Il capoluogo etneo “è bello ma particolare. Ringrazio il sindaco per aver accolto il nostro grido sulla zona Industriale e ricordiamo quanto bene abbia fatto l’ex presidente Musumeci alla Regione. Le aziende ci hanno dato credibilità, non possiamo deluderle e dobbiamo attrarne altre”. Le parole di Cristina Busi, presidente di Confindustria Catania, che ha introdotto Confindustria Catania in Action, l’evento che celebra il centenario dell’associazione.
Busi: “Abbiamo segnalato le criticità e ora vediamo i risultati”
A Palazzo Biscari, Busi ha evidenziato il valore della Zes Unica: “In principio, alcuni imprenditori non si sono fidati, ma abbiamo segnalato le criticità e ora ne vediamo i risultati. Il bilancio da negativo è passato in positivo e il Governo Schifani ha riconosciuto il merito a noi imprese. Questo trattamento riservato alla Sicilia deve continuare”.
Avanti nella crescita delle Pmi
Spazio all’Ets e alla battaglia condotta da Confindustria: “Siamo andati a Bruxelles per farci spiegare questa tassa. Noi paghiamo più degli altri, è un’ingiustizia”. Si è parlato dell’incompletezza di indipendenza sulla filiera produttiva, il packaging ne è un esempio: “Paghiamo la tassa per l’entrata della bottiglia vuota e poi per quella piena in uscita”. La presidente ha esortato a continuare a far crescere le Pmi dopo la recente crescita del Pil: “Dobbiamo essere rigorosi nell’andare avanti. Il Digital innovation hub ha avuto successo a Catania ma non nel resto dell’Isola, dobbiamo eliminare questo divario”.
Trantino: “Confindustria polmone inesauribile”
È intervenuto anche il sindaco Enrico Trantino: “Confindustria è un polmone inesauribile che sta cambiando la storia di Catania. La sinergia tra le parti ha reso possibile questo cambiamento, mi piace pensare a una stagione nuova”. Ha ribadito la necessità di continuare ad arginare il fenomeno di migrazione giovanile: “Sempre meno studenti stanno andando via. Li abbiamo coinvolti nei tavoli tecnologici, non sapevano ci fossero tutte queste opportunità e quindi dobbiamo essere bravi a comunicarle. Dobbiamo superare quella fase di rassegnazione che ha caratterizzato il passato, allora Catania ritornerà a essere leader”.
Musumeci: “Ricchezza di un territorio nasce e si accompagna con l’Industria”
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha parlato del ruolo della Catania imprenditoriale nella storia: “Questa Milano del Sud ha faticato e continua a farlo per continuare a mantenere un appellativo attribuitole meritatamente. Ci sono uomini e donne che hanno dimostrato coraggio, i sacrifici indicibili e le competenze dei lavoratori che hanno trasformato le idee in attività e in opportunità”. Il ministro ha ricordato con orgoglio le famiglie che hanno fatto l’economia della provincia, dagli investitori nell’industria della trasformazione dello zolfo, Busi, Tomarchio, Virlinzi, Torrisi a Condorelli.
“Fare impresa è come camminare a piedi nudi suoi vetri rotti perché sono tante le diseconomie con le quali dobbiamo fare i conti”, ha asserito evidenziando l’importante funzione civile svolta. “Sforna funzionalità, consente ai giovani di progettare la propria vita qui e rafforza la libertà di scegliere di restare. Lo dico in una Sicilia che stenta a cambiare e che non vuole farlo. La ricchezza di un territorio nasce e si accompagna con l’industria e non con la Pubblica amministrazione che diventa ammortizzatore sociale”.
“Prevenzione è parte della politica economica, deliberato al Governo polizze per le imprese”
Un focus sui rischi sismici, vulcanici e idrogeologici e sulla sicurezza: “La prevenzione è parte della politica economica, abbiamo deliberato al Governo polizze per le imprese. Dobbiamo tutelare la vita umana”. È stata comunicata la prossima apertura del cantiere per il progetto sul canale Buttaceto: “Nel febbraio 2022 ho finanziato il completamento del collettore a Nord di Catania per alleggerire il sovraccarico. Siamo in attesa, il progetto è stato consegnato. Esorto alla resilienza le istituzioni devono sostenerla”. Infine, l’urgenza di passare da una città col mare a una città di mare: “Si deve guardare alla logistica, alla ricerca per un ruolo strategico nel Mediterraneo. Catania è imprenditrice nel codice genetico dei suoi abitanti”.
Romano: “I nostri pilastri sono la semplificazione burocratica attraverso la Zes unica e il credito d’imposta”
Giuseppe Romano, capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri ha inquadrato le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno: “Oggi possiamo parlare con dati in mano di numeri che raccontano un successo. I nostri pilastri sono stati la semplificazione burocratica attraverso la Zes unica e il credito d’imposta. Vantiamo il rilascio di 1.600 autorizzazioni in più che equivalgono a titoli unici che hanno consentito 70 milioni di euro di investimenti. Tutte le aziende che hanno fatto istanza hanno avuto riconosciuto l’importo richiesto”. Sul ruolo attualmente ricoperto ha dichiarato: “Ho l’onore di essere il primo. Ora l’imprenditore può beneficiare delle misure anche in zone periferiche”. Ha spiegato come più di 400 industrie dell’agroalimentare hanno potuto ampliare la loro attività e l’export. “Siamo andati a trovare chi era restio alla burocrazia e ‘stressando’ la norma siamo riusciti a determinare un meccanismo d’effetto attrattivo tra gli imprenditori”.
Tra i progressi del Sud, il Pil in crescita più del Nord, l’alto tasso di occupazione e l’attrazione di capitali esteri. In aggiunta, 300 milioni di euro per finanziare gli enti locali per l’infrastrutturazione delle aree industriali e 57 milioni di fondi messi a disposizione sull’Isola, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Romano ha concluso proclamando la fine del Meridione connotato dal familismo amorale, definendolo “uno stereotipo che appartiene al passato. Abbiamo sconfessato questa teoria dimostrando il contrario. L’interesse pubblico prevalente è lo sviluppo del territorio nel rispetto del principio di legalità e trasparenza. L’obiettivo è superare i dissensi nel rispetto della norma con un piano strategico nazionale che sorregge un piano industriale frutto di una visione condivisa che coinvolge i singoli presidenti regionali. Si può abbandonare la logica del lamentarsi di ciò che non c’è e beneficiare di ciò che c’è e ottimizzarlo”.
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