Ancora un’aggressione in carcere. E’ accaduto a Ragusa. Un detenuto di nazionalità rumena ha devastato l’ufficio del comandante della Polizia penitenziaria e ha tentato di aggredirlo durante un colloquio di routine.
Al termine dell’episodio, il comandante ha inoltrato al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria la richiesta di immediato trasferimento del recluso in un altro istituto.
La reazione di Sallemi (FDI) dopo l’ennesima aggressione in carcere
“Esprimo la mia più sincera solidarietà al Commissario Capo e agli agenti della Casa Circondariale di Ragusa per l’inaccettabile ed ennesimo atto di violenza subito all’interno della struttura penitenziaria. La vicinanza va a tutto il Corpo della Polizia Penitenziaria, presidio fondamentale di sicurezza e legalità che il Governo Meloni ha inteso rafforzare fin dal primo giorno di insediamento”, dichiara in una nota il senatore Salvo Sallemi di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Giustizia del Senato.
“Dinanzi a una tale carica di violenza e alla totale mancanza di rispetto per chi indossa una divisa non vi sono forze numeriche che possano bastare da sole. I risultati a cui assistiamo oggi sono la diretta conseguenza di anni in cui le forze dell’ordine e la divisa stessa sono state svilite e mai tutelate, fino ad arrivare a quanto accaduto di recente nelle grandi città italiane durante le proteste di piazza, dove certe forze politiche non hanno nemmeno ritenuto necessario condannare apertamente le violenze contro gli agenti”. “Il nostro Governo sta invertendo la rotta con risorse e interventi concreti: in Sicilia sono in arrivo 201 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria, di cui ben 50 destinati al nostro territorio tra le strutture di Ragusa, Siracusa e del Calatino. Nello specifico, per la Casa Circondariale di Ragusa sono stati assegnati 7 agenti in più. Continuare a tutelare e valorizzare chi lavora ogni giorno in prima linea negli istituti di pena per garantire la sicurezza del Paese è e rimarrà una priorità assoluta di Fratelli d’Italia e dell’esecutivo Meloni”, conclude Sallemi.
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