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”Cara Televisione” di Aldo Grasso vince il Premio Capalbio 2026

”Cara Televisione” di Aldo Grasso vince il Premio Capalbio 2026

La manifestazione in programma il 28 agosto nella cittadina maremmana

Roma, 7 lug. (askanews) – “Cara Televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti” di Aldo Grasso, storico della televisione, editorialista del Corriere della Sera e professore ordinario di Storia della radio e della televisione all’Università Cattolica di Milano, si è aggiudicato il Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta 2026 per la critica televisiva.

Il “Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta”, giunto alla quindicesima edizione – e che premia anche quest’anno grandissimi autori e personalità in ambito politico, storico, giornalistico e letterario – è in programma venerdì 28 agosto alle 19 a Capalbio, all’Anfiteatro del Leccio. La serata sarà condotta dalla giornalista Eleonora Daniele, mentre l’attrice Irene Grazioli leggerà alcune pagine dei libri premiati.

“Un premio”, sostengono i presidenti del premio Mirella Serri e Giacomo Marramao, “che si è venuto affermando grazie all’impegno di coniugare l’alta qualità dei prodotti letterari e saggistici e la loro incidenza nella sfera pubblica”. “Il premio si inserisce”, concludono i presidenti, “nella tradizione di Capalbio splendida cittadina maremmana che da anni si è qualificata come un luogo di dibattito intellettuale, di confronto con opinioni culturali e politiche che hanno grande eco e affermazione sul territorio nazionale”.

Le opere sono state vagliate dalla Giuria composta, oltre che da Serri e Marramao, da Giancarlo Bosetti, Gianfranco Chelini – Sindaco di Capalbio – Matteo Fabiani, Marisa Garito, Maria Concetta Monaci, Denise Pardo e Giuppi Pietromarchi.

“Mi sono sempre definito uno spettatore di professione e sono stato spesso scambiato per uno snob, ma sono esattamente il contrario: un ‘sincero democratico’ la cui curiosità indagatrice è ugualmente sollecitata da un programma ben riuscito come dal trash più efferato, dal pezzo di bravura come dall’approssimazione più sfacciata. Insomma, amo il popolare senza demagogia – afferma Aldo Grasso – un apolide, un reietto, un intruso non riconosciuto dagli Altri Critici e non amato dai diretti interessati, abituati a essere vezzeggiati e coccolati dalla ‘carta stampata’ – e lo fa raccontando la televisione italiana di ieri e di oggi, specchio intramontabile di vizi e virtù, passioni e disincanti di un intero Paese”.