Roma, 23 mag. (askanews) – Fjord di Cristian Mungiu ha vinto la Palma d’Oro, ex della 79esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, sulla Croisette, con la giuria presieduta da Park Chan-wook e composta da Diego Céspedes, Isaach de Bankolé, Paul Laverty, Demi Moore, Ruth Negga, Laura Wandel, Stellan Skarsgård e Chloé Zhao chiamata a decretare i vincitori tra i 22 film in concorso. Il film, interpretato da Sebastian Stan e Renate Reinsve, racconta la storia della famiglia Gheorghiu, una coppia rumeno-norvegese profondamente religiosa che si trasferisce in un villaggio all’estremità di un fiordo. La scoperta di lividi sul figlio maggiore innesca sospetti nella comunità, aprendo un caso che mette in discussione il confine tra educazione tradizionale e abuso.
Il Grand Prix viene assegnato al regista russo in esilio Andrej Zyyagintsev per “Minotaur”, definito una favola politica ambientata nella Russia del 2022. Il regista, già autore di “Leviathan” e “Loveless”, torna al festival dopo nove anni segnati da gravi problemi di salute e dall’esilio dopo la guerra in Ucraina. Il film è stato girato in Lettonia.
Il premio per la regia è un ex aequo: Javier Calvo e Javier Ambrossi vincono per “La bola negra”, insieme a Pawel Pawlikowski per “Fatherland”. Il Premio della giuria va a “The dreamed adventure” di Valeska Grisebach, storia di un’archeologa a Svilengrad, al confine tra Turchia e Bulgaria, coinvolta in un intreccio legato al furto di un’auto.
Ex aequo anche nelle interpretazioni. Migliori attrici sono Virginie Efira e Tao Okamoto per “Soudain” di Ryûsuke Hamaguchi. A consegnare il premio è Pierfrancesco Favino, che sul palco parla in un francese molto fluente. Tra gli attori, vincono Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per “Coward” di Lukas Dhont, ambientato durante la Prima guerra mondiale, dove un giovane soldato scopre nel teatro un fragile spazio di libertà nel mezzo del conflitto.
La miglior sceneggiatura va a “Notre salut” di Emmanuel Marre, che in Italia uscirà con il titolo “Un uomo del tuo tempo”. Il film racconta la Francia del governo di Vichy attraverso la storia familiare del regista. Marre, ritirando il premio, sottolinea il ruolo centrale dei tecnici nel lavoro cinematografico.
Il miglior cortometraggio è “Para Los Contrincantes (Aux Adversaires)” di Federico Luis, ambientato nel quartiere di Tepito, dove un giovane sogna di diventare campione di pugilato. La Camera d’or per la miglior opera prima va a “Ben’Imana” di Marie Clémentine Dusabejambo, ambientato nel Ruanda del 2012 tra memoria del genocidio e percorsi di riconciliazione attraverso i tribunali popolari.
Nel corso della cerimonia, Isabelle Huppert consegna la Palma d’onore a Barbra Streisand, che interviene con un videomessaggio in cui ricorda la formazione cinematografica nella sua giovinezza, citando Fellini, Bergman e Kurosawa come riferimenti fondamentali della sua carriera.

