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Azzardo, Sicilia caso nazionale: giocati 16,2 miliardi, Isola al primo posto per gambling online

Azzardo, Sicilia caso nazionale: giocati 16,2 miliardi, Isola al primo posto per gambling online
gioco d’azzardo

La Sicilia si conferma una delle aree più esposte d’Italia al fenomeno dell’azzardo, soprattutto online. I dati contenuti nel rapporto “Il libro nero dell’azzardo 2026”, curato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, raccontano un’Isola dove il gioco da remoto continua a crescere con numeri impressionanti, ben oltre la media nazionale, fino a diventare un caso emblematico nel panorama italiano. Nel 2025 in Sicilia sono stati giocati complessivamente oltre 16,2 miliardi di euro, una cifra enorme che colloca la regione tra le prime in Italia per volumi assoluti di raccolta. Di questi, più di 10 miliardi arrivano dai “giochi di abilità a distanza”, cioè casinò online, poker e piattaforme telematiche. In pratica, il 61,8% dell’intero mercato siciliano dell’azzardo è ormai online, una quota superiore anche alla già altissima media nazionale. Lo studio parla apertamente di un “motore dell’azzardo online” collocato soprattutto nel Mezzogiorno, “Campania e Sicilia su tutte”.

La spesa pro capite

Il dato che colpisce maggiormente è però quello pro capite. Secondo il rapporto, “nel solo online, ogni residente in Campania, neonati compresi, investe 2.527 euro; segue la Sicilia, con 2.472 euro”. Una cifra che descrive plasticamente la dimensione del fenomeno nell’isola e che risulta quasi tripla rispetto a regioni come il Veneto, fermo a 921 euro. Gli autori sottolineano inoltre una singolare anomalia: “sul fronte delle slot il dato del Veneto sia più che doppio rispetto alla Sicilia”, segnale di come nell’isola il fenomeno si stia spostando sempre più sulle piattaforme digitali. A emergere sono soprattutto alcune province siciliane che dominano le classifiche nazionali dell’azzardo online. Messina, Siracusa e Palermo si trovano infatti tra le prime province italiane per volume giocato pro capite nella fascia 18-74 anni, tutte “poco sotto i 4.000 euro”. Numeri enormi, che collocano la Sicilia stabilmente ai vertici del gambling nazionale. Anche Catania compare tra le realtà più critiche del Paese, mentre Palermo raggiunge un dato complessivo impressionante: 4,5 miliardi di euro giocati in un solo anno.

Il record di Patti

Ancora più preoccupante è il quadro dei comuni siciliani. Patti, nel Messinese, guida addirittura la classifica nazionale dei comuni italiani sopra i 10mila abitanti per intensità di gioco online, con 7.715 euro pro capite. Pozzallo, in provincia di Ragusa, compare anch’essa tra i comuni con i valori più alti d’Italia. Nel rapporto si evidenzia come molte delle realtà con dati più anomali coincidano con territori storicamente interessati dalla presenza della criminalità organizzata o da precedenti scioglimenti per mafia. Gli autori scrivono infatti che “nella classifica dei primi 100 Comuni sono tanti quelli nei quali, negli ultimi decenni, sono stati disciolti i Consigli per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso”. Tra questi vengono citati diversi comuni siciliani: “Lipari, Partinico, Villabate, Termini Imerese, Cinisi, Carini e Messina”. Un passaggio molto duro del rapporto parla apertamente di “correlazione diretta, in molte realtà, tra volumi finanziari investiti nelle piattaforme da remoto e intensità dell’attività della malavita organizzata”.

I dubbi sulla provenienza dei flussi economici

La Sicilia rappresenta dunque uno dei laboratori più evidenti della trasformazione dell’azzardo italiano. Da una parte cresce il gioco digitale, sempre più accessibile e diffuso tra giovani e giovanissimi; dall’altra emergono interrogativi pesanti sulla provenienza dei flussi economici che alimentano il sistema. Il rapporto sottolinea infatti la necessità “di svelare l’origine dei flussi economici che vengono investiti in azzardo e con quali finalità”. A rendere ancora più allarmante il quadro è il contesto sociale ed economico. Gli autori definiscono l’azzardo una vera e propria “tassa sulla povertà”, ricordando come il fenomeno si sviluppi in territori caratterizzati da salari bassi, precarietà e fragilità sociale. Non a caso, proprio il Sud e le Isole concentrano il 41% della raccolta complessiva nazionale pur avendo una capacità economica inferiore rispetto al Nord. Il rapporto lancia infine un allarme politico e culturale. “Nel Paese che in Europa ha la condizione peggiore, contemporaneamente, dell’economia e dell’azzardo, va progettato al più presto lo sgonfiamento dei volumi di quest’ultimo”. Una richiesta che riguarda in pieno anche la Sicilia, oggi simbolo di una crescita fuori controllo dell’azzardo online e delle sue conseguenze economiche, sociali e criminali.

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