Bonus 200 euro, per docenti e Ata a indeterminato nessuna dichiarazione

Bonus 200 euro, per docenti e Ata a tempo indeterminato nessuna autodichiarazione

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Bonus 200 euro, per docenti e Ata a tempo indeterminato nessuna autodichiarazione

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lunedì 20 Giugno 2022 - 16:06

Ha diritto al Bonus 200 euro tutto il personale della scuola statale con reddito annuale inferiore a 35mila euro

Nel mese di luglio docenti e personale ATA (titolari di contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato sino al 31 agosto) riceveranno in busta paga la somma di 200 euro, misura prevista dal Decreto Aiuti. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici non servirà compilare alcuna auto-dichiarazione, come invece previsto per gli altri lavoratori dipendenti.

Bonus 200 euro, chi sono i beneficiari

Beneficeranno dell’indennità una tantum, ben 31,5 milioni di persone e la misura peserà sulle casse dello Stato per 6,3 miliardi di euro. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio del decreto-legge n. 50/2022, è stata finalmente definita la platea dei beneficiari del bonus 200 euro, sono state disciplinate le modalità di erogazione della misura e individuati i soggetti tenuti alla presentazione dell’istanza e coloro che, invece, riceveranno l’indennità “in automatico”.

Il bonus 200 euro spetta anche a tutti i titolari di pensione a carico di forme previdenziali obbligatorie con un reddito annuo lordo complessivo al di sotto della soglia dei 35mila euro all’anno. Sono previsti due requisiti per poter usufruire del bonus. Il lavoratore deve innanzitutto aver beneficiato per almeno un mese – da gennaio ad aprile – dello sconto contributivo allo 0,8% previsto dall’ultima legge di Bilancio per chi ha un reddito mensile che non supera i 2.692 euro. La seconda è che il potenziale beneficiario del bonus non percepisca né trattamenti pensionistici né il reddito di cittadinanza.

L’Autocertificazione per ottenere il bonus 200 euro

L’utente che ha diritto a ricevere i 200 euro, quindi, dovrà presentare una dichiarazione al proprio titolare dove conferma di non aver già ricevuto il bonus perché in famiglia ha qualcuno che percepisce reddito o pensione di cittadinanza, perché ci sarebbe il rischio di riceve due volte lo stesso bonus: una volta dal datore di lavoro e l’altra dall’Inps.

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