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Biodiversità, in campi Carta del Mulino +64% api selvatiche e +42% farfalle

Biodiversità, in campi Carta del Mulino +64% api selvatiche e +42% farfalle

Premiate le tre aziende agricole vincitrici del concorso fotografico Barilla

Milano, 29 ott. (askanews) – Nei campi coltivati secondo la Carta del Mulino, in 4 anni c’è stato un incremento del 64% di api selvatiche, del 42% di farfalle e del 40% di sirfidi rispetto ai terreni convenzionali. Sono i numeri emersi da una ricerca condotta dall’Università di Bologna e al centro dell’incontro “Alleanze che rigenerano. Carta del Mulino, impollinatori e biodiversità: i risultati del percorso condiviso tra Wwf Italia e Mulino Bianco”, tenutosi al Maxxi di Roma.

L’evento si è svolto a margine della mostra “Rivoluzione Naturale”, che celebra i 60 anni di WWF Italia, di cui Barilla è partner, e che resta aperta fino all’8 novembre.

Introdotta nel 2019, la Carta del Mulino prevede 10 regole e coinvolge oggi 48.000 ettari coltivati da 2.000 agricoltori, 14 mulini esterni, il mulino di proprietà Barilla e 70 centri di stoccaggio. Tra le regole l’obbligo di destinare ai fiori almeno il 3% della superficie a grano tenero, senza prodotti chimici. le aree fiorite oggi superano i 2.000 ettari, circa 2.900 campi da calcio.

L’incontro è stato l’occasione per la premiazione della nuova edizione de “I fiori del Mulino”, il concorso fotografico promosso da Mulino Bianco dal 2021 per valorizzare il lavoro delle aziende agricole aderenti alla Carta del Mulino che si distinguono nel coltivare il campo fiorito più bello. Il disciplinare prevede di dedicare ai fiori una superficie pari ad almeno il 3% dei campi di grano tenero: aree non trattate con prodotti chimici, la cui fioritura progressiva e prolungata favorisce la presenza di insetti impollinatori e altre specie, restituendo spazio alla biodiversità. Oggi queste aree si estendono su oltre 2.000 ettari, equivalenti a circa 2.900 campi da calcio.

Il podio di quest’anno ha visto società agricola Guagnellina Gruppo Agricola Ferrarini di Mirandola nel Modenese, Degregori Giacomo Chialvetto Giorgio entrambi di Cuneo. La prima classificata, la società agricola Guagnellina – Gruppo Agricola Ferrarini, è una realtà emiliana con quattro generazioni di storia agricola alle spalle e oggi guidata da Silvia Ferrarini.

I finalisti sono stati scelti tra i 20 migliori scatti selezionati da una giuria composta da Wwf Italia e Mulino Bianco, dopo una prima fase di selezione sulla piattaforma Barilla Farming. Una giuria interna Barilla ha poi decretato le tre immagini vincitrici.

L’incontro al Maxxi, moderato da Carlo Alberto Pratesi, professore presso l’Università Roma Tre e Presidente di Eiis, ha visto la partecipazione di rappresentanti di Wwf Italia e Barilla, del CREA, dell’Università di Torino e del CNR-IBE, insieme a una testimonianza della filiera agricola. Il confronto ha approfondito il rapporto tra agricoltura e biodiversità, il ruolo degli impollinatori e l’esperienza della Carta del Mulino, di cui WWF Italia è partner e ha contribuito a definire le regole.

“Questo incontro è un’occasione per raccontare il percorso costruito con Wwf Italia, che dà concretezza al legame di Mulino Bianco con la natura – afferma Laura Signorelli, Equity director bakery Italy Barilla – Celebrare questa collaborazione anche attraverso la premiazione de ‘I fiori del Mulino’ significa dare visibilità agli agricoltori che ne fanno parte e al loro lavoro quotidiano. Le loro storie ci aiutano a far conoscere ciò che c’è dietro i nostri prodotti e ad avvicinare le persone al mondo agricolo, rendendo accessibili temi come la biodiversità e il ruolo degli impollinatori”.