Castello di Schisò, nuovo gioiello per il Parco di Naxos-Taormina - QdS

Castello di Schisò, nuovo gioiello per il Parco di Naxos-Taormina

Massimo Mobilia

Castello di Schisò, nuovo gioiello per il Parco di Naxos-Taormina

mercoledì 28 Aprile 2021 - 00:01

La riqualificazione permetterà di valorizzare lo storico edificio e di dare nuova vita a tutto il borgo circostante. Un’area destinata ad assumere un ruolo centrale per la crescita turistico-culturale

GIARDINI NAXOS (ME) – La Regione siciliana lo aveva acquistato da privati nel 2018, grazie alla spinta del compianto assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, per la cifra in autofinanziamento di 3 milioni e 400 mila euro. Entrato a far parte del Parco archeologico di Naxos-Taormina, oggi per il Castello di Schisò si apre finalmente una nuova fase storica, che lo porterà a diventare un importantissimo polo di attrazione monumentale e museale dell’Isola.

Da qualche settimana infatti, è stato consegnato il cantiere di recupero del sito alla ditta palermitana Pentatek, che si era aggiudicata il bando con un investimento iniziale di circa 300 mila euro. Si tratta di un progetto cruciale per tutto il comprensorio taorminese che, dopo decenni di abbandono, riporterà alla luce non solo un castello, ma un vero e proprio borgo in miniatura, tipico di quella che era l’urbanistica siciliana di almeno due secoli fa.

All’interno del sito che si trova all’ingresso dell’area archeologica di Naxos – prima colonia greca in Sicilia – sono stati rinvenuti una casa padronale, un’interna masseria immersa nel verde di un giardino, una chiesetta privata e poi, in particolare, una serie di vecchi magazzini e capannoni che testimoniano l’esistenza di attività commerciali (probabilmente risalenti all’Ottocento) nella lavorazione di agrumi e, prima ancora, della canna da zucchero. Insomma un vero e proprio gioiello degno di far parte della già ricca famiglia dei beni culturali siciliani e, in particolare, del Parco taorminese accanto al Teatro Antico e agli scavi di Naxos. Quello che è stato chiamato il “cantiere della conoscenza” dovrà servire proprio, non soltanto al semplice restauro architettonico dell’area residenziale, del vecchio magazzino e di una torre esistente, ma anche a dar vita a una nuova stagione di scavi archeologici, nell’area dell’ex fabbricato industriale, per arricchire l’esplorazione della presenza umana nell’antica Naxos. Ecco perché il Castello di Schisò, una volta portati a termine i lavori, sarà anche la nuova sede del Museo archeologico di Naxos.

Accanto agli operai che dovranno mettere in sicurezza gli edifici, opereranno quindi gli archeologi sotto la guida della direttrice del Parco, Gabriella Tigano, con la consapevolezza che questa parte di territorio debba ancora portare alla luce pezzi di storia locale, ma anche testimonianze delle passate e fiorenti attività industriali dell’Isola. “Il Castello di Schisò – ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – sarà un prezioso gioiello che racconterà la storia sociale e imprenditoriale di Naxos”. I primi sopralluoghi e disboscamenti hanno già portato alla luce una maschera di Sileno, un satiro caratterizzato da un ghigno irridente che svolgeva funzioni apotropaiche, ovvero serviva agli abitanti locali per tenere lontani da casa gli spiriti maligni.

Un’area, quella di Schisò, destinata tra l’altro ad assumere un ruolo sempre più importante, se si considera che l’agognato porticciolo turistico in progetto dovrebbe sorgere proprio nel golfo antistante il Castello, nei pressi del braccio a mare già esistente. Un’infrastruttura per la quale potrebbero volerci ancora diversi anni per la definitiva realizzazione, perché il progetto si trova in una fase di stallo in attesa delle autorizzazioni regionali Via-Vas. Nelle vicinanze del Castello inoltre, il Comune di Giardini Naxos ha manifestato la volontà di riqualificare il lungomare, presentando alla Regione la richiesta di un finanziamento di almeno 450 mila euro. Il progetto prevede il rifacimento del marciapiede fino allo slargo di San Pancrazio, e poi di piazza Kalkis, con il posizionamento di nuove panchine, nuova illuminazione e nuove palme. Insomma, il volto di Naxos, che rappresenta insieme a Taormina l’area a maggiore concentrazione turistica dell’Isola, è destinato ben presto a cambiare.

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