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Auto, Made in Europe: Renault penalizzata, rischi per Stellantis e Toyota

Auto, Made in Europe: Renault penalizzata, rischi per Stellantis e Toyota

La Losanga produce il 32% in Marocco e Turchia. Nodo Regno Unito

Milano, 22 ott. (askanews) – Il compromesso franco-tedesco sul Made in Europe rischia di penalizzare Renault, che concentra circa il 32% della produzione automobilistica mondiale in Marocco e Turchia, mentre appare più favorevole a Stellantis, che produce già in Europa l’86% dei veicoli venduti nella regione. I nuovi requisiti di origine europea potrebbero tuttavia avere conseguenze anche per Volkswagen, Bmw, Mercedes-Benz e altri costruttori con importanti attività industriali fuori dall’Ue.

La proposta franco-tedesca prevede che almeno il 70% del valore dei componenti delle vetture elettriche, escluse le batterie, sia di origine europea e che l’80% dei veicoli interessati rispetti i requisiti previsti per accedere alle misure di sostegno. Quest’ultima soglia è stata ridotta dall’85% inizialmente ipotizzato per offrire maggiore flessibilità ai costruttori.

Renault è particolarmente esposta: secondo un’elaborazione dei dati ufficiali del gruppo, nel 2025 ha prodotto oltre 394mila veicoli in Marocco e circa 387mila in Turchia, compresi quelli assemblati dal partner Karsan. Complessivamente circa il 32% della produzione mondiale. In Marocco l’82% dei veicoli prodotti è destinato all’esportazione, anche verso i principali mercati europei.

Anche Stellantis dispone di importanti attività industriali fuori dall’Ue. In Marocco, lo stabilimento di Kenitra è destinato a raggiungere una capacità di 400mila autoveicoli annui, oltre alla micromobilità, e ospita la piattaforma Smart Car, destinata anche alle nuove Fiat Grizzly e Fastback.

In Turchia, la joint venture Tofas ha prodotto circa 132mila veicoli nel 2025 e prevede di raggiungere 145-155mila unità quest’anno. In Serbia, lo stabilimento di Kragujevac produce Fiat Grande Panda e Citroën C3, comprese versioni elettriche, destinate in larga parte al mercato europeo.

Anche i gruppi tedeschi hanno produzioni significative fuori dall’Ue. Volkswagen produce in Sudafrica la Polo destinata all’Europa e in Turchia, attraverso Ford Otosan, il nuovo Transporter, mentre Bentley è prodotta nel Regno Unito. BMW produce Mini e Rolls-Royce nel Regno Unito e la X3, anche plug-in hybrid, in Sudafrica, dove Mercedes-Benz assembla la Classe C per l’esportazione.

Tra gli altri costruttori esposti figura Toyota, che produce circa 280mila auto all’anno in Turchia e chiede un approccio Made with Europe che riconosca il contributo industriale di partner come Regno Unito, Turchia e Giappone, evitando di penalizzare catene di fornitura consolidate. Anche Ford e Hyundai hanno importanti attività produttive in Turchia.

Francia e Germania hanno aperto alla possibile inclusione del Regno Unito, subordinandola alla reciprocità commerciale e all’allineamento sulle misure di difesa nei confronti della Cina, compresi i dazi sulle auto elettriche. Resta invece aperta la questione degli altri Paesi industrialmente integrati con l’Ue. I nuovi requisiti, ancora in discussione, riguarderebbero specifici incentivi e programmi pubblici e non comporterebbero un divieto di vendita dei veicoli prodotti fuori dall’Unione.