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Caro energia, rischio aumento di 3 miliardi: i numeri su tutte le attività

Caro energia, rischio aumento di 3 miliardi: i numeri su tutte le attività
Foto da Imagoeconomica

La stima di Confesercenti sui costi di elettricità e gas per bar, ristoranti, alberghi, esercizi alimentari e supermercati

Nel 2026 il caro energia rischia di costare al terziario circa 3 miliardi di euro in più ogni anno rispetto al periodo pre-Covid. È la stima di Confesercenti che mette insieme bar, ristoranti, alberghi, esercizi alimentari e supermercati, applicando alle rispettive platee i maggiori costi di elettricità e gas registrati dal 2019 a oggi. I numeri per singola attività spiegano la portata del fenomeno.

I dati sul rischio costo 3 miliardi

Secondo le elaborazioni di Confesercenti su dati Istat e Arera, un ristorante è passato da 4.900 a 7.500 euro l’anno di sola spesa per il gas (+53%) e da 9.000 a 11.300 euro per l’elettricità (+25,6%); un albergo da trenta camere oggi paga 9.600 euro di gas contro i 6.150 di sette anni fa (+56%) e 33.600 euro di elettricità contro 26.400 (+27,3%). Aumenti che, moltiplicati per le centinaia di migliaia di esercizi attivi in Italia, si traducono in una stangata complessiva da circa tre miliardi. “Da quattro anni, complici i conflitti che si sono susseguiti, i prezzi dell’energia restano stabilmente più alti rispetto al 2019: dopo i picchi del 2023 c’è stato un parziale rientro, ma le bollette si sono assestate su livelli intorno al 40% sopra quelli pre-Covid, per le famiglie come per le imprese”. Ad affermarlo è il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi. “È questo a rendere ancora più necessaria una correzione strutturale – continua -. Per un ristorante o un piccolo albergo questi rincari valgono migliaia di euro in più all’anno, su attività che hanno già i margini compressi da inflazione, affitti e costo del lavoro”.

“Ridurre in modo stabile la componente fiscale e gli oneri”

Gronchi ha parlato, inoltre, dei risultati ottenuti con le misure già attuate: “I decreti bollette che si sono succeduti hanno dato una prima risposta e vanno riconosciuti: si è cominciato a intervenire sugli oneri di sistema, che da soli pesano per oltre il 20% della bolletta elettrica delle imprese”. Non sarebbero, infatti, sufficienti e per questo è necessario lavorare per ridurre gli oneri: “Resta una risposta emergenziale, e l’effetto è limitato: per il terziario la riduzione attesa sulle bollette nel 2026 non supera il 2%. Il problema è strutturale e chiede strumenti permanenti: ridurre in modo stabile la componente fiscale e gli oneri che gravano su gas ed elettricità è la leva più immediata per dare respiro alle imprese, senza attendere i tempi della transizione”.

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