Una misura che non rientra nel Piano casa ma, come spiegato dal ministro Matteo Salvini, “è legata ad esso”. Stiamo parlando del bonus per il sostegno abitativo ai genitori separati e divorziati, illustrato in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri di giovedì scorso. Una misura che era prevista, con una dotazione di 20 milioni di euro, nella manovra 2026, ma della quale adesso il ministero dei Trasporti sta mettendo a punto le norme attuative. Come funzionerà? “Per 3 anni, 2026, 2027, 2028, ci sarà una voce di bilancio dedicata esclusivamente ai genitori separati, per il sostegno all’affitto“, ha specificato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’importo
Si tratta di un aiuto, per i prossimi tre anni, dedicato esclusivamente ai genitori separati, di 400-500 euro al mese, per un impegno complessivo di 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028. A dare le cifre è stato lo stesso Salvini: “Stiamo mettendo giù i bandi, al Mit (ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) siamo in via di definizione, per un contributo tra i 400 e i 500 euro al mese per un anno per genitori che dopo la separazione o il divorzio escono di casa, perché rimane in casa l’altro coniuge, spesso continuando a pagare il mutuo o l’affitto dell’appartamento che hanno lasciato. Con questo intervento il governo punta ad aiutare, sempre nel triennio, una platea di 15.000 genitori separati per poter “avere un tetto sotto il quale incontrare tuo figlio quantomeno nel fine settimana”: “Dico genitori perché possono essere padri e possono essere madri – ha detto Salvini – Sta ai colleghi ovviamente andare a guardare sulle statistiche dopo una separazione o un divorzio a chi nel novanta percento dei casi resta l’alloggio di residenza dove rimane coi figli”.
La manovra
La legge di Bilancio 2026, approvata alla fine dello scorso anno, aveva appunto istituito il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati con una dotazione di 20 milioni a decorrere dal 2026, si leggeva nelle prime bozze del testo.
Il bonus per il sostegno all’abitazione è destinato a:
- genitori separati o divorziati;
- a cui non è stata assegnata la casa “di famiglia”;
- e che abbiano uno o più figli a carico (con età massima 21 anni).
Sarà in vigore quando usciranno norme attuative e circolari con le istruzioni ufficiali. Su questo è al lavoro il ministero delle Infrastrutture.
“Al fine di garantire un sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026 – è il testo della legge di Bilancio -. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi a valere sul fondo di cui al comma 234, anche ai fini del rispetto del limite di spesa di cui al medesimo comma”.
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