Il fondatore e direttore del Quotidiano di Sicilia, Carlo Alberto Tregua, è stato ospite della trasmissione “Zoom, il drive time in mezzo ai fatti” su Radio Libertà di lunedì 17 febbraio 2026: i termovalorizzatori e la lotta all’emergenza rifiuti, le fragilità del territorio e il punto sull’emergenza scatenata dalla rovinosa frana di Niscemi (CL) tra gli argomenti trattati nel corso della trasmissione, condotta da Antonino D’Anna.
Ѐ possibile ascoltare la puntata completa sul sito di Radio Libertà, sulle app per iOS e Android, sul canale digitale della radio DAB e sui canali Twitch e YouTube dell’emittente.
Rifiuti e non solo, l’intervento del direttore Carlo Alberto Tregua a Radio Libertà
L’intervento è partito da due recenti inchieste del Quotidiano di Sicilia: “Presenze turistiche: Sicilia 20 milioni, Veneto 74. L’Isola non deve più accontentarsi delle briciole” (venerdì 13 febbraio) e “La spazzatura siciliana un ‘caso’ anche all’estero, dalla Finlandia accesi i riflettori su export e controlli” (sabato 14 febbraio). Inchieste su due temi di rilievo per la Sicilia che – sottolinea il direttore Tregua – mettono in evidenza quello che gli altri dimenticano spesso di dire: “Le Regioni del Sud sono abituate a funzionare sulla cultura del favore, non su quella del merito, che è valutata in base ai risultati”. Proprio per questo, persistono problemi e blocchi che ostacolano la crescita.
Sull’annoso tema dei rifiuti, il direttore Carlo Alberto Tregua sottolinea a Radio Libertà: “I rifiuti – come si fa al nord – devono essere industrializzati, affinché da essi si possano trarre carburante e altre materie utili”. La Sicilia e il Sud, però, stentano ancora ad adottare una soluzione da lungo attesa alla questione “spazzatura”: i termovalorizzatori. “È un comportamento stolto quello delle otto Regioni del Sud, dove non ci sono praticamente termovalorizzatori. Si veda la differenza con il nord, dove ce ne sono una quarantina. Un esempio su tutti l’impianto di Brescia”. Qui, invece, ci sono le discariche e i padroni delle discariche nel tempo hanno impedito ai presidenti delle Regioni e alle Giunte – succubi degli interessi di parte – di realizzare termovalorizzatori e cambiare le cose”.
Il direttore Tregua coglie la palla al balzo per affrontare un altro tema importante: quello della necessità di azione da parte della pubblica amministrazione e da parte dei cittadini, che non deve “mandare persone inadeguate a dirigere le istituzioni”. “La soluzione per il Sud è una rivoluzione”, spiega. Altrimenti, l’alternativa è quella di lasciare tutto com’è.
Tornando ai termovalorizzatori, il fondatore del Quotidiano di Sicilia evidenzia: “Quando si costruiranno i termovalorizzatori, la situazione cambierà. Il presidente Schifani sta facendo l’impossibile per realizzarli, ma sta trovando ostacoli burocratici assurdi. Una cosa simile accade per il ponte sullo Stretto e questa è veramente una cosa fuori dal mondo. Salvini, che è uno tosto, forse ci riuscirà. Anche grazie all’aiuto di un manager eccezionale – Pietro Ciucci – che sta rispondendo in maniera minuziosa alle giuste osservazioni della Corte dei Conti sul progetto”. Obiettivo primario? Per il direttore Tregua è “badare al sodo”, come si fa al nord, ed evitare che “la cultura del favore” appanni ogni iniziativa.
La frana di Niscemi e i danni del maltempo
L’intervento del direttore Carlo Alberto Tregua a Radio Libertà è proseguito con un punto sulla frana di Niscemi. Un evento che ha sconvolto la Sicilia, ma dietro il quale si nasconde “un fatto elementare”: “Quando nel 1997 si era compreso che la collina poteva precipitare a valle, si doveva agire”, spiega Tregua, sottolineando come alla base dell’accaduto ci sia una lunga e sottovalutata incuria. La stessa incuria che – per il direttore e fondatore del QdS – c’è dietro la crisi idrica siciliana: “L’acqua ci sarebbe se tutte le dighe funzionassero e fossero in regola. E se tutte le reti idriche non perdessero circa il 50% dell’acqua. Questo è un tema che trattiamo da 30 anni, non una novità”.
Il futuro della Sicilia e i temi del dibattito
Sul futuro della Sicilia, il direttore Carlo Alberto Tregua a Radio Libertà parla chiaro: “La Sicilia da sola non può farcela. Il Governo nazionale, di qualunque colore sia, deve porre all’ordine del giorno la fine di una vergogna nazionale. Quale vergogna? Non è possibile che 8 Regioni siano ancora registrate come sottosviluppate nel 2026 – e lo dice l’UE – in un Paese che si dice all’avanguardia”.
Sui prossimi progetti del Quotidiano di Sicilia, il direttore Tregua sottolinea che l’obiettivo principale rimane quello di “fare una radiografia della PA“, evidenziando le smagliature degli Enti pubblici a tutti i livelli e aiutando i cittadini a “pensare con la propria testa” e a non essere più “facilmente manipolabili dai blablatori”. Sempre con carte alla mano e attenzione ai temi importanti per la comunità, dall’ambiente ai temi economici, dalle spese superflue ai fondi che ci sono ma non vengono spesi.
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