pensionati di Confagricoltura, organizzato in collaborazione con Confagricoltura Vercelli-Biella e dedicato a un tema fortemente identitario: “Coltiviamo la storia”. Il luogo dell’evento è lo storico e vasto complesso architettonico e agricolo situato a Trino, in provincia di Vercelli, celebre per essere il luogo in cui venne introdotta per la prima volta la coltivazione del riso in Italia.
I lavori, aperti dalla relazione della professoressa Paoletta Picco incentrata sul patrimonio cistercense che proprio qui diede vita nel 1123 alle Grange e alla prima risicoltura d’Italia, hanno ripercorso l’evoluzione dell’agricoltura e della rappresentanza rurale nel nostro Paese.
Ed è stato proprio all’interno di questa riflessione sulle radici delle campagne che Angelo Santori, segretario nazionale dell’ANPA, ha annunciato la grande assise nazionale unificata che si terrà a Roma all’inizio del 2027 a coronamento dell’anno del Cinquantennale (1976-2026) dell’ANPA e della FIIAF, la Federazione dell’Impresa Agricola Familiare. “Nel 1976 – ha spiegato – Confagricoltura compì una scelta profetica affiancando all’impresa la tutela della persona e della famiglia rurale. Mezzo secolo dopo celebriamo un percorso straordinario nato nelle campagne, ma che oggi parla all’intera società. L’ANPA è un sindacato fortemente radicato nella storia agricola e nel vissuto del Paese, ma aperto a tutti i pensionati, perché le battaglie sulla dignità della terza età, sul welfare e sulla non autosufficienza toccano da vicino la vita di ogni famiglia italiana”.
Da questo patrimonio, Santori ha impresso una naturale svolta verso il presente: “coltiviamo la storia, ma con la stessa forza coltiviamo anche l’attualità. La memoria non è nostalgia, ma una radice profonda da cui trarre la forza necessaria per difendere oggi diritti e dignità”. Richiamando l’appello del “Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza”, Santori ha rivolto una precisa richiesta al Governo in vista dell’imminente Legge di Bilancio: “servono 500 milioni di risorse fresche per dare attuazione alla Legge 33 sulla non autosufficienza. Non si possono fare le riforme a costo zero quando in gioco ci sono i bisogni reali di 4 milioni di anziani e delle loro famiglie. Quelle risorse servono per unificare i Punti Unici di Accesso, potenziare l’assistenza domiciliare integrata, qualificare le strutture residenziali e avviare la prestazione universale”.
Analizzando la situazione del Piemonte, dove i circa 76-79 milioni di euro all’anno del Fondo Nazionale Non Autosufficienze servono appena a coprire le prestazioni già esistenti, Santori ha evidenziato come non vi sia un solo euro in più per ampliare la copertura alle troppe famiglie oggi escluse. E ha rilanciato le battaglie storiche: lo scomputo della casa rurale e dei terreni agricoli dal calcolo ISEE per non penalizzare gli anziani nell’accesso al Bonus Anziani; l’adeguamento delle pensioni minime al carovita; la sanità di prossimità con la telemedicina nelle Aree Interne; l’estensione del senior cohousing alla rete delle aziende agricole multifunzionali, degli agriturismi e delle fattorie sociali.

