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Ars, variazione di bilancio da oltre un miliardo: polemiche sui 50 milioni del Fit

Ars, variazione di bilancio da oltre un miliardo: polemiche sui 50 milioni del Fit
Regione Siciliana. Immagine di repertorio da Imagoeconomica

Scontro sul Fondo, opposizioni sul piede di guerra. De Luca (M5S): “In questa manovra ci sono le risorse per le mancette e tanti emendamenti utili bocciati”

La discussione generale sul ddl variazione di bilancio va avanti con interventi molto ampi, generici. L’opposizione interviene a Sala d’Ercole, ma sulla discussione pesa la comunicazione del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno giunta durante i lavori.

La possibilità – quasi certezza – che la manovra possa essere spacchettata con uno stralcio importante non consente di entrare nel vivo della discussione perché non si sa quali dei 126 articoli resteranno e quindi quali discutere e quali rinviare. L’insieme, descritto dagli interventi dei deputati di opposizione, è quello di una manovra voluminosa ma priva di incisività su alcun settore.

Le risorse sono insufficienti, secondo l’opinione comune dei parlamentari di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Controcorrente, perfino per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa in sanità pubblica.

Il Fit subito aggredito dall’opposizione

Il Fondo per gli investimenti territoriali è stato subito aggredito in Aula dal Movimento 5 stelle, con il capogruppo Antonio De Luca che ha presentato la pregiudiziale sul Fondo che al momento è un articolo sommario e senza elenco dei contributi.

Il Fit, nato con una copertura finanziaria di 50 milioni di euro, verrà definito con un ordine del giorno che giungerà a Sala d’Ercole che prenderà atto di come le mancette elettorali finiranno sul territorio. Perché che il Fit sia un nome diverso con cui definire gli interventi a pioggia ormai noti come “mancette” sono tutti d’accordo tra i parlamentari di minoranza.

Ammessa la pregiudiziale ma respinta di misura

La pregiudiziale è stata presa in esame dagli uffici della segreteria generale e l’Aula si è fermata per un’ora circa. Pregiudiziale ammissibile, è stato il responso. Ma al momento di votare la pregiudiziale su una norma basata su un ordine del giorno, seppur di misura, la maggioranza ha respinto e il Fit è rimasto nel testo del disegno di legge.

Hanno votato a favore della pregiudiziale 23 deputati, che si contano facilmente in Partito democratico, Movimento 5 stelle e Controcorrente. Contrari 26 deputati di maggioranza, e per soli tre voti le mance sono state approvate. Sala d’Ercole non era gremita di parlamentari della coalizione di governo ma la difesa del Fit è passata comunque.

De Luca (M5s): “Due deputati di Forza Italia sono usciti fuori dall’Aula prima del voto”

“Non è passata per soli due voti, a riprova che questa maggioranza non c’è più”, commenta a fine lavori il capogruppo Cinque stelle Antonio De Luca. “Due deputati di Forza Italia, tra l’altro, sono usciti fuori dall’Aula prima del voto: è il segnale che la guerra interna non è mai finita – prosegue De Luca – e che all’interno del centrodestra si tratta su tutto, il presidente tratta pure il suo futuro che va a contrattare a Roma”.

“Mi chiedo, chi pensa ai siciliani che non ce la fanno più? In questa manovra ci sono 50 milioni per le mancette dei deputati della maggioranza, mentre tantissimi nostri emendamenti, tra cui il bonus salute, che avrebbe permesso ai meno abbienti di potersi curare e comprare le medicine, sono stati bocciati per mancanza di risorse”.

“Variazione di bilancio sembra letterina a Babbo Natale”

La variazione di bilancio è stata contestata anche per la sua natura di “variazione”, avendo al suo intervento nuove misure, varie norme di natura ordinamentale, un volume di investimento che supera leggi di stabilità.

Sul piano triennale di interventi, la “manovrina” ha raggiunto la soglia monstre di oltre un miliardo di euro. “Più che una variazione di bilancio, quella che arriva all’Assemblea regionale siciliana è una letterina a Babbo Natale – ha detto intervenendo in Aula il capogruppo del Pd Michele Catanzaro – scritta dalla maggioranza, con una lunga lista di contributi da mettere sotto l’albero in vista delle prossime elezioni.

Un provvedimento entrato in commissione con 22 articoli e arrivato in Aula con 125: una finanziaria mascherata, costruita non sui bisogni dei siciliani ma sugli appetiti elettorali del centrodestra”.

Maxi manovra in discussione mentre Schifani discute con Tajani

Sull’opportunità della variazione di bilancio così composta sono stati coesi i progressisti di Sala d’Ercole, aprendosi la discussione generale nel giorno in cui il presidente della Regione si trovava a Roma per confrontarsi con il segretario di Forza Italia Antonio Tajani dopo lo spauracchio di possibili dimissioni che aveva gelato l’intera coalizione di centrodestra siciliana.

