Cantieri bloccati e soldi buttati, l’Isola incompiuta che è rimasta “bruttissima” - QdS

Cantieri bloccati e soldi buttati, l’Isola incompiuta che è rimasta “bruttissima”

redazione

Cantieri bloccati e soldi buttati, l’Isola incompiuta che è rimasta “bruttissima”

Biagio Tinghino  |
sabato 26 Febbraio 2022 - 06:15


In Sicilia 133 opere progettate e mai finite, per cui sono stati già spesi oltre 300 milioni di euro. L’assessore Falcone, però, spiega i progressi fatti: “Quando ci siamo insediati erano 211, entro il 2022 ne completeremo un’altra ventina”. Secondo le stime, riattivare tutti i lavori fermi permetterebbe di impiegare oltre 5 mila lavoratori

Progettate, finanziate, iniziate e mai finite. Sono 133 in totale le opere incompiute siciliane per cui sono stati spesi negli anni e dai vari Enti 337.495.157,64 euro. Una cifra enorme se si pensa che nemmeno un euro fino ad oggi è servito per fornire un servizio o un’infrastruttura ai siciliani. Nella maggior parte dei casi si tratta di interventi in capo ai Comuni che prevedono la costruzione, il completamento o la riqualificazione di strade, alloggi popolari, scuole, edifici pubblici. Interventi strategici che darebbero alla Sicilia una grossa opportunità di sviluppo. È quanto risulta dall’anagrafe delle opere incompiute del ministero della mobilità sostenibile. Paradosso nel paradosso, una grossa parte di questi interventi (nonostante i milioni stanziati) ha fatto pochissimi progressi e il loro completamento è veramente lontano e costoso. Basti pensare che per completare tutte queste opere servirebbero 279.303.614,18 euro.

Milioni che se non verranno spesi renderanno solo uno spreco i soldi fino ad ora impiegati. “Quando noi ci siamo insediati – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone – abbiamo trovato 211 opere incompiute. Se facciamo un’analisi ci accorgeremo che circa il 40% di queste opere è stato portato a compimento. Ad oggi le incompiute sono poco più di 130 e da qui a fine 2022 riteniamo di poter eliminare un’altra ventina di opere. O perché le abbattiamo o perché accompagniamo gli Enti al completamento”.

Il completamento di queste opere, secondo le stime di Ance Sicilia, oltre a portare benefici indiscussi per la Regione, avrebbe un risvolto occupazionale non di poco conto: sarebbero impiegati circa 5,6 mila lavoratori.

LE OPERE INCOMPIUTE PIÙ COSTOSE

Quelle telecamere antincendio costate oltre 33 milioni di euro ma mai entrate in funzione

L’opera più costosa mai portata a compimento dell’Isola non è una strada bensì un sistema di video sorveglianza da ben 33.297.538,40 euro del comando del corpo forestale. Questo intervento prevede l’ammodernamento tecnologico e il potenziamento operativo del sistema di radiocomunicazione del corpo forestale, compresa l’installazione di una dorsale digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette. Nonostante quest’opera sia già costata oltre 33 milioni di euro, lo stato di avanzamento lavori è solamente del 38,5%. Morale della favola: per portarla a compimento servono altri 16.613.397,46 euro.

A Castiglione 3,2 mln per ogni chilometro della strada mai aperta e già “distrutta”

La seconda incompiuta più costosa è in capo al Comune di Castiglione di Sicilia: la costruzione di una strada esterna già battezzata “Costa”. Questo intervento ha avuto inizio negli anni, quando si decise di trasformare un tratto di 7 km della Circumetnea in una strada per Linguaglossa. In tutti questi anni questo progetto (oggi trasformato nell’idea di una pista ciclabile) ha già “ingoiato” 22.724.103,56 euro: 3,2 milioni per ogni chilometro. Secondo l’anagrafe delle incompiute il grosso dei lavori è già stato portato a termine (l’opera è completa al 85,3%) e per ultimarli basterebbero circa 2 milioni.

Tuttavia, le parti già pronte hanno iniziato a deteriorarsi, e anche la Procura di Catania ha deciso di volerci vedere chiaro. Stando a quanto ha dichiarato il sindaco di Castiglione, Antonino Camarada, un tratto di strada è già crollato e vari ammaloramenti impediscono l’apertura al traffico. Inoltre, i lavori sarebbero stati eseguiti male, motivo per cui nel 2015 non è stato rilasciato il collaudo. Ora la situazione sembrerebbe aver fatto passi in avanti. “Per la costruzione della strada comunale esterna a Castiglione – ci ha spiegato Falcone – è previsto un intervento della Regione. Questa strada rappresenta un importante arteria in un’area interna della nostra Isola e quindi abbiamo chiesto al Comune di presentarci il progetto per finanziarlo”.

