Waterfront Catania, Rfi potrebbe cedere alcune aree del Caito - QdS

Waterfront Catania, Rfi potrebbe cedere alcune aree del Caito

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Waterfront Catania, Rfi potrebbe cedere alcune aree del Caito

Giuseppe Bonaccorsi  |
martedì 08 Marzo 2022 - 09:21

Oggi l’incontro con il Comune per fare il punto sul futuro della zona dove insistono il deposito delle ferrovie e i vecchi binari dismessi. Sul tavolo anche il recupero di San Giovanni Li Cuti

A Catania si ritorna a parlare di waterfront. Questa mattina, a meno di intoppi sorti all’improvviso, il direttore dell’Urbanistica del Comune, Biagio Bisignani si incontrerà con alcuni rappresentanti delle Ferrovie dello Stato per fare il punto su alcuni lavori, ma soprattutto per riavviare la discussione sulla possibile cessione di alcune aree che le Fs potrebbero dismettere a favore del Comune.

L’incontro riguarderà anche e soprattutto l’area del deposito delle Ferrovie di piazza Europa e quella dei vecchi binari dismessi dopo l’interramento della linea. Si tratta di porzione di territorio molto importante che si affaccia sul mare e proprio l’Urbanistica con i componenti di Rfi – che sembra sarà presente al tavolo con un rappresentante della gestione immobiliare, studierà con l’amministrazione, oggi diretta dal sindaco pro tempore Roberto Bonaccorsi, quale sarà la procedura migliore per cedere le aree al Comune che a sua volta la utilizzerà per avviare la progettazione per il waterfront del quale si parla ormai da decenni.

TRE STUDI DI FATTIBILITÀ

A confermare la notizia è lo stesso direttore dell’Urbanistica: “Si tratta di una discussione molto importante. In questo momento – puntualizza il dirigente comunale – abbiamo cinque bandi di studi di fattibilità che saranno pubblicati a brevissimo, forse già a fine mese. Tre di questi saranno puntati sul waterfront che va da Ognina sino al’Oasi del Simeto e comprendono anche il recupero del borgo di San Giovanni Li Cuti. Stiamo spendendo un milione 840 mila euro dei fondi del Pnrr solo per gli studi di fattibilità perché il rilancio della città passa anche da questi interventi”.

Bisignani ha detto che appena saranno approvati gli studi di natura tecnico economica (si tratta di piani che fanno una analisi dei costi e dei possibili risultati dei progetti di base) si potranno intercettare fondi del Pnrr per la realizzazione di molti tronconi dell’area attraverso un appalto concorso. Sarà importante anche verificare se tutte le procedure di impatto ambientale saranno attentamente vagliate.

IL RECUPERO DEL BORGO LI CUTI

Sul recupero di San Giovanni Li Cuti, Bisignani ha aggiunto che negli intenti del Comune il borgo dovrebbe diventare uno dei fiori all’occhiello dell’intero waterfront. Sull’area marina incastonata tra la riviera e il lungomare il direttore dell’Urbanistica ha aggiunto che “è necessario che si intervenga con un progetto di massima rivalutazione per far diventare a tutti gli effetti tutto il borgo la vera spiaggia nel cuore di Catania”.

Il direttore ha, però, allo stesso tempo aggiunto e messo le mani avanti che per arrivare a questo traguardo bisogna accedere a fondi di programmazione. “Non bisogna pensare che per San Giovanni Li Cuti si debbano spendere 100, 200mila euro, ma bisogna mettere in conto un finanziamento di qualche milione di euro – ha concluso – . Bisogna intervenire in maniera seria per rendere l’area una delle più belle di tutta la riviera, attraverso interventi pedonali di un certo tipo e poi il rifacimento del molo, della pavimentazione e della piazza di fronte al piccolo porticciolo”.

Il direttore ha detto che si auspica che questo progetto venga definito a breve, ma ha fatto capire che nonostante il lavoro senza tregua del suo ufficio per intercettare tutte le misure di stanziamento e di opportunità del Pnrr, i tempi non saranno certamente celeri. Ma già il solo fatto che si stia arrivando a una definizione con Rfi per la cessione dell’area del Caito “rappresenta l’avvio di quella procedura che si spera porti al definitivo recupero dell’area della riviera”.

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