Home » Politica » Assenteismo, un altro mese è trascorso all’Ars senza dati: iniziato il quarto trimestre, ma fotografia ferma al primo

Assenteismo, un altro mese è trascorso all’Ars senza dati: iniziato il quarto trimestre, ma fotografia ferma al primo

Assenteismo, un altro mese è trascorso all’Ars senza dati: iniziato il quarto trimestre, ma fotografia ferma al primo
Aula dell’Ars, foto di Mauro Seminara

Il dato rimane fermo ad aprile, ultima “fotografia” del trend che ha visto Nicola D’Agostino (Fi) il meno presente in aula. Critiche dei deputati sul metodo con cui vengono registrate le assenze

Un altro mese è trascorso senza che sia accaduto alcunché per ciò che riguarda la pubblicazione dei dati sull’assenteismo dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana.

Il 3 settembre, questa testata scriveva di come l’aggiornamento delle tabelle sul sito ufficiale di Palazzo dei Normanni fosse ormai fermo ad aprile, quando a essere fotografato era stato l’andamento della partecipazione dei settanta onorevoli nel primo trimestre dell’anno.

Il più assenteista, in quel caso, era risultato l’esponente di Forza Italia Nicola D’Agostino. Non una novità per il deputato acese, visto che sia nel 2024 che nel 2025 era risultato il meno presente.

Al secondo e terzo posto nei primi tre mesi del 2026 si erano piazzati la democristiana Nuccia Albano, all’epoca ancora non rientrata in giunta dopo la fuoriuscita in seguito allo scandalo giudiziario che l’anno scorso travolse Totò Cuffaro, e l’ex Fdi e oggi Dc Carlo Auteri.

Se il trend sia cambiato nell’ultimo semestre è impossibile dirlo: gli uffici dell’Ars non hanno più divulgato informazioni. Né nuovi dati né spiegazioni relative a quello che oggi può essere definito soltanto un ritardo.

Estate lontana

A inizio settembre, nel tentativo di risalire a una motivazione della carenza di informazioni il Qds.it aveva ipotizzato potesse avere avuto un ruolo il mese di agosto, che da tradizione vede le attività del parlamento regionale ridotto all’osso, sia per quel che riguarda l’impegno dei politici che, a cascata, degli uffici.

L’ipotesi tuttavia ha perso forza a fronte del fatto che anche a settembre, quando l’Ars è ripartita a tutti gli effetti, la situazione non è cambiata.
A essere stati aggiornati sono stati altri tipi di report: da quello che raccoglie i nomi dei consulenti nominati dai singoli deputati a quello che riporta i finanziamenti concessi dal presidente Gaetano Galvagno ad associazioni, parrocchie, enti del Terzo settore e Comuni.

Dei dati sull’assenteismo, nessuna traccia.

L’accusa di La Vardera

In queste settimane, l’Ars è concentrata sull’esame della legge sulle variazioni di bilancio presentata dal governo Schifani. Il testo è all’esame delle commissioni e arriverà in aula per il voto finale, non senza polemiche sulla gestione di quelle che ormai sono definite più o meno unanimemente “mancette”.

A settembre, poco dopo l’articolo sui ritardi nella pubblicazione dell’aggiornamento, a parlare di assenteismo era stato il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera.
Descrivendo il ritorno a sala d’Ercole, dopo la pausa agostana, il deputato ha scritto su Facebook: “Quel giorno siamo entrati in aula e, su 70 deputati, eravamo sì e no una quindicina. E il giorno dopo, 9 settembre, è successo qualcosa di ancora più incredibile: la seduta è stata annullata per non precisati motivi”. Per La Vardera si era trattato di una trovata mediatica per ufficializzare la ripresa dei lavori, ma solo formalmente.

Le critiche alla metodologia

In questi anni, non sono stati pochi i deputati a criticare il modo in cui le assenze vengono registrate in aula e anche le concessioni che il regolamento dell’Ars fa nei confronti di quei deputati che rivestono ruoli all’interno del governo regionale o a capo delle commissioni legislative.
In questi casi, infatti, viene riconosciuta una presenza d’ufficio. Una metodologia che di fatto annacqua le valutazioni sulla reale partecipazione alle attività istituzionali ed espone indirettamente gli esponenti che non hanno questo ruoli a un maggiore monitoraggio.

Il fenomeno assenteismo però resta un dato oggettivo. A dimostrarlo è stata anche la decisione presa da Galvagno nel 2024, quando il presidente modificò il regolamento interno al parlamento prevedendo maggiori sanzioni pecuniarie per chi saltava le sedute.
La stretta però non ha portato a risultati concreti. A meno di un anno dal ritorno alle urne per le Regionali, c’è da scommettere che in pochi abbiano voglia di tornare sul tema assenteismo. Al momento a non poterlo fare sono anche i cittadini-elettori.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram