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Assegno per il nucleo familiare, da luglio nuove soglie di reddito: cosa cambia e le tabelle

Assegno per il nucleo familiare, da luglio nuove soglie di reddito: cosa cambia e le tabelle
Foto di repertorio, di CARTIST su Unsplash

Soglie rivalutate dell’1,4%, possibilità di cambiamenti dell’importo spettante

Novità in vista per i percettori dell’assegno per il nucleo familiare (ANF): da luglio cambiano le soglie di reddito, rivalutate dell’1,4%. Attenzione: non si parla dell’assegno unico, misura per famiglie con figli a carico, ma solo nuclei senza figli a carico o orfanili, composti, quindi, da coniugi, fratelli, sorelle e nipoti.

Assegno per il nucleo familiare, cosa cambia con le nuove soglie di reddito

L’Inps ha annunciato che dal primo luglio saranno operative le nuove soglie di reddito, che rimarranno in vigore fino al 30 giugno 2027. Anche se di fatto questo non si traduce in aumenti diretti, cambiando le soglie è possibile che alcune famiglie passino alla fascia reddituale inferiore e quindi abbia un importo maggiore.

QUI TUTTE LE TABELLE DIFFUSE DALL’INPS

Il file contiene:

Tab. 19
Nuclei familiari composti solo da maggiorenni inabili diversi dai figli

Tab. 20 A
Nuclei familiari con entrambi i coniugi e senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile)

Tab. 20 B
Nuclei monoparentali senza figli* (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile)

Tab. 21 A
Nuclei familiari senza figli (in cui non siano presenti componenti inabili)

Tab. 21 B
Nuclei monoparentali senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui non siano presenti componenti inabili)

Tab. 21 C
Nuclei familiari senza figli (in cui sia presente almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile)

Tab. 21 D
Nuclei monoparentali senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui solo il richiedente sia inabile)

Chi ha diritto all’ANF

L’assegno per il nucleo familiare spetta alle famiglie di:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori dipendenti di ditte cessate o fallite;
  • titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente

che abbiano a carico persone diverse dai figli (per quello esiste l’assegno unico). Non spetta – secondo quanto riporta il sito dell’Inps – a coltivatori diretti, coloni e mezzadri; piccoli agricoltori diretti e titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

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