Milano, 19 lug. (askanews) – I cavalieri e le amazzoni con maggiore esperienza nel salto ostacoli analizzano più rapidamente il tracciato di gara e individuano prima gli elementi rilevanti per costruire il percorso. Nei test di esplorazione visiva hanno registrato tempi migliori anche rispetto ai calciatori. Sono i primi risultati dello studio condotto dall’Università di Verona insieme con “Fieracavalli” e la Federazione Italiana Sport Equestri.
Le valutazioni, avviate da pochi mesi, hanno coinvolto 22 atleti tra i 18 e i 33 anni. I partecipanti sono stati sottoposti a test standardizzati per esaminare attenzione, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva e capacità di elaborare le informazioni visive. Il rapporto tra esperienza e rapidità di esplorazione visiva rappresenta uno dei dati principali emersi finora. Gli atleti più esperti hanno impiegato meno tempo per analizzare il tracciato e riconoscere le informazioni utili alla prova. Il confronto con i calciatori ha mostrato una maggiore velocità dei cavalieri e delle amazzoni negli stessi compiti visivi.
La ricerca ha esaminato anche le capacità interocettive, cioè la percezione e l’interpretazione dei segnali provenienti dal proprio corpo. Una maggiore consapevolezza corporea è risultata associata a prestazioni migliori nella memoria di lavoro e nell’attenzione divisa. Nel salto ostacoli queste funzioni permettono di memorizzare il percorso prima della gara, aggiornare le informazioni durante la prova e gestire contemporaneamente più stimoli. Accanto alla preparazione tecnica e atletica e all’intesa con il cavallo, lo studio prende quindi in esame il ruolo delle abilità cognitive nella prestazione.
Il progetto “Valutazione e potenziamento delle abilità cognitive dei cavalieri e delle amazzoni del salto ad ostacoli” era stato presentato durante “Fieracavalli” 2025. A guidarlo sono la professoressa Mirta Fiorio e la dottoressa Angela Marotta, del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’Università di Verona. Sofia Rizzo, laureata in Scienze motorie preventive e adattate, ha collaborato alle attività di ricerca e alla raccolta dei dati. L’obiettivo è approfondire i processi mentali collegati alla prestazione e utilizzare i risultati per sviluppare strumenti destinati alla preparazione degli atleti.
“Questa ricerca si distingue per le sue possibili applicazioni pratiche, che potrebbero estendersi in futuro anche ad altri ambiti sportivi e professionali ad alta intensità cognitiva. Il progetto si inserisce pienamente nelle attività di Terza missione e Public Engagement del dipartimento e dell’Ateneo, dimostrando come il dialogo con il territorio e le collaborazioni con realtà locali, come ‘Fieracavalli’, possano generare nuove opportunità di crescita scientifica e culturale”, ha dichiarato Corrado Barbui, direttore del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’Università di Verona.
Nei prossimi mesi il campione sarà ampliato e saranno approfondite le relazioni tra abilità cognitive e prestazione sportiva. I risultati costituiranno la base della seconda fase del progetto, dedicata alla definizione di un allenamento cognitivo specifico per cavalieri e amazzoni del salto ostacoli.

