Aziende agrituristiche, in Sicilia bassa diffusione - QdS

Aziende agrituristiche, in Sicilia bassa diffusione

Serena Giovanna Grasso

Aziende agrituristiche, in Sicilia bassa diffusione

mercoledì 05 Giugno 2019 - 00:00
Aziende agrituristiche, in Sicilia bassa diffusione

Nel 2017 erano 3,3 ogni cento chilometri quadrati con una media nazionale di 7,7. A Siracusa il numero più alto. Nella classifica siciliana seguono Ragusa, Catania, Palermo, Caltanissetta ed Enna

PALERMO – Procede ancora troppo lentamente la diffusione di aziende agrituristiche in Sicilia. Infatti, secondo i dati contenuti all’interno del rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile), recentemente diffuso dall’Istat, nel 2017 è stato possibile contare nella nostra regione appena 3,3 strutture ogni cento chilometri quadrati (erano 2,9 l’anno precedente). Ad un valore più che doppio ammonta la concentrazione rilevata mediamente in Italia (7,7).

La presenza di agriturismi si conferma in assoluto più elevata nella provincia di Bolzano (43 ogni 100 chilometri quadrati). A seguire troviamo Siena (30,4), Gorizia (26,3), Trieste (25,9) e Livorno (22,7). La circoscrizione territoriale a maggiore e più diffusa vocazione è il Centro: Toscana, Umbria e Marche sono le tre regioni con la più alta diffusione. Mentre Reggio Calabria, Andria-Barletta-Trani e Agrigento sono le tre province italiane con l’incidenza maggiormente contenuta (rispettivamente 1,2, 1,3 e 1,5).

A livello regionale, spicca la provincia di Siracusa (8,9). A seguire troviamo Ragusa (6,2) e Catania (4,3). Messina (3,4) e Trapani (3,1) si conformano al valore medio regionale. Mentre a Palermo (1,9), Caltanissetta (1,9), Enna (1,9) e Agrigento (1,5) si registrano i valori più contenuti.

Proprio Siracusa è la provincia che ha vissuto la crescita più pronunciata: infatti, solo un anno prima si parlava di sette aziende agrituristiche ogni cento chilometri quadrati, mentre nel 2010 erano 4,9. Un discreto incremento ha interessato anche Ragusa (+0,9 rispetto al 2016), Catania (+0,9), Messina (+0,3) e Trapani (+0,2). Mentre la situazione resta pressoché invariata a Palermo, Caltanissetta, Enna e Agrigento.

Allo stesso modo, la provincia di Siracusa si distingue anche in merito all’indicatore di densità e rilevanza del patrimonio museale, che prende in considerazione sia la densità territoriale delle strutture che il numero annuo di visitatori: infatti, assume un valore pari a 1,7, lievemente superiore rispetto a quello medio osservato a livello nazionale (1,6). Ad accompagnare Siracusa, troviamo anche la provincia di Trapani (anch’essa con 1,7).

Il valore medio rilevato in Sicilia è pari a 1. Agrigento (1,5), Messina (1,3) e Palermo (1,2) conseguono valori lievemente superiori alla media regionale. Mentre Caltanissetta (0,03), Ragusa (0,2), Catania (0,4) e Enna (0,7) si collocano al di sotto. Rispetto alle elaborazioni effettuate nel 2015, le province di Palermo (+0,5) e Agrigento (+0,4) hanno presentato dei miglioramenti. Situazione invariata a Trapani, Enna, Ragusa e Siracusa. Mentre hanno subìto peggioramenti le province di Messina (-0,1) e Catania (-0,1).

A livello nazionale, la distribuzione provinciale conferma il primato assoluto di Trieste (37,8), seguita da Napoli (31,2), Roma (22,0), Firenze (13,8), Milano (12,3), Venezia (8,2) e Pisa (6,5). Nelle posizioni più arretrate si trovano invece gran parte delle province del Mezzogiorno, come è anche emerso dall’analisi dei dati siciliani. Rispetto al 2015, l’indicatore cresce nelle province di Trieste (+5,3 punti), Roma (+3,2) e Napoli (+2,7), mentre è in deciso calo a Firenze (-5,2 punti). Nelle province marchigiane colpite dal sisma del Centro-Italia del 2016-2017 i valori, già modesti nel 2015, si riducono tra il 50 e il 70%.

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