Il cosiddetto bonus alluvioni è un contributo economico destinato ai lavoratori autonomi e parasubordinati che hanno subito danni o sospensioni alla propria attività dopo il maltempo che nei mesi scorsi ha colpito Calabria, Sicilia e Sardegna. In una circolare, l’Inps fornisce tutti i dettagli e le istruzioni operative su chi ha diritto al bonus, come richiederlo e quali sono le scadenze.
Il bonus alluvioni
Il bonus alluvioni è stato introdotto dal decreto maltempo, che il governo Meloni ha approvato a febbraio e che contiene “interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologiciche, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della Regione Calabria, della Regione autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile”.
Cos’è e l’importo
Il bonus alluvioni è un contributo economico che ha l’obiettivo di aiutare i lavoratori autonomi e parasubordinati di Calabria, Sardegna e Sicilia che, a partire da gennaio 2026, hanno subito danni o sospensioni alla propria attività lavorativa a causa del maltempo. La misura dell’indennità una tantum è di 500 euro per ciascun periodo di sospensione non superiore a quindici giorni. L’importo massimo erogabile a ciascun lavoratore non può superare i 3.000 euro.
La circolare dell’Inps con le istruzioni
Nella circolare del 7 maggio, l’Inps fornisce istruzioni operative e dettagli sul bonus. “Con la presente circolare si forniscono istruzioni amministrative in materia di indennità una tantum prevista dall’articolo 6 del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, per il periodo dal 18 gennaio 2026 al 30 aprile 2026, in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività di impresa, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza, la cui attività è stata sospesa a causa degli eventi meteorologici che si sono verificati a partire dal 18 gennaio 2026”.
I destinatari del bonus
Tra i destinatari dell’indennità una tantum connessa alla sospensione dell’attività lavorativa a causa degli eventi meteorologici che si sono verificati a partire dal 18 gennaio 2026, ricorda l’Inps, ci sono le seguenti categorie di lavoratori:
- collaboratori coordinati e continuativi, compresi dottorandi, assegnisti di ricerca, titolari di incarichi di ricerca e medici in formazione specialistica;
- titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale;
- lavoratori autonomi e professionisti, compresi i titolari di attività di impresa.
Calabria, Sicilia e Sardegna
C’è un altro requisito: l’indennità una tantum, spiega ancora l’Inps, è riconosciuta per il periodo dal 18 gennaio 2026 al 30 aprile 2026 ai lavoratori delle categorie già dette che, “alla data del 18 gennaio 2026, risiedevano o erano domiciliati oppure operavano, esclusivamente o nel caso degli agenti e rappresentanti prevalentemente, in uno dei Comuni” di Calabria, Sardegna e Sicilia interessati dal maltempo che si è verificato a partire da quella stessa data e per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza (“con delibera del Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2026”). Lavoratori che, sottolinea ancora l’Inps, hanno dovuto sospendere l’attività lavorativa a causa di questi eventi meteorologici.
La domanda
Il bonus è erogato dall’Inps e, se si hanno i requisiti, per ottenerlo bisogna presentare una domanda con tutta la documentazione richiesta. “I lavoratori interessati possono scegliere di presentare una domanda per ciascun periodo di sospensione oppure una domanda che interessa due o più periodi di sospensione o, infine, un’unica domanda per tutti i periodi di sospensione; i periodi di sospensione dell’attività, fino a un massimo di sei periodi, possono anche essere continuativi”, spiega l’Inps nelle istruzioni.
La scadenza per le domande
Le domande possono essere presentate all’Inps solo in via telematica, attraverso il portale web dell’istituto: il servizio per inviarle è stato attivato il 20 aprile 2026 e la scadenza da rispettare per presentare la richiesta è il 20 giugno 2026.
Come presentare la domanda
Per presentare la domanda, spiega l’Inps, bisogna andare sul sito dell’Istituto e accedere alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. La sezione è raggiungibile a partire dalla homepage del sito web dell’Inps, seguendo questo percorso:
- “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > selezionare la voce “Vedi tutti” nella sezione Strumenti > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”;
- una volta autenticati è necessario selezionare “Indennità una tantum in favore dei lavoratori autonomi che hanno sospeso l’attività lavorativa nei Comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, a seguito degli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026”.
Dopo aver inviato la domanda, si può accedere alle ricevute e ai documenti prodotti dal sistema, monitorare lo stato di lavorazione della richiesta e se necessario aggiornare le informazioni relative alle modalità di pagamento.
Come accedere al servizio
Per accedere al servizio che permette di presentare la domanda, le credenziali sono:
- SPID di livello 2 o superiore;
- CIE di livello 3;
- CNS;
- eIDAS.
Per chi non è in possesso di queste credenziali, spiega l’Inps, si può “presentare domanda attraverso gli Istituti di patronato”. Oltre che sul portale, il bonus può essere richiesto “tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) o al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori)”.
I controlli
I lavoratori che presentano la domanda, ricorda l’Inps, devono dichiarare di avere i requisiti richiesti per accedere al bonus e presentare la documentazione. “L’indennità una tantum è corrisposta dall’Inps sulla base dei dati dichiarati in domanda dal richiedente, nonché dei dati a disposizione dell’Istituto al momento del pagamento”, spiega l’Istituto. Ma avverte che ci saranno verifiche successive per accertare la sussistenza dei requisiti e della documentazione e, nel caso di incongruenze, verrà avviata la procedura di recupero per chi avrà usufruito indebitamente del bonus, oltre a eventuali sanzioni.
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