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Bonus verde fino a 1.800 euro: ecco chi può averlo ancora nel 2026

Bonus verde fino a 1.800 euro: ecco chi può averlo ancora nel 2026
Bonus verde

Nel 2026, possono ancora avvalersi del bonus verde tutti coloro che hanno sostenuto spese di sistemazioni delle aree verdi di proprietà fino al 2024

Il bonus che arriva fino a 1.800 euro per i proprietari di immobili con giardini e terrazze si è concluso, tuttavia ci sono alcuni contribuenti che potranno beneficiarne anche nel 2026. Si tratta di un’agevolazione fiscale riconosciuta a chi ha sostenuto le spese per la sistemazione di zone a verde che è rimasta in vigore fino al 31 dicembre 2024, ma l’agevolazione è fruibile ancora anche nel 2026 grazie alla dichiarazione dei redditi. A rientrare nel bonus erano tutte le aree private scoperte allestite come fossero un giardino. Il bonus aveva lo scopo di incentivare i proprietari di zone a verde a sistemarle e abbellirle. Da sottolineare che rientravano nell’incentivo anche l’ideazione e la realizzazione di pergolati, giardini pensili o la sistemazione di fioriere fisse su balconi o terrazze.

Ecco chi può godere del bonus anche nel 2026

Nonostante il bonus, come detto, sia scaduto alla fine del 2024 nella dichiarazione dei redditi 2026 si continua a fruire delle detrazioni per le spese sostenute due anni fa e negli anni precedenti. Il bonus verde, infatti, prevedeva il recupero in dieci quote annuali del 36% della spesa sostenuta. Nel 2026, possono ancora avvalersi del bonus verde tutti coloro che hanno sostenuto spese di sistemazioni delle aree verdi di proprietà fino al 2024. Avendo indicato le spese in questione nella dichiarazione dei redditi degli anni passati, quest’anno è possibile fruire delle rate successive alla prima della detrazione spettante (massimo 180 euro l’anno). La detrazione, come detto, è riconosciuta in 10 quote annuali di pari importo e questo significa che per spese sostenute nel 2024 si avrà diritto allo sconto di imposta fino alla dichiarazione dei redditi 2034. Allo stesso modo continueranno a beneficiare dello sconto di imposta relativo al bonus verde anche tutti coloro che hanno realizzato gli interventi agevolabili negli anni precedenti. Il bonus verde, infatti, è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2018 e questo significa che la detrazione spetta ancora nel 2026 a:

  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2018, con richiesta della detrazione nel 2019: nel 2026 fruisce dell’ottava rata;
  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2019, con richiesta della detrazione nel 2020: nel 2026 fruisce della settima rata;
  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2020, con richiesta della detrazione nel 2021: nel 2026 fruisce della sesta rata;
  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2021, con richiesta della detrazione nel 2022: nel 2026 fruisce della quinta rata;
  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2022, con richiesta della detrazione nel 2023: nel 2026 fruisce della quarta rata;
  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2023, con richiesta della detrazione nel 2024: nel 2026 fruisce della terza rata;
  • chi ha realizzato la sistemazione delle zone verdi nel 2024, con richiesta della detrazione nel 2025: nel 2026 fruisce della seconda rata.

Quali sono i lavori che davano diritto al bonus?

Gli interventi non devono essere di manutenzione ordinaria di un giardino o di un terrazzo, ma essere innovativi o volti a migliorare la situazione esistente. Rientravano nel beneficio sistemazione di aree verdi scoperte in aree private di edifici a uso abitativo, ma anche la realizzazione di pozzi o di impianti di irrigazione. Rientravano nella detrazione anche la realizzazione di giardini pensili o di coperture a verde.

Come si richiede il bonus di 1.800 euro?

Per avere diritto al bonus verde, una volta sostenute le spese, è necessario aver conservato le ricevute fiscali o le fatture rilasciate dalla ditta che ha eseguito i lavori. È necessario, inoltre, che i pagamenti siano stati eseguiti con mezzi di pagamento tracciabili. Il contribuente deve poi annotare in una autocertificazione la somma totale delle spese per cui spetta la detrazione affermando che si tratta di lavori documentati nel rispetto della normativa vigente.

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