Roma, 27 mag. (askanews) – La guerra in Medioriente ha innescato un forte shock sull’offerta le cui ricadute restano altamente incerte, nel frattempo il persistere delle tensioni geopolitiche, combinato alle pressioni di bilancio, potrebbe mettere sotto tensione il clima sui mercati finanziari. Le vulnerabilità dei gruppi finanziari non bancari potrebbero amplificare le tensioni e l’esposizione di gruppi non bancari e le imprese sensibili a commercio e prezzi dell’energia possono generare rischi a livello di credito, liquidità e finanziamenti, che finirebbero per ricadere sulle banche.
È la fotografia scattata dall’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato dalla Banca centrale europea.
“Lo shock sull’energia crea rischi e rialzo sull’inflazione al ribasso sulla crescita economica”, ribadisce il vicepresidente uscente dell’istituzione, Luis de Guindos. “Potrebbe anche peggiorare la volatilità dei mercati, mettendo alla prova le capacità di rinnovare l’indebitamento, dato il contesto di crescenti costi di finanziamento in un quadro di crescita economica più debole”.