Dimissioni mai citate, che dopo il confronto romano sono divenute un “incoraggiamento del segretario nazionale Antonio Tajani – come da nota firmata dal commissario regionale forzista Nino Minardo – a proseguire nell’opera di cambiamento di Forza Italia in Sicilia ci dà ulteriore forza e responsabilità”.

L’ondata di eventi di natura politica e giudiziaria ha però caratterizzato anche la discussione sulla variazione di bilancio, che anticipa di un mese la legge di stabilità e che vorrebbe in parte sostituirsi ad essa per volume ed indirizzo durante la crisi del centrodestra.

Sala d’Ercole vuota, si attende lo stralcio

Alle sette di sera la deputata del Pd Ersilia Saverino fa una gaffe intervenendo in Aula: “Siamo rimasti solo quattro di maggioranza”. Poi, correggendosi, ha detto che è stato un lapsus perché “guardavo al futuro”.

Di fatto, in Aula c’erano sei deputati, di cui due di maggioranza e quattro di opposizione. La discussione va avanti, “the show must go on”, ma senza sapere per cosa esattamente deve andare avanti. Sugli oltre centoventi articoli che compongono il disegno di legge ci sono più di tremila emendamenti tra proposte di modifica, di reindirizzamento delle risorse e soppressivi. Tra questi, il solo gruppo Controcorrente ne ha depositati in Aula quasi 800 che al mattino, prima della manifestazione del campo largo sotto palazzo d’Orleans e dell’inizio lavori a Sala d’Ercole, aveva presentato alla stampa.

La “contromanovra” di Controcorrente

Una contromanovra firmata Controcorrente che va dall’obbligo del programma elettorale per le elezioni regionali ai defibrillatori nei condomini, passando per i parchi archeologici, la piantumazione di 50 milioni di alberi, l’agibilità e la climatizzazione delle scuole, il trasporto gratuito per i residenti nelle isole minori ed i contributi a sostegno delle donne che dalle isole o dalle zone montane distanti dagli ospedali sono costrette ad affittare abitazioni in cui trasferirsi per terminare serenamente la gravidanza.

Dentro il maxi pacchetto di interventi del gruppo di Ismaele La Vardera c’é anche l’abolizione dei fondi a discrezione dei deputati, cioè quello che oggi si chiama Fit e che già il M5s con un emendamento di Adriano Varrica aveva tentato di normare. Tentativo vano, perché in Commissione Bilancio la maggioranza aveva respinto l’emendamento. Adesso il tentativo di chiudere il capitolo dei contributi a pioggia è entrato in discussione con l’emendamento d’Aula di La Vardera.

Catanzaro (Pd): “Pioggia di finanziamenti senza programmazione”

La seduta è stata sospesa dopo la lunga serie di interventi dell’opposizione poco dopo le 19. Nuova convocazione alle 16:30 di mercoledì, con orario spostato in avanti di un’ora e mezza per dare a tutti modo di fare chiarezza sulle intenzioni e sul contenuto da discutere.

Ma al termine dei lavori odierni la sintesi del confronto che si preannuncia aspro, o se si preferisce “con tutti gli strumenti parlamentari a disposizione” annunciato da La Vardera, i commenti più caustici sono quelli del capogruppo del Pd e del leader di Controcorrente. “È l’ennesima pioggia di finanziamenti senza programmazione, senza una strategia e soprattutto – dice il capogruppo Pd Michele Catanzaro – senza il tempo necessario per trasformare gli stanziamenti in interventi concreti.

Mentre la maggioranza pensa a spartirsi i fondi, agricoltori e pescatori non riescono più a sostenere i costi delle proprie attività, le imprese sono in difficoltà e migliaia di siciliani aspettano mesi per una visita medica”.

Si riparte domani, forse con una maggioranza più presente

“Mentre la maggioranza pensa ai micro-interventi a pioggia, noi mettiamo sul tavolo regole certe per tutto il territorio siciliano – ha detto Ismaele La Vardera al mattino – passando per la trasparenza amministrativa, la dignità per i giovani professionisti, la sanità di prossimità e tutela ambientale”.

Sia il Pd che Controcorrente e Movimento 5 stelle hanno presentato proposte di intervento con in molti casi l’aumento delle risorse allocate a sostegno dell’economia aziendale e familiare dei siciliani. Il dibattito però è stato fin qui senza contraddittorio, salvo per la difesa del Fit sul voto alla pregiudiziale che era stato assunto dai capigruppo di Forza Italia e Fratelli d’Italia, rispettivamente Stefano Pellegrino e Giorgio Assenza.

Domani è attesa la decisione sullo stralcio, poi si potrà entrare nel vivo e le scintille saranno presumibili nel momento in cui si discuteranno l’articolato con i suoi emendamenti.

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