Ricostruita la dinamica del violento assalto al bancomat di Mascalucia, in provincia di Catania, avvenuto negli scorsi giorni e messo a segno con l’utilizzo della cosiddetta “marmotta”. I carabinieri del comando provinciale etneo – supportati dai colleghi di Gravina di Catania – hanno arrestato un 46enne e una 36enne, entrambi residenti a San Pietro Clarenza (CT), con le accuse di detenzione di materiale esplodente e droga. Per entrambi sussiste naturalmente il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Su disposizione dell’autorità giudiziaria competente, l’esplosivo è stato fatto brillare e i due arrestati condotti al carcere di Piazza Lanza.
Assalto al bancomat di Mascalucia, dalla ricostruzione agli arresti
La notizia risale a qualche giorno fa, quando – intorno alle 3 del mattino – alcuni individui con il volto coperto avevano fatto saltare in aria un bancomat di via Roma a Mascalucia, usando un ordigno artigianale detto “marmotta” per scardinare lo sportello automatico. Sin da subito erano partite le indagini del Nucleo Radiomobile di Catania che, dopo un lungo inseguimento, aveva permesso di arrestare uno dei componenti della banda, un 43enne di Francofonte (SR).
Da lì è scaturita un’indagine che ha condotto i militari della Sezione Operativa della Compagnia di Gravina di Catania fino a San Pietro Clarenza, dove hanno individuato un garage ritenuto base logistica della banda intervenuta nell’assalto al bancomat di Mascalucia. All’interno del locale, i carabinieri hanno trovato un altro ordigno “marmotta”, una miscela esplosiva “flash powder”, indumenti e oggetti riconducibili al reato, dosi di droga (cocaina, crack e marijuana, già suddivise in dosi, per un totale di oltre 200 grammi) e materiale per il confezionamento e la preparazione degli stupefacenti. Alla luce di quanto emerso, i carabinieri hanno arrestato un 46enne e una 36enne.
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