Una strada da 22 milioni ma i lavori sono allo 0%

Un’altra delle incompiute pubbliche più onerose è in capo al comune di Aragona. Anche in questo caso si tratta di una strada interna utile al collegamento di Aragona, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani e Raffadali. Nonostante i 22 milioni già spesi, i lavori sarebbero al palo: avviati ma interrotti e mai ripresi in quanto non sussistevano “le condizioni di riavvio”. La stima dell’anagrafe delle incompiute fa gelare il sangue: il progresso dei lavori è lo 0%. Motivo per cui ci vorrebbero altri 22 milioni per completare l’intervento.
Ma anche su questo fronte sembrerebbero esserci dei progressi: “Per la circonvallazione a Monte del comune di Aragona – continua Falcone – abbiamo fatto un incontro al comune in cui abbiamo discusso anche di altre due incompiute: gli uffici della pretura di via 25 aprile e l’auditorio comunale nell’area limitrofa a via Garibaldi”.

Petralia Soprana, attesa che dura da trent’anni

Altra opera ferma nonostante i lavori siano stati eseguiti solo al 39% è quella in capo al comune di Petralia Soprana: gli interventi di completamento delle infrastrutture nell’area artigianale e industriale di “Madonnuzza”. Dall’avvio del cantiere nei primi anni ‘90 sono già stati spesi 20,6 milioni di euro ma per la fine lavori ne servirebbero altri cinque. La società che aveva il compito di realizzare le opere, inizialmente finanziate dall’assessorato regionale della Cooperazione era la Sirap Spa. In seguito alla liquidazione di quest’ultima, nel febbraio 1993, gran parte di queste opere non si sono potute completare. Opere che successivamente sono state consegnate al comune di Petralia Soprana con tutte le problematiche che ne sono derivate. L’incubo sembrava finito nel 2018, quando grazie al Patto per il Sud la Giunta Musumeci ha stanziato circa un milione di euro per l’ultimazione dei lavori. Tuttavia, l’opera è ancora incompiuta e niente è cambiato.

Mascali, spesi 13 milioni ma la strada è fantasma

La quinta opera più costosa è la strada esterna di Mascali che collega la Ss 114 con l’abitato di Fondachello. Una strada per cui sono stati già spesi oltre 13 milioni di euro che hanno consentito l’esecuzione del 65% dell’opera. Stando a quanto risulta dall’anagrafe delle incompiute non servirebbero soldi per completarla.
Un’incompiuta che spicca dall’anagrafe del Mims è il secondo lotto della strada di collegamento tra Alcara Li Fusi e la Ss 113. Per questo cantiere è stato speso poco più di un milione di euro. Tuttavia, i lavori sono completi solamente al 5,4% dunque sarebbe necessario investire 21,9 milioni di euro. La stessa sorte, o quasi, tocca alla casa albergo del comune di Sutera. Un’opera per cui sono stati spesi 723 mila euro che hanno portato lo stato di avanzamento lavori al 6,9%. Per ultimarla mancano all’appello oltre sette milioni di euro.

Oltre 500 alloggi popolari in stallo, uno “schiaffo” alle trentamila famiglie siciliane in attesa di una casa

Nonostante l’emergenza abitativa sia pubblicamente riconosciuta in Sicilia da tutte le forze politiche, anche grazie alle battaglie del Sunia (sindacato degli inquilini), gli edifici popolari che da anni sono incompiuti sono molteplici.

A fronte di 30 mila famiglie che risultano attualmente in lista d’attesa per una casa (stima prudente del sindacato inquilini), sono 530 gli alloggi popolari la cui costruzione è iniziata ma mai finita. In totale sono stati spesi oltre 37,7 milioni di euro negli anni ma per il completamento di tutti gli interventi sono necessari ancora 50 milioni.

Si tratta di 144 case a Catania (i lavori sono eseguiti solo al 18%), 60 a Giarre (lavori completi al 14%), 40 a Saponara nel messinese, (lavori completi al 19%), 210 a Bordonaro (lavori completi 21%), 32 a Palermo (lavori completi allo 0,2%). E questi sono solo alcuni esempi. Va anche detto, tuttavia, che l’attenzione dell’assessorato alle infrastrutture è alta.

“Abbiamo speso – spiega Falcone – circa 8 milioni per la grande incompiuta di Ribera (60 appartamenti), 4 milioni per i 90 immobili di Augusta, 11 milioni per Giarre (altri 60 appartamenti), 4,5 milioni a San Giovanello a Messina (altri 30 appartamenti), abbiamo impegnato adesso 2,2 milioni per 20 immobili a Saponara. L’intenzione della Regione è andare incontro ai vari Iacp dell’Isola. Una delle opere più importanti sono i 90 alloggi popolari di Augusta che erano stati occupati negli anni 90’ quando ancora il cantiere non era concluso. Noi a distanza di tantissimi anni li abbiamo progettati, finanziati e fra qualche settimana riconsegneremo l’opera completa. Un altro intervento di case popolari è quello di Giarre, di San Giovannello, di Saponara, di Pettineo. In tutti questi comuni abbiamo posto fine a delle situazioni che erano vere e proprie vergogne”.

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