Roma, 30 apr. (askanews) – Nonostante i continui rafforzamenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato al 2% i tassi di interesse di riferimenti dell’area euro. Ma nella conferenza stampa successiva al consiglio direttivo, la presidente Christine Lagarde ha lanciato segnali che rafforzano l’aspettativa di un primo intervento restrittivo alla riunione che si svolgerà il 10 e 11 giugno.
Peraltro già oggi l’ipotesi di un rialzo dei tassi è stata esaminata. “Abbiamo discusso a lungo e in maniera approfondita di diverse opzioni. Abbiamo dibattuto la decisione che abbiamo preso all’unanimità. Ma abbiamo anche discusso a lungo e in maniera approfondita un possibile rialzo (dei tassi) – ha riferito Lagarde -. È stato dibattuto da tutti i componenti del Consiglio”.
Il punto è che sulle prospettive di inflazione per l’area euro “c’è una tale incertezza che dobbiamo capire e rivedere tutto per la nostra prossima riunione”. I rischi sul caro vita sono al rialzo, mentre quelli sull’economia sono orientati a maggiore debolezza. “Riteniamo che data la posizione in cui ci troviamo, una buona posizione, che queste sei settimane (prima del Consiglio di giugno) saranno il momento giusto per valutare gli sviluppi, capire gli esiti del conflitto, o se non ci sono esiti”. E poi, assieme alla pubblicazione delle previsioni economiche aggiornate, si potrà “prendere una decisione informata”, ha detto.
E’ chiaro, peraltro, che la posizione dell’istituzione rischia di diventare molto scomoda, con tassi ritenuti neutrali, ogni giorno che il problema caro energia non rientra, o magari peggiora. Lagarde ha però rilevato che al momento non si ravvisano effetti secondari o di secondo livello dal caro energia, e che la questione verrà attentamente monitorata a livello di trattative salariali.
Di sicuro l’istituzione non vuole ritrovarsi in situazioni già vissute: “Il personale della Bce è molto attento alla nostra storia e a quello che è stato fatto in passato. Abbiamo imparato dalla storia e vogliamo tenerci alla larga dai rischi di muoverci troppo presto, in riferimento al 2011, e a quello di farlo un po’ troppo tardi, che alcuni di voi direbbero per il 2022. Staremo molto attenti ai dati – ha detto ancora Lagarde – alle aspettative di inflazione e guarderemo attentamente agli accordi salariali che verranno negoziati”.
Interpellata su un tema recentemente dibattito dal Consiglio dei capi di Stato e di governo della Ue, Francoforte non si sbilancia sull’ipotesi di far ricorso alla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita: è un argomento di competenza della Commissione europea. Ma per quanto riguarda le misure in risposta alla crisi energetica, Lagarde ha ribadito che devono essere “temporanee, su misura e mirate”.
Infine, un’altra precisazione: nell’area euro il quadro attuale dell’economia e delle sue prospettive non è di “stagnazione”. “Abbiamo avuto a che fare con la stagnazione. È qualcosa che inquadrerei negli anni ’70. E date le proiezioni che abbiamo avuto a marzo: 0,8% di crescita seguito da più 1,2% e più 1,3% non lo chiamerei stagnazione, mi dispiace. E’ crescita bassa, certamente, ma non siamo stagnazione e tantomeno in recessione”, ha concluso Lagarde. (di Roberto Vozzi). (Fonte immagine: ECB).

