Aprire scuole, ristoranti e negozi - QdS

Aprire scuole, ristoranti e negozi

Carlo Alberto Tregua

Aprire scuole, ristoranti e negozi

mercoledì 20 Gennaio 2021 - 00:00

Urge ritorno alla normalità

Qui si continua a pensare che il rimedio contro la propagazione del virus nella popolazione sia chiudere tutto: negozi, ristoranti, centri commerciali, palestre, musei, biblioteche, teatri, cinema ed altri luoghi. Si tratta di decisioni politiche dissennate, dettate dalla paura e dalla viltà. Chi prende queste decisioni non ha il coraggio di bilanciare gli effetti del virus con gli effetti della pandemia economica, che sta travolgendo tutto il Sud ed in particolare la Sicilia.
Continuiamo a scrivere di questa realtà perché sentiamo dal Governo centrale e da quello regionale, annunci sulle chiusure, con il paventato coprifuoco, delle aree rosse.
È esattamente il contrario di quello che serve e cioè l’urgente ritorno alla normalità, al funzionamento del ciclo economico, alla ripresa di un minimo di coraggio nei cittadini, oggi ottusamente costretti nelle loro case, in modo da far loro perdere l’abitudine di andare in giro ad alimentare i consumi ed anche quei rapporti sociali indispensabili.

Vi sono due fatti inconcepibili in una situazione grave come quella che rappresentiamo: il primo riguarda la non contabilizzazione dei test rapidi, il che falsa fortemente il rapporto con i nuovi contagiati; il secondo riguarda l’incapacità del Commissariato per l’emergenza di reperire oggi e non domani quindici milioni di dosi di vaccino da far iniettare a una task force nazionale, 24 ore su 24, a tutti i cittadini, secondo un ragionevole ordine di precedenza.
Si dirà: “Ma i vaccini non ci sono. Come fare a comprarli?”. Si tratta di una bufala. I vaccini ci sono, ma sono stati acquistati da quelli bravi, come il governo della Gran Bretagna e quello della Germania, anche se nel primo Paese le iniezioni procedono a grande velocità, nel secondo (stranamente) vi è una lentezza che non corrisponde alle abitudini teutoniche.
L’altra questione che vogliamo evidenziare, appurata in modo incontrovertibile: le scuole sono luoghi sicuri, ove i contagi sono bassissimi o inesistenti. Continuare a tenere fuori dalle aule i giovani è un comportamento assurdo e controproducente.
In questo caso intendiamo sottolineare la nostra completa solidarietà (per quello che vale) alla Ministra Azzolina, che continua a spingere nella giusta direzione, anche se contrastata dai vili e dai paurosi.
La crisi di governo è stata provocata da Matteo Renzi perché ha messo nero su bianco tutte le osservazioni al fantomatico piano degli investimenti (Recovery plan), anche perché esso, secondo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, doveva essere gestito extra ordinem da un gruppo di trecento esperti, poi ridotti a novanta, di propria fiducia, come se la gestione di 223 miliardi fosse cosa sua.
Ovviamente, di fronte alla paura delle elezioni, tutti hanno dato addosso a Renzi, chiamato il grillo parlante, ma riteniamo che in questo caso egli abbia ragione, come aveva ragione ponendo la riforma costituzionale che avrebbe risolto lo squilibrio in atto fra i poteri dello Stato e quelli delle Regioni.
La voglia di restare bullonati alle proprie sedie, con ricchi emolumenti fra dieci e quattordicimila euro al mese, impedisce a deputati e senatori di avere una visione obiettiva dello stato delle cose e soprattutto rispetto ai cittadini che li hanno votati.

Vaccini, vaccini, vaccini. Ecco cosa serve urgentemente e se il Commissario Arcuri non è capace di reperirli, chi ha responsabilità del Servizio sanitario nazionale deve occuparsene immediatamente.
Si dirà che la Commissione europea è stata incaricata di fare gli acquisti: l’ha fatto, il patto si è concluso. Ora, liberi tutti, come ha fatto la Germania comprando trenta milioni di dosi extra patto Ue. Sono più furbi o più capaci i tedeschi degli italiani? In questo caso, si. Ma perché passare sempre per fessi, come se noi non avessimo l’intelligenza e la cultura secolare che ci permette di competere con quelli che cercano di farci soverchierie?
Certo, per competere ci vogliono adeguati attributi mentali di cui la classe istituzionale attuale è scarsamente dotata. Però, per tale carenza, non possono soffrire i cittadini, soprattutto quelli del Sud e della Sicilia.
Ricorderemo questi comportamenti non appena arriveranno le elezioni siciliane in novembre 2022 e nazionali in primavera 2023, quando i cittadini dovranno scegliere, pensando con la propria testa e non con quella degli altri.

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