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Jeffrey Epstein e il biglietto sconvolgente reso pubblico: “Non hanno trovato niente”

Jeffrey Epstein e il biglietto sconvolgente reso pubblico: “Non hanno trovato niente”
Foto da Adnkronos

Il celebre imprenditore avrebbe scritto il biglietto – non ancora ritenuto ufficialmente autentico – poco prima di morire

“Mi hanno indagato per mesi, ma non hanno trovato nulla”. Queste le parole in un biglietto scritto a mano, presumibilmente attribuibile a Jeffrey Epstein – il finanziere accusato di abusi sessuali e traffico di minorenni e morto in carcere poche settimane dopo la condanna -, reso noto da un giudice federale di New York.

Il messaggio ha riacceso l’attenzione internazionale sul caso, che con la divulgazione degli Epstein files con nomi di spicco a livello mondiale e la proliferazione di testimonianze contro il finanziere da parte di donne vittime di abusi, oggi adulte ma molte al tempo minorenni o neomaggiorenni, è diventato tra i più complessi e studiati della cronaca internazionale recente.

Jeffrey Epstein e il biglietto scritto a mano, le ultime notizie

A rendere noto il biglietto attribuito a Epstein (ma mai autenticato ufficialmente) è stato Kenneth Karas, giudice federale di New York, dopo una richiesta avanzata dal New York Times. Sarebbe stato scritto poche settimane prima del presunto suicidio dell’imprenditore in carcere nel 2019. “Mi hanno indagato per mesi, ma non hanno trovato nulla”, si legge nel biglietto, che poi assume toni sarcastici. “Cosa volete che faccia? Che scoppi a piangere!! Non è divertente. Non ne vale la pena”.

Nel biglietto ci sarebbe anche un riferimento alle accuse di una minorenne, non nominata. Il documento conterrebbe anche una frase che manifesterebbe, per gli inquirenti, lo stato d’animo di Epstein poco prima della morte: “È un privilegio poter scegliere il momento in cui dire addio”.

Autenticità mai verificata

Il biglietto di Epstein sarebbe stato trovato dall’ex agente di polizia Nicholas Tartaglione, ex compagno di cella, dopo un tentativo di suicidio nel luglio 2019, poche settimane prima che l’imprenditore fosse trovato morto in cella a Manhattan. Scritto a mano e difficile da decifrare, l’autenticità del biglietto non sarebbe mai stata verificata.

La morte di Epstein fu classificata come suicidio dall’ufficio del medico legale di New York e confermata successivamente dal Dipartimento di Giustizia statunitense.

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