L’ultimo caso di presunto mal governo che tocca la Regione Siciliana, tramite le attività del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, esce dai palazzi della politica e finisce in Procura. A rivolgersi ai magistrati, per chiedere di fare luce sull’esistenza di favoritismