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Bandi promozione tra tanti ostacoli nel comparto produttivo del vino

redazione

Bandi promozione tra tanti ostacoli nel comparto produttivo del vino

giovedì 30 Maggio 2019 - 00:00
Bandi promozione tra tanti ostacoli nel comparto produttivo del vino

“Portare a casa più valore” è l’esigenza del comparto produttivo del vino italiano che “non può veder vanificati gli investimenti"

ROMA – “Portare a casa più valore” è l’esigenza del comparto produttivo del vino italiano che “non può veder vanificati gli investimenti. Ma i bandi di promozione sono complicati, un percorso a ostacoli”. A dirlo è Piero Mastroberardino, presidente del Gruppo Vini in Federvini, all’Assemblea annuale oggi a Roma. Secondo il produttore “l’approccio frastagliato non aiuta i campioni del settore che non si possono rallentare per far camminare tutti gli operatori con lo stesso passo, mentre il mondo è sempre più competitivo. Queste difficoltà, insieme ai diritti di impianti contingentati e inferiori alla domanda, non permettono di pianificare una strategia di crescita per il settore”.

La promozione, per la Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini, rimane una leva fondamentale per sostenere la naturale vocazione internazionale del comparto. Anche la tutela della proprietà intellettuale è materia di costante apprensione perché da essa dipendono le denominazioni ed indicazioni geografiche ed i nostri marchi: “la loro difesa e la loro salvaguardia restano cruciali per preservare il valore delle nostre eccellenze” ha aggiunto l’imprenditore campano.

I temi che preoccupano maggiormente l’Associazione riguardano, da un lato, lo scenario internazionale in particolare rispetto ai dazi che Stati Uniti ed Unione Europea vorrebbero applicare nei reciproci scambi commerciali, toccando con i vini e gli spiriti anche importanti interessi italiani; dall’altro, le previsioni economiche a livello nazionale legate soprattutto alle incertezze sui contenuti della prossima manovra di bilancio. Va inoltre completata la piena operatività del Testo Unico della Vite e del Vino, visto che a due anni dalla sua entrata in vigore mancano ancora alcune disposizioni applicative; e di monitorare il futuro, in particolare i nuovi assetti europei che si andranno a definire nella nuova Politica Agricola Comune: “l’Italia deve essere in grado di esprimere una voce forte ed unica, a testimonianza della leadership conquistata dal settore vitivinicolo” è l’appello di Federvini.

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