Caltanissetta, le risorse del Recovery Fund per la rinascita economica e sociale della città - QdS

Caltanissetta, le risorse del Recovery Fund per la rinascita economica e sociale della città

redazione

Caltanissetta, le risorse del Recovery Fund per la rinascita economica e sociale della città

venerdì 05 Marzo 2021 - 00:00

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di una nostro lettore, Liborio Bevilacqua

Caro Direttore,

In qualità di medico in pensione, già primario di Anestesia e Rianimazione presso l’Ospedale S.Elia, in considerazione del drammatico e apparentemente irreversibile declino di Caltanissetta, città dove sono nato e vissuto e alla quale sono affettivamente molto legato, e in considerazione altresì della odierna opportunità offerta dai finanziamenti del Recovery Fund, non avendo alcun interesse personale da perseguire per sé o per i propri familiari, propongo all’attenzione una ipotesi di progetto che potrebbe contribuire alla soluzione di pressanti problemi della città tutta.

Come sappiamo Caltanissetta, famosa fino agli anni cinquanta del secolo scorso come distretto minerario per l’estrazione dello zolfo,oggi dispone di due edifici ancora in buone condizioni strutturali,quali il Ricovero Testasecca e l’ex “Ospizio di Beneficenza”, che in passato svolsero un apprezzato e valido ruolo nell’opera di assistenza, scolarizzazione, formazione e di avviamento all’artigianato dei minori orfani,soprattutto figli dei minatori vittime dei frequenti incidenti di lavoro in miniera. Da quegli Istituti uscirono validissimi tipografi, ebanisti, musicanti, sarte e ricamatrici.

Oggi queste strutture, da anni lasciate in parte all’abbandono e al saccheggio, potrebbero, con un finanziamento europeo, essere recuperate e destinate all’accoglienza, scolarizzazione e avviamento al lavoro dei numerosi immigrati minori non accompagnati che quasi giornalmente approdano sulle coste della Sicilia e sovente sono destinati a diventare preda dello sfruttamento da parte della malavita organizzata, dispersi per tutta l’Europa.

Non è da trascurare inoltre che la città dispone di una ricca e variegata offerta formativa che comprende tutte le scuole di ogni ordine e grado, tutte di buon livello,in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e percorso di studi. Tali attività, oltre all’alto significato etico e umanitario, chiaramente avrebbero una positiva ricaduta sulla economia della città, con la creazione di posti di lavoro, freno al continuo spopolamento, e all’attivazione di un indotto economico virtuoso.

Vorrei sottolineare altresì che Caltanissetta, negli ultimi decenni, è stata continuamente e progressivamente depauperata e privata di valide strutture amministrative economicamente vitali, quali il Distretto militare, La Banca d’Italia, numerosi sportelli bancari, la Centrale Telefonica, con la inevitabile perdita di posti di lavoro che hanno costretto alla emigrazione interi nuclei familiari e soprattutto i giovani, in altre regioni italiane o straniere, con il conseguente dissolvimento del tessuto socio-economico della città. Di contro si sono spese ingenti somme nella realizzazione di cosiddetti centri di aggregazione, auditorium, strutture museali, non solo poco produttivi, ma anche scarsamente utilizzati, mentre si sono vanificate le speranze riposte nell’avvio di un polo universitario e nel Cefpas ,struttura dalle grandi virtuali potenzialità, destinata alla formazione e aggiornamento del personale sanitario. In tale quadro sconfortante, spero che questa mia proposta possa trovare attenzione e benevola considerazione.

Liborio Bevilacqua
Caltanissetta

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