Covid, in Sicilia Scuola sicura, "Chiusure sì ma circoscritte" - QdS

Covid, in Sicilia Scuola sicura, “Chiusure sì ma circoscritte”

Patrizia Penna

Covid, in Sicilia Scuola sicura, “Chiusure sì ma circoscritte”

venerdì 12 Marzo 2021 - 07:59

In esclusiva l'intervista del QdS a Barbara Floridia, Sottosegretario all'Istruzione del Governo Draghi. Al lavoro con il ministro Bianchi per avviare percorsi di rinforzo, approfondimento e recupero

ROMA – La variante inglese dilaga, ritorna la Dad. La ministra Azzolina si è sempre battuta per tenere aperte le scuole, considerandole, dati alla mano, luoghi sicuri. È ancora così?

Lo abbiamo chiesto a Barbara Floridia (M5s), Sottosegretario all’Istruzione del Governo Draghi.

Sottosegretario, la scuola è ancora sicura o lo scenario è mutato?
“Le scuole restano tra i luoghi più sicuri. è anche vero che, a causa della variante inglese, il Comitato Tecnico Scientifico, ha raccomandato la chiusura delle scuole nelle zone rosse. è una scelta difficile da accettare, ma comprendiamo che questa variante che colpisce soprattutto i giovani, ci induce a prendere misure più restrittive del passato, perché ciò che ruota intorno alla scuola non sempre funziona (ad esempio i trasporti pubblici, gli screening etc)”.

Il Paese è diviso tra chi vuole le scuole chiuse e chi invece ribatte che per i giorni di scuola perduti non ci sono ristori e i danni per i nostri figli saranno serissimi. Non ritiene che dietro le proteste di coloro i quali chiedevano e chiedono ancora oggi la chiusura delle scuole, tra l’altro ancor prima del dilagare della variante inglese, ci siamo state strumentalizzazioni e “resistenze” che poco hanno a che fare con gli interessi reali della scuola e dei suoi studenti?
“Penso che chiunque ritenga utile chiudere le scuole, lì dove non ci sono casi estremi, come raccomandato dal Cts, sia in errore. Le chiusure devono essere circoscritte per territorio e limitate nel tempo. Devono essere chiusure puntuali e mirate. Non generiche. Le esigenze delle nostre studentesse e dei nostri studenti non possono essere paragonati alle esigenze delle attività commerciali. Qualunque recupero noi riusciremo a dare alla popolazione giovanile, sarà sempre inferiore a ciò che avremmo dovuto offrirgli”.

Il ministro Bianchi ha firmato l’ordinanza sugli esami di Stato di Medie e superiori: ritiene che le modalità dettate dalla pandemia che garantiranno una valutazione corretta ed equilibrata della preparazione degli studenti?
“Il corpo docenti ha svolto, nonostante le grandi difficoltà della didattica a distanza, un eccellente lavoro e per questo continuo a ringraziarli. Ritengo, quindi, che la valutazione sarà certamente corretta ed equilibrata e gli esami di Stato delle medie e delle superiori, si effettueranno in assoluta sicurezza”.

Nel suo discorso di insediamento al Senato, Draghi aveva lasciato intendere che la Scuola sarebbe durata quest’anno il tempo necessario per garantire ai ragazzi di recuperare le lacune nella loro preparazione. Poi le dichiarazioni di Bianchi al momento del suo insediamento sono sembrate quasi un dietrofront. Cosa succederà alla scuola? Verrà “prolungata? Con quali modalità?
“Con il Ministro Bianchi stiamo lavorando, ad ogni modo, per far sì che finite le attività dell’anno scolastico si possano avviare percorsi di rinforzo, approfondimento e di recupero”.

Uno dei tanti nodi da sciogliere riguarda i cosiddetti “esiliati l. 107/2015”: ci riferiamo ai docenti di ruolo fuori sede, una problematica ormai divenuta “endemica”. Come lo affronterete?
“I docenti fuori sede saranno certamente da me attenzionati. Ho già portato al tavolo del Ministro questa esigenza. Vedremo di trovare una sintesi risolutiva. Sicuramente il fermo dovuto al cambio di Governo ha fatto slittare i tempi, per cui mi auguro di farcela, ma è sicuramente un tema che reputo prioritario e che porterò avanti”.

La Dad ha messo ancor più in evidenza la differenza tra insegnanti bravi, che lavorano con passione e insegnanti meno preparati. Avete in mente meccanismi di premialità per gli insegnanti meritevoli che vivono la loro come una missione?
“È sempre difficile trovare i metri di valutazione che possano essere oggettivi sull’operato dei docenti. Ritengo che siano proprio gli alunni, una volta che hanno terminato il loro iter scolastico o che non hanno più un determinato docente, ad essere forse il metro di valutazione più lucido e concreto sull’operato di un insegnante. è un tema molto complesso. Non ho risposte immeditate”.

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