Augusta, Legambiente sul pontile della Maxcom - QdS

Augusta, Legambiente sul pontile della Maxcom

Luigi Solarino

Augusta, Legambiente sul pontile della Maxcom

martedì 11 Agosto 2020 - 00:00
Augusta, Legambiente sul pontile della Maxcom

La Maxcom detiene il magazzino in pieno quartiere Borgata di Augusta e molto vicino alla stazione ferroviaria. Posizionato su fondali (del Sin di Priolo) fortemente contaminati e che necessitano di autorizzazioni particolari

AUGUSTA – Legambiente, alla fine dello scorso giugno, ha presentato delle osservazioni al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto di rifacimento e allungamento del pontile della Maxcom ad Augusta. Detto progetto prevede un allungamento del pontile di 25 metri. La Maxcom detiene un deposito costiero di carburanti sito in pieno quartiere Borgata di Augusta e molto vicino alla stazione ferroviaria megarese.

Enzo Parisi di Legambiente in una nota scrive: “Abbiamo evidenziato che il pontile di cui si chiede il rifacimento e allungamento è collocato nella parte nord del porto Megarese e ricade all’interno del SIN di Priolo. Esso è posizionato su fondali che secondo le indagini effettuate da ISPRA/CNR sono fortemente contaminati (zona rossa). Pertanto qualunque operazione, fosse anche la sola infissione di palancole, che determini un pur minimo sommovimento del sedimento marino, deve essere preliminarmente esaminata ed approvata dalla apposita Direzione del Ministero Ambiente. Inoltre il Piano Regolatore Portuale (PRP) del porto di Augusta citato nel progetto della Maxcom è antiquato mentre è attualmente in corso di elaborazione il nuovo PRP e, in ogni caso, manca il parere dell’Autorità Portuale di Sistema (e quest’ultima, riteniamo, non può esimersi dal tenere ben presente ciò che prevede il Piano di Risanamento)”.

“Nella proposta progettuale – prosegue Parisi – manca la motivazione della necessità di incrementare la portata delle navi che accostano al pontile. Se ciò fosse propedeutico ad un contestuale o successivo aumento dello stoccaggio a terra con ulteriori serbatoi, per le intuibili refluenze sul piano ambientale e della sicurezza, appare evidente che sarebbe necessario sottoporre a VIA anche l’ampliamento del parco serbatoi. Mancano altresì l’indispensabile Valutazione d’Incidenza (VincA) sulle vicine aree umide (ZSC) e tutte le ulteriori valutazioni sulla interferenza dell’allungamento del pontile con la prevista realizzazione dei viciniori pontili della Marina Militare Italiana, sui suoi eventuali effetti sul ricambio delle acque del porto attraverso il ponte del Rivellino, sul rischio collisioni, sulle emissioni delle navi ormeggiate e le ricadute sulla popolazione del quartiere più vicino”.

“Abbiamo anche evidenziato – aggiunge Parisi – il fatto che il deposito, con capacità complessiva di stoccaggio idrocarburi superiore a 40.000 m3, ha una semplice Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata dalla Provincia mentre a parer nostro la legge prevederebbe il possesso della AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza statale. Anche il Libero Consorzio Provinciale ha presentato le sue osservazioni con alcuni argomenti simili ai nostri”.

“In premessa – spiega Parisi – abbiamo voluto ricordare che secondo il Piano di Risanamento, approvato con DPR del 17/01/95, il deposito costiero Maxcom di Augusta deve essere delocalizzato in altra area portuale che viene individuata in quella di Punta Cugno. Non entriamo in merito alle ragioni per cui tale delocalizzazione non è stata finora attuata ma rimane fermo che non può essere accettata nessuna ipotesi di modifica delle sue strutture che sia funzionale a far permanere il deposito nell’attuale collocazione urbana”.

“Chi deve pronunciarsi sul progetto in questione – conclude Parisi – tenga in debito conto quanto sopra e nessuno finga di non sapere”.

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