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Beni confiscati alla mafia, un fondo da 30 milioni per recuperarli: la proposta

Beni confiscati alla mafia, un fondo da 30 milioni per recuperarli: la proposta
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Il disegno di legge di Marco Intravaia prevede risorse per Comuni e Terzo settore, con priorità ai progetti destinati alle fasce vulnerabili

Un fondo regionale da 30 milioni di euro in tre anni per recuperare e restituire alla collettività gli immobili confiscati alla criminalità organizzata. È la misura al centro di un disegno di legge presentato all’Ars da Marco Intravaia, deputato di Forza Italia, con l’obiettivo di sostenere gli enti che intendono riqualificare i beni sottratti alle mafie e renderli nuovamente utilizzabili.

La proposta punta a intervenire su un problema che riguarda numerosi immobili confiscati: la difficoltà di reperire le risorse necessarie per ristrutturarli e assegnare loro una nuova funzione. Senza finanziamenti adeguati, infatti, questi patrimoni rischiano di restare inutilizzati o di deteriorarsi, ritardando il loro ritorno a beneficio delle comunità locali.

Beni confiscati in Sicilia, cosa prevede il disegno di legge

Il testo presentato da Intravaia si articola in 15 articoli e prevede la creazione di un fondo regionale da 30 milioni di euro su base triennale, al quale potrebbero aggiungersi ulteriori finanziamenti statali ed europei.

Le risorse sarebbero destinate agli interventi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione degli immobili confiscati alle mafie. La proposta contempla inoltre il supporto delle competenze dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), nell’ambito delle attività previste dal disegno di legge.

L’obiettivo è rendere più agevole il passaggio dalla confisca alla concreta restituzione dei beni alla società, superando gli ostacoli economici che spesso impediscono agli enti assegnatari di avviare i lavori.

Chi potrà accedere ai finanziamenti

Tra i potenziali beneficiari del fondo figurano Comuni, Città metropolitane, Liberi consorzi comunali e associazioni del Terzo settore. L’accesso ai contributi avverrebbe attraverso un avviso pubblico emanato dalla Regione Siciliana.

Nella selezione dei progetti sarebbe riconosciuta una priorità agli interventi con una forte ricaduta sociale, in particolare quelli rivolti a persone con disabilità, anziani e fasce più vulnerabili della popolazione.

La finalità è favorire il riutilizzo dei beni confiscati per attività e servizi capaci di rispondere ai bisogni del territorio, trasformando immobili sottratti agli interessi mafiosi in spazi con una funzione concreta per i cittadini.

Anticipazioni e tempi per evitare opere incompiute

Un altro aspetto della proposta riguarda le modalità di erogazione delle risorse. Il disegno di legge prevede anticipazioni di liquidità per gli enti beneficiari, così da consentire loro di affrontare le spese iniziali e ridurre il rischio di blocchi durante l’esecuzione degli interventi.

Il testo punta inoltre a definire tempi certi per l’avvio e la realizzazione dei lavori, con l’intento di evitare che i finanziamenti rimangano inutilizzati e che i progetti si protraggano senza arrivare a compimento.

Intravaia: “I beni sottratti alle mafie devono tornare alla collettività”

Nella presentazione dell’iniziativa, Marco Intravaia sottolinea la necessità di accompagnare l’azione repressiva contro la criminalità organizzata con strumenti capaci di garantire un effettivo riutilizzo del patrimonio confiscato.

“La confisca dei patrimoni accumulati illecitamente rappresenta uno degli strumenti più significativi di contrasto alla criminalità organizzata”, afferma il deputato regionale, evidenziando come la sottrazione dei beni sia soltanto il primo passaggio di un percorso che deve concludersi con la loro restituzione alla collettività.

“Spesso, purtroppo, la sottrazione del bene alla disponibilità della criminalità costituisce soltanto il primo passaggio di un processo che deve trovare reale compimento nella sua effettiva restituzione alla collettività, che è stata ferita e depredata dagli interessi mafiosi ed è giusto rientri in possesso di beni acquisiti illecitamente”.

Intravaia spiega quindi la finalità dello strumento finanziario proposto all’Ars: “Con questo disegno di legge vogliamo istituire uno strumento finanziario mirato per permettere ai Comuni e alle associazioni di superare gli ostacoli economici, garantendo che ciò che era della mafia diventi finalmente una risorsa viva, efficiente e a disposizione di tutti i cittadini siciliani”.

Il deputato conclude auspicando che il Parlamento siciliano esamini favorevolmente il testo e possa approvarlo nei prossimi mesi.

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