Legionella nella cisterna dell’acqua: chiude da domani – e fino alla risoluzione del problema – l‘assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità di viale Campania, a Palermo. Si tratta della stessa zona della scuola Virgilio Marone in via Trinacria che si trova nelle vicinanze.
Personale in smart working
In una nota viene comunicato che a seguito delle analisi batte batteriologiche, nella cisterna dell’acqua è stata rilevata la presenza di legionella. Tutto il personale opererà in smart working.
Legionella a Palermo, c’è la prima soluzione ma non basta
Intanto l’imperativo per la situazione legionella nelle scuole è quello di mettere una pezza. Lo sta cercando di fare il Comune di Palermo sulla situazione legionella che ha portato la chiusura dei tre plessi della Virgilio Marone-Tomaselli dallo scorso 7 ottobre per criticità microbiologiche rilevate negli impianti idrici.
In particolare, da oggi, mercoledì 21 ottobre (secondo quanto comunicato da una circolare di sabato mattina della scuola e non martedì come in un primo momento riferito dal Comune) gli alunni dei tre plessi sono stati divisi temporaneamente in altri istituti, così come deciso venerdì mattina in un incontro operativo che si è svolto alla presenza dell’assessore all’Istruzione Aristide Tamajo, delle funzioni dirigenziali dell’Area Istruzione del Comune, del direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo, del provveditore agli Studi di Palermo e delle dirigenti scolastiche interessate.
Nel dettaglio, le 36 classi della scuola secondaria di primo grado saranno accolte al liceo Meli; per la scuola primaria, le 13 classi del plesso Tomaselli saranno ospitate nella sede del plesso De Gasperi, piazza Papa Giovanni Paolo II; Per le tre classi della scuola dell’infanzia, l’accoglienza sarà nella sede del plesso Gandhi, via Sardegna. La scuola ha comunicato che le lezioni saranno svolte nel pomeriggio.
Scuole chiuse per Legionella, il protocollo da seguire
Tutte le scuole dal Comune di Palermo, così come appurato dalla nostra redazione, hanno una quota di fondo manutenzioni (soldi stanziati dall’amministrazione comunale). Con queste risorse gli istituti scolastici fanno esami periodici alle cisterne e, eventualmente, come in questo caso si procede alla sanificazione che è già stata effettuata. Secondo il protocollo dell’Asp devono passare dieci giorni dalla data della sanificazione, per poi effettuare una nuova verifica dei valori come già avvenuto in questi giorni. Solo una volta che i parametri saranno rientrati nella norma gli alunni potranno rientrare nelle loro rispettive classe.
Il ritorno a studiare è un piccolo sollievo per i genitori degli alunni che stanno vivendo giorni di disagi. Giovedì era arrivata anche la circolare della preside dove veniva esclusa la Dad in quanto si trattava di una modalità adottata esclusivamente per l’emergenza Covid. Adesso lo scorporamento in altri istituti, scelta che da un lato è stata accolta bene dall’altro qualche genitore è preoccupato che questa decisione sia frutto del fatto che “l’emergenza dei tre plessi possa andare avanti per un po’ di tempo”.
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