Catania allagata, niente di nuovo - QdS

Catania allagata, niente di nuovo

Carlo Alberto Tregua

Catania allagata, niente di nuovo

giovedì 28 Ottobre 2021

Catastrofismo dei mass media

Avevo di quindici anni, era il 1955. Mio padre aveva un negozio di abbigliamento sito all’angolo tra la via Garibaldi e piazza Duomo a Catania, vicino la Fontana del fiume Amenano. Quando arrivava l’inverno, appena pioveva, per precauzione, inserivamo all’ingresso una paratia di ferro alta all’incirca un metro, perché ci si aspettava il fiume di acqua che sarebbe arrivato dal Tondo Gioeni, avrebbe percorso tutta la Via Etnea e fatto diventare piazza Duomo un’allegra piscina.

Poi, l’acqua defluiva dalla Porta Uzeda, allagava Villa Pacini e largo Alcalà, ora denominata piazza Falcone-Borsellino. E infine, attraverso il porto, arrivava al mare.
Non dico che questo fenomeno si verificava tutti gli anni ma succedeva abbastanza spesso.
La mia testimonianza, de visu, mi porta a dire che quello che ho visto martedì non è niente di nuovo, come non è niente di nuovo l’inazione delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali che in questi sessant’anni e più non hanno fatto nulla per ovviare al problema.


Non ci stupisce neanche il solito catastrofismo dei media. Hanno fatto assurgere il “nubifragio” su Catania al primo punto in tutte le televisioni, radio, nei quotidiani nazionali e regionali.
Il QdS ha documentato gli eventi senza catastrofismo perché anche questa volta si è trattato di ordinaria disamministrazione.
Ci ha colpito in particolare l’allagamento del nuovo ospedale Garibaldi a Nesima. Ci chiediamo come sia possibile che i progettisti non abbiano previsto eventi come quello in rassegna e, per conseguenza, come non abbiano previsto le relative misure preventive per evitare quanto poi accaduto.

Ci si potrebbe chiedere se gli effetti di eventi non ordinari, ma non catastrofici, possano essere evitati. La risposta è nei fatti. Da oltre trent’anni vi è in costruzione il cosiddetto Canale di gronda dentro il quale dovrebbero confluire le acque reflue di tutti i paesi che si trovano a corona sopra Catania. Infatti, il fenomeno si verifica proprio per l’accumulo di tutta l’acqua dei predetti paesi.

Vi è da aggiungere che non c’è manutenzione di tombini e cavatoie, anche se dobbiamo convenire che essi, di fronte alla grande quantità di acqua che proviene da nord, sarebbero comunque insufficienti a smaltirla.
Perché il Canale di gronda che doveva essere inaugurato qualche decina di anni fa non è in funzione resta un mistero che però mistero non è e la ragione è sotto gli occhi di tutti.

Si tratta semplicemente dell’indolenza e dell’insipienza di una classe politica e burocratica che non fa il proprio dovere.
E siamo sempre alle solite, i cittadini eleggono persone che dovrebbero costituire l’élite della Comunità, in possesso di competenze notevoli e di quella virtù rara che è l’onestà.

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con dignità e onore…” (art. 54 della Costituzione). Ma della Costituzione se ne infischiano, come se ne infischiano di fare il proprio dovere mentre si occupano degli affari propri e di quelli dei loro amici e parenti.


Sentiamo sindaci, anche quelli che sono presidenti delle Città Metropolitane, che si lamentano dei tagli alle entrate, le quali a consuntivo sono addirittura inferiori al preventivo.
Insomma, essi non sono nelle condizioni di redigere bilanci veritieri in quanto realizzabili nella parte delle entrate mentre è quasi sempre pacifico che le uscite verranno effettuate.

Quanto precede è la dimostrazione che quei sindaci non sono buoni amministratori e non osservano il citato articolo 54 della Costituzione, perché non ci mettono né disciplina né onore, nel senso che non onorano il loro impegno di fornire alle cittadinanze i servizi di cui essi hanno bisogno.
Ritorniamo spesso sulla mala amministrazione di Comuni e Città Metropolitane perché essi sono prossimi alla gente e percepiscono con concretezza i bisogni della stessa.

Il mal governo locale rientra a monte in un mal governo regionale e poi nazionale, perché risulta del tutto evidente che al primo posto della vera Politica non c’è il servizio ai cittadini. E questo è molto grave.

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