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Caro carburante, le mosse della Regione: martedì a Sala d’Ercole l’intervento da 30 milioni

Caro carburante, le mosse della Regione: martedì a Sala d’Ercole l’intervento da 30 milioni
Foto di repertorio, di Carlo Carino da Imagoeconomica

Si va verso la variazione di bilancio con cui la Regione Siciliana intende intervenire sulla crisi che sta colpendo il settore dei trasporti

Sala d’Ercole si riunirà il prossimo martedì, con all’ordine del giorno ancora gli stralci esaminati e licenziati in prima e quinta commissione con, rispettivamente, le norme in materia di personale, di autorizzazioni e di incentivi e le disposizioni in materia di lavoro, istruzione, turismo e spettacolo. Si lavora quindi ancora a residui stralci della finanziaria di fine anno e senza che le parti della maggioranza che hanno provato abbiano trovato l’intesa per il recupero di un paio di norme che malgrado il reitero non riescono proprio a passare. Queste, allo stato attuale e prima di una eventuale conferenza dei capigruppo che dovesse concordare una rimodulazione dell’agenda. Ma nello stesso ordine del giorno della prossima seduta d’Aula ci sono anche tre previste votazioni sul riconoscimento di debiti fuori bilancio.

30 milioni contro il caro carburante, in emendamento

Nel primo dei tre, in ordine di discussione, verrà inserita in forma di emendamento la variazione di bilancio con cui la Regione Siciliana intende intervenire sulla crisi che sta colpendo il settore dei trasporti, inclusi i marittimi, l’agricoltura e la pesca. Inizialmente previsto un intervento complessivo di 25 milioni di euro, in commissione Bilancio è stata apportata un sensibile modifica allo stanziamento a sostegno dell’agricoltura. L’intervento della Regione Siciliana sale così a 30 milioni di euro, dei quali 15 per il settore trasporto, 10 per l’agricoltura (invece dei 5 inizialmente previsti) e 5 per la pesca. Per reperire le risorse si impegneranno trasferimenti che Irfis versa al bilancio della Regione ma si interverrà anche riducendo alcuni impegni di spesa.

Nei limiti e nella forma consentiti dall’Ue

Si tratta di agevolazioni rese dalla Regione sotto forma di contributi a fondo perduto per contrastare il caro carburante, principalmente – almeno per il volume – il trasporto su gomma e marittimo. A fare da sfondo all’intervento regionale il “Temporary Iran crisis energy framework” avviato dalla Commissione europea con gli Stati membri per definire la strategia con cui fronteggiare le conseguenze alle crisi belliche in corso ed in particolare alle conseguenze dell’attacco all’Iran con il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz. Il risultato finale, ancora oggi, è stato un nullaosta regolato e limitato dall’Unione europea ad interventi locali. La Commissione europea ha infatti stabilito dei limiti in materia di aiuti, ed a questi ci si attiene anche a fronte della crisi nata dalla guerra in Iran.

Un intervento urgente

L’urgenza dell’intervento economico a sostegno dei comparti trasporto, agricoltura e pesca è necessario ed urgente. I settori principalmente colpiti stanno infatti già causando conseguenze a cascata su tutto il carrello della spesa degli italiani, quindi anche o soprattutto dei siciliani che hanno in particolare un ampio comparto pesca, un comparto agroalimentare di prestigio ma vulnerabile e soprattutto una distribuzione difficile tra rete autostradale molto ridotta e molte isole minori logisticamente servite mediante navi traghetto vetuste, cioè a gasolio. Si attende nelle prossime settimane l’entrata in servizio di Costanza I di Sicilia, la prima nave traghetto di proprietà della Regione con propulsione dual fuel e green, ma ad eccezione di Lampedusa – sulla cui tratta dovrebbe entrare in servizio – il resto dei collegamenti accusano già pesantemente il colpo.

Il primo banco di prova di Sala d’Ercole

L’urgenza di approvare la norma contenente l’emendamento contro il caro carburante dovrà però fare i conti con il primo banco di prova politico dopo il rimpasto in giunta che ha visto andare alla Salute il segretario particolare di Renato Schifani invece di altri aspiranti e/o pretendenti, il ritorno in giunta della Democrazia Cristiana con Nuccia Albano di nuovo all’assessorato alla Famiglia e la spartizione dell’ex quota democristiana con gli autonomisti che hanno rafforzato la propria posizione nel governo guidato da Renato Schifani. Se da una parte si è ristabilito il plenum in giunta e sono state riaffidate deleghe e sostituita la guida tecnica pro tempore della Sanità, dall’altra pare che non tutti siano rimasti soddisfatti delle decisioni del presidente della Regione.

Il “rimpastino” in giunta ed i franchi tiratori all’Ars Il problema dei franchi tiratori, essendo ancora in alto mare il tavolo sulla riforma del regolamento dell’Ars per la quasi abolizione del voto segreto, potrebbe manifestarsi ancora e comunque parrebbe essere stato solo ridimensionato dal “rimpastino”. Una maggioranza potrebbe esserci, una scissione è stata scongiurata, ma i nodi da sciogliere sono ancora molti e Sala d’Ercole non ha ancora testato la ricercata coesione della coalizione di centrodestra. Dopo la nomina dei nuovi assessori, lo stesso giorno del giuramento all’Ars, in commissione Affari istituzionali sono state respinte al mittente due iniziative emendative proposte da Forza Italia, e non è un buon segnale.

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