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Catania, la corsa contro la cementificazione degli Orti della Susanna

Catania, la corsa contro la cementificazione degli Orti della Susanna
Orti della Susanna a Cibali Catania

Politica e società civile si mobilitano per salvare i 158mila metri quadrati di verde a Cibali. L’Mpa lancia una petizione. Al QdS interviene l’assessore Sangiorgio: “La volontà dell’amministrazione è di acquisire le aree”

CATANIA – Una levata di scudi per salvare gli Orti della Susanna, a Cibali. Associazioni, partiti, movimenti ma anche l’amministrazione comunale, non intendono osservare inermi mentre uno dei pochi polmoni verdi della città, risparmiato dalle previsioni del Piano regolatore generale Piccinato – che lì avrebbe voluto appunto un centro direzionale, strade ed edifici – è ancora a rischio cementificazione.

Orti della Susanna in vendita: UniCredit RE Services mette sul mercato 158mila metri quadrati a Cibali

Sono tantissime le reazioni alla notizia, già anticipata nei mesi scorsi ma ora concretizzata, della messa in vendita da parte del UniCredit RE Services, che ha rilevato l’ex Consorzio centro direzionale Cibali, dell’area di 158 mila metri quadrati compresa tra il viale Mario Rapisardi a sud, la via Sabato Martelli Castaldi ad est, la via Generale Cantore ad ovest e le vie dei Piccioni e Giuseppe Verdura a nord.

Un’iniziativa che andrebbe contro la volontà espressa in più di un’occasione di mantenere l’area pubblica e libera, come chiesto da tempo dal comitato, facendola diventare un grande parco urbano e tutelandone le ricchezze custodite all’interno, storiche ma anche naturalistiche, parte delle quali già vincolate dalla Sovrintendenza ai Beni culturali.

Mpa e petizione popolare: “Gli orti della Susanna sono un patrimonio da difendere”

“Difendiamo il futuro verde di Catania e gli orti storici della Susanna” – tuona il Movimento per l’Autonomia, tra i primi a chiedere gran voce la tutela dell’area. A lanciare l’appello è la coordinatrice del Mpa Catania, Pina Alberghina, a sostegno della petizione che punta a trasformare l’area degli orti della Susanna in un grande parco urbano. “Gli orti della Susanna rappresentano una testimonianza viva della città giardino, un patrimonio che conserva antiche tecniche di irrigazione e un equilibrio ambientale ormai raro nel contesto urbano”, sostiene Alberghina. Una presa di posizione contro qualsiasi possibilità di edificare nella zona. “Chiediamo il coinvolgimento degli abitanti di Cibali, di tutti i catanesi, delle associazioni ambientaliste, dei comitati di quartiere e degli esperti del settore – aggiunge – Questa non è una battaglia politica, ma una sfida collettiva per difendere un bene comune“.

Il Comune valuta l’acquisizione delle aree: l’assessore Sangiorgio apre ma frena sulla fattibilità

Un bene che potrebbe diventare pubblico. L’amministrazione comunale starebbe valutando proprio la possibilità di acquisire le aree, come spiega l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio. “Due settimane fa, ho incontrato i commissari liquidatori dell’ex Consorzio – ci dice il delegato del sindaco Trantino – e abbiamo fatto un sopralluogo nel Parco della Susanna per renderci conto di una serie di cose, a partire dallo stato dei luoghi – devo dire tenuti benissimo -. La volontà dell’amministrazione è quella di poter acquisire le aree a patrimonio comunale – conferma -. Ci scontriamo però con la fattibilità dell’operazione”. Insomma, la fase attuale sarebbe interlocutoria “per capire le richieste economiche e se possiamo sostenere questo tipo di spese. Personalmente – sottolinea Sangiorgio – mi piacerebbe che i terreni fossero acquisiti dal Comune, sia per evitare speculazioni edilizie da parte di eventuali acquirenti, sia per poter occuparci noi di quest’area. Ci stiamo interrogando per capire cosa poterne fare e come poterlo valorizzare – conclude – e capire se, acquistandolo, vi sarebbero solo costi o se possiamo immaginare un progetto”.

La cava di ghiaia rossa nel sottosuolo: come il Comune potrebbe acquisire i terreni gratis

I terreni del Parco della Susanna potrebbero però essere acquisiti senza sborsare nemmeno un euro. Almeno secondo l’ex sovrintendente ai Beni culturali di Catania nonché dirigente generale del Dipartimento Beni Culturali della Regione Siciliana, Gesualdo Campo. Che, in una lettera pubblicata su La Sicilia, spiega il perché il Comune potrebbe acquisire i terreni gratuitamente, secondo quanto previsto dall’articolo 33 dello Statuto regionale che dispone che le cave rientrano nel patrimonio indisponibile della Regione “quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo”. “La cava di ghiaia rossa che, dalla grotta Lucenti si dirama nel sottosuolo è, quindi, patrimonio regionale, con quanto consegue in ordine all’edificabilità del suolo, atteso che le fondazioni di qualunque struttura la comprometterebbero” – sostiene Campo secondo cui, sarebbe sufficiente richiedere alla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Catania la registrazione su base statutaria di una partita relativa alla cava a favore della Regione”.

Le cave, riporta ancora l’ex sovrintendente, sono testimonianze culturali etnoantropologiche e naturalistiche assoggettabili ai relativi regimi tutori, in aggiunta a quello paesaggistico, per cui si potrebbero attivare le tutele da parte della Sovrintendenza.