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Bonus badante 2026, come funziona e chi può averlo

Bonus badante 2026, come funziona e chi può averlo
Badante – Imagoeconomica

Una tra le misure più importanti per le famiglie è sicuramente il bonus badante e colf: ecco le caratteristiche per il 2026

L’assistenza domiciliare rappresenta una delle principali esigenze delle famiglie che si prendono cura di persone anziane non autosufficienti. Anche per quest’anno sono previste misure di sostegno economici, tra le quali spicca in particolare il bonus colf e badanti 2026.Quando si parla di bonus badante, non si fa riferimento a un incentivo statale unico, ma si tratta di un termine utilizzato per indicare diverse agevolazioni, pensate per chi impiega o assume un assistente familiare.

Bonus colf e bandanti 2026: tutti gli aiuti

Tra i principali aiuti previsti per il 2026 si segnalano:

  • bonus anziani: è una prestazione universale erogata dall’INPS in forma sperimentale dall’1 gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Prevede l’erogazione di un assegno di 850 euro mensili, in favore di anziani non autosufficienti, con determinati requisiti sanitari e sociali;
  • detrazione fiscale; possibilità di detrarre il 19% per le spese sostenute per la retribuzione della badante, fino a un tetto massimo di 2.100 euro, che consente un risparmio effettivo fino a 399 euro l’anno. È importante che sia riconosciuta la non autosufficienza dell’assistito, che il reddito complessivo del richiedente non superi i 40.000 euro, che la badante sia regolarmente assunta e che ci sia traccia e documentazione della spesa. Conviene conoscere nel dettaglio come funziona la detrazione con la Legge 104, cosa si può scaricare e le novità del 2026;
  • deduzione contributi INPS: i contributi previdenziali pagati all’INPS per la badante (o la colf) si possono dedurre fino a un tetto massimo di 1.549,37 euro l’anno, con un risparmio variabile a seconda dell’aliquota IRPEF di riferimento, ricordando che la deduzione è senza limite di reddito;
  • rimborsi Cas.Sa.Colf: l’ente bilaterale nato dal CCNL domestico, prevede per i datori di lavoro in regola, un rimborso di 300 euro mensili, per un massimo di 12 mesi, per il pagamento di una badante in caso di non autosufficienza, e 300 euro all’anno per l’assunzione di un lavoratore assunto in sostituzione di quello in gravidanza.

Chi ha diritto al bonus anziani nel 2026?

Tra le misure che rientrano nel bonus badante troviamo anche il bonus anziani, pagato dall’INPS in forma sperimentale fino al 31 dicembre 2026, alle persone non autosufficienti che possiedono determinati requisiti sia sul piano sanitario che sociale. Ecco quali:

  • età minima di 80 anni;
  • avere un bisogno assistenziale gravissimo riconosciuto dall’INPS;
  • avere un ISEE socio-sanitario inferiore a 6.000 euro;
  • essere beneficiari dell’indennità di accompagnamento;
  • non essere ricoverati presso una RSA o strutture similari. 

Cosa cambia per le badanti nel 2026?

Il 2026 porta con sé diverse novità per le badanti, come l’aumento in busta paga di 40 euro al mese per il livello medio, fino a 4 mesi di congedo di maternità o paternità, permessi speciali retribuiti e un incremento delle ore di formazione obbligatoria. Da segnalare, inoltre, che sono stati rivisti al rialzo all’1,4% i contributi INPS. Un’importante novità per le badanti è che, come chiarito dal Ministero dell’economia e delle finanze, il trattamento integrativo pari a 100 euro al mese, il famoso ex bonus Renzi, ora viene pagato ai dipendenti del comparto del lavoro anche in caso di mancata presentazione della dichiarazione dei redditi entro la scadenza prevista. Tra le novità che stanno prendendo piede nell’assistenza agli anziani c’è anche la figura della badante di condominio, per la quale è importante sapere quali sono le funzioni e chi paga, tenendo conto che si tratta di un servizio condiviso tra più residenti pensato per offrire supporto agli anziani e ridurre i costi dell’assistenza.

Chi ha diritto al bonus badante?

Dal momento che si articola in varie misure, il diritto al bonus badante dipende dalla misura di riferimento, motivo per cui è sempre necessario consultare il regolamento del sostegno specifico, dal momento che ognuno di essi può prevedere condizioni differenti. In generale, possono accedere ai contributi:

  • gli anziani non autosufficienti;
  • le persone con disabilità certificata;
  • le famiglie che assumono regolarmente una badante;
  • i soggetti che rispettano i limiti reddituali previsti dal bando o dalla misura nazionale.

Bonus badante 2026: i requisiti

Al pari di quanto accade per i beneficiari del bonus badante, anche nel momento in cui si parla di requisiti, non si può fare a meno di evidenziare che gli stessi possono variare a seconda dell’ente che eroga il contributo. In generale, i requisiti comprendono:

  • certificazione della non autosufficienza o della disabilità dell’assistito;
  • contratto di lavoro domestico regolarmente registrato;
  • residenza in Italia;
  • regolarità contributiva del datore di lavoro;
  • rispetto delle soglie ISEE eventualmente previste.

Quanto deve essere l’ISEE per avere il bonus badante?

Il bonus badante non prevede una soglia unica di reddito che sia di riferimento per tutte le misure. L’ISEE per il bonus badante 2026 differisce in base all’incentivo in questione, per ognuno dei quali viene definito un determinato limite reddituale. Nel caso del bonus anziani, ad esempio, l’ISEE non deve essere superiore a 6.000 euro.

ome richiedere il bonus badante 2026

Anche per la domanda è necessario partire dalla misura a cui si intende accedere. Nel caso dei contributi nazionali gestiti dall’INPS, la domanda può essere presentata attraverso il portale dell’Istituto utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, oppure rivolgendosi a un patronato. Se, invece, si vuole richiedere un rimborso a Cas.Sa colf, bisogna collegarsi al sito dell’ente bilaterale e autenticarsi con il proprio codice fiscale e la password scelta all’atto della registrazione del proprio account, per poi individuare la prestazione per la quale si vuole presentare domanda. Nel caso della detrazione del 19% delle spese sostenute per una badante, la richiesta si potrà effettuare inserendo le somme nel modello 730 e in particolare nel Quadro E, righi E8–E10 con codice 15. Infine, quando si tratta di contributi erogati dal Comune o dalla Regione, è necessario seguire le istruzioni contenute nel bando pubblico, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta. 

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