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Audi taglia guidance, consiglio straordinario sul caso Döllner-Trump

Audi taglia guidance, consiglio straordinario sul caso Döllner-Trump

Cfo: contesto peggiorato significativamente. Margine III trimestre 0,2%

Milano, 30 ott. (askanews) – Audi taglia per la seconda volta le previsioni per il 2026 dopo un terzo trimestre difficile, segnato dal crollo delle vendite in Cina e dalla pressione sui prezzi. Il gruppo tedesco, controllato da Volkswagen, prevede ora ricavi tra 55 e 59 miliardi di euro, rispetto ai 58-63 miliardi indicati a luglio, e un margine operativo del 3-5%, dal precedente 5-7%.

Nel terzo trimestre il risultato operativo del gruppo Audi, che comprende anche Lamborghini, Bentley e Ducati, è sceso a 28 milioni di euro, dai 468 milioni di un anno prima, con un margine quasi azzerato allo 0,2%. Nei nove mesi i ricavi sono diminuiti del 13% a 42,1 miliardi e l’utile operativo del 26% a 1,15 miliardi, con un margine del 2,7% dal 3,2%. Il flusso di cassa netto è invece salito a 2,4 miliardi.

“I dati parlano chiaro: la necessità di intervenire in Audi è elevata e non ammette ritardi. Il contesto è peggiorato nuovamente in modo significativo, soprattutto nel terzo trimestre”, ha dichiarato il direttore finanziario Jürgen Rittersberger. “Le nostre misure stanno producendo effetti, ma di fronte all’enorme pressione competitiva dobbiamo rafforzarle ulteriormente”, ha aggiunto.

A pesare sui risultati sono soprattutto la crisi del mercato cinese, in particolare delle auto a combustione, la concorrenza sui prezzi e i dazi americani che nel 2025 avevano comportato un costo di circa 1,2 miliardi di euro per il gruppo. Le consegne del marchio Audi sono diminuite dell’11,4% a 1,04 milioni di vetture nei nove mesi, con una flessione del 24,5% in Cina, mentre in Germania sono cresciute dell’1,8%.

Il Ceo Gernot Döllner, ha sottolineato necessità di ridurre i costi e migliorare la produttività, continuando a investire in nuovi prodotti e a rafforzare la presenza nei mercati in crescita.

Audi punta anche sul rinnovo della gamma, in particolare sui grandi Suv Q7 e Q9, pensati per il mercato americano. Gli ordini del Q9, nuovo modello al vertice dell’offerta, si apriranno a novembre. La nuova RS 5 ibrida plug-in, prodotta a Neckarsulm, ha già esaurito la produzione prevista per il 2026 e in Europa ha raccolto quasi il doppio degli ordini attesi.

Il rafforzamento negli Stati Uniti passa anche dal progetto del primo stabilimento Audi in Georgia, con un investimento di circa 4 miliardi di dollari. Secondo l’agenzia tedesca Dpa, il consiglio di sorveglianza sarebbe stato convocato per una riunione straordinaria oggi pomeriggio, per discutere il progetto e le circostanze del suo annuncio da parte di Donald Trump durante un comizio elettorale, al quale ha partecipato Döllner.

L’investimento ha suscitato tensioni con i rappresentanti dei lavoratori tedeschi e polemiche per la partecipazione del Ceo all’evento elettorale americano. Il progetto deve ancora ottenere le necessarie approvazioni societarie. Audi non ha commentato le indiscrezioni sulla riunione.