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Pietro Bartolo annuncia la candidatura in Sicilia e lancia la sfida: “Posso anche fare un passo indietro se…”

Pietro Bartolo annuncia la candidatura in Sicilia e lancia la sfida: “Posso anche fare un passo indietro se…”
Pietro Bartolo, foto di Sara Minelli da Imagoeconomica

Al QdS.it il medico candidato analizza le sue priorità per dare risposte a una “Sicilia bistrattata”. Il progetto: “Casa Riformista quarta gamba del campo largo”

Sono stati selezionati i dieci finalisti che si contenderanno il Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo. La giuria indipendente del premio creato nel 2020, composta da rappresentanti della stampa e della società civile dei 27 paesi dell’Ue e da rappresentanti delle principali associazioni dei giornalisti europee, ha scelto opere importanti e di grande impatto. Si saprà il 21 ottobre il nome del vincitore, ma anche quest’anno c’è in gara una inchiesta sulla questione migratoria, dei diritti umani. Si tratta di un progetto olandese che si intitola “Rinchiudere i migranti in una gabbia in Albania: l’Italia lo fa, i Paesi Bassi lo vogliono”.

Nel 2024 ha vinto “Lost in Europe”, inchiesta sui minori stranieri non accompagnati scomparsi, e nel 2023 l’indagine congiunta sul naufragio dell’imbarcazione che trasportava migranti “Pylos”. Il 3 ottobre ricorreva l’anniversario della strage di Lampedusa del 2013, dove persero la vita 368 persone. Lanciare dal palco della Leopolda, il 3 ottobre, la candidatura di Pietro Bartolo alla Presidenza della Regione Siciliana è stata per Matteo Renzi un’operazione ad alto impatto, su un tema sempre attuale. Un candidato identificabile, chiaro, con un profilo facilmente tracciabile per gli elettori, che trasmette netta presa di posizione politica.

La candidatura di Pietro Bartolo in Sicilia: “Casa Riformista quarta gamba del campo largo”

Il medico di Lampedusa in pensione, già europarlamentare, intervistato dal QdS.it (l’intervista integrale domani in edicola sul Quotidiano di Sicilia) mostra idee chiare sul piano politico regionale e anche nazionale, e propone una propria visione, anche semplicistica del quadro politico: “Il centrosinistra è formato dal campo largo e dovrebbe comprendere anche Casa Riformista, quindi Italia Viva, +Europa, e quelli che ne fanno parte. Dovrebbe essere la quarta gamba di questo campo largo insieme ad Avs e Movimento 5 stelle. Ovviamente bisogna trovare una sintesi, quindi prendere i punti su cui si è d’accordo, che sono tantissimi, e poi i punti dove ci sono divergenze si affronteranno a seguire. Però, se vogliamo battere le destre e vogliamo andare a governare, è ovvio che tutti questi rivoli di partitini che non andranno da nessuna parte – visto lo sbarramento – dovranno decidere se mettersi insieme e mandare a casa questo governo per potere dare le risposte che dovremo dare”.

Il ruolo del politico al centro: “I cittadini non votano per aggrapparti a una poltrona e farti gli affari tuoi”

La ricetta del neo candidato, che si aggiunge a quella di Ismaele La Vardera – primo ad autocandidarsi – e alla disponibilità fin qui annunciata da Nuccio Di Paola per il Movimento 5 Stelle e Antonello Cracolici per il Partito Democratico, è semplice e a tratti disarmante ma non per questo da sottovalutare. Anzi, forse volutamente disarmante, tanto da provare a disinnescare le contrapposizioni sulle scelte da compiere: “Risposte condivise che sono per la gente, per i cittadini, traendo così vantaggio per tutti. Perché come si è visto, fino ad ora ognuno qui ha pensato per sé e non per i cittadini. Il ruolo di un politico e di una istituzione è dare risposte e risolvere i problemi dei cittadini. Mica i cittadini votano per aggrapparti a una poltrona e farti gli affari tuoi. E questa non è politica. La politica è un’altra cosa. Ed è il motivo per cui la gente non va più a votare. Non hanno più fiducia nella politica perché le promesse poi non vengono mantenute”.

Dallo sbarramento elettorale al fallimento… del governo

Pietro Bartolo, rientrato ieri sera dalla tre giorni di Leopolda, propone una riflessione sul sistema elettorale e sull’operato del governo Meloni a Roma e Schifani a Palermo: “Non si hanno speranze con un partito del 2 oppure dell’1,5%, quindi sarebbe opportuno unirsi, se veramente nel bene di questo Paese, se veramente si vuole cambiare registro e mandare a casa questo governo che ha fatto praticamente niente, con una situazione a livello nazionale tragica… Ci sono state situazioni internazionali che hanno danneggiato il tutto, ma loro non hanno lavorato bene per niente”.

Bartolo su De Luca e La Vardera: “Forse hanno fatto un salto in avanti”

Sia il leader di Controcorrente, nonché presidente di Progetto Civico Italia, che il leader di Sud chiama Nord hanno espresso rispettosa stima per Pietro Bartolo attendendolo però a un confronto politico elettorale. “Ho visto che si è già espresso – dice il candidato di Casa Riformista – Ismaele La Vardera su questa candidatura, si è espresso anche Cateno De Luca, e sono entrambi candidati. Forse hanno fatto un salto in avanti, si poteva aspettare e mettersi attorno a un tavolo. Magari poteva essere La Vardera oppure De Luca il candidato, perché ormai è gente che ha competenza, mi sembrano persone capaci che tutto sommato stimo. Ci confronteremo, vedremo”.

L’uomo dell’acqua sul fuoco

Bartolo però non accende il dibattito e al contrario, saggiamente, lo stempera senza quindi concedere ribalta a nessuno: “Facciamo tutti parte dello stesso grande campo, tranne Cateno che ancora non sa da che parte virare ma sono fuori dubbio le sue capacità amministrative straordinarie, che potrebbero essere un valore aggiunto per una coalizione. Una larga coalizione togliendo veti, rancori e tutto il resto se veramente si vorrà dare una svolta a questo Paese. Io me lo auguro. Credo che il buonsenso dovrebbe prevalere sugli egoismi. Ci credo”.

Appena dopo la candidatura in Sicilia Bartolo lancia la sfida: “Posso anche fare un passo indietro se…”

Ci crede al buonsenso che metterà da parte gli egoismi, il medico presentato da Matteo Renzi per la corsa a Palazzo d’Orléans. Ci crede al punto da lanciare una proposta, apparente gesto di umiltà che prevede però una sfida, ampia e di larghe vedute: “Posso anche fare un passo indietro se si trova una sintesi, un accordo importante che possa veramente dare delle risposte a questa Sicilia bistrattata. Una regione che dovrebbe essere la più ricca del mondo, con tutto quello che abbiamo e soprattutto con la posizione geografica che abbiamo. La Sicilia dovrebbe essere l’Hub del Mediterraneo di tutti i transiti di Hormuz, del Canale di Suez, come sosta obbligata per un centro di smistamento. A quel punto avrebbe un senso anche il ponte sullo Stretto, però prima creiamo le condizioni sennò è solo un disastro totale”.

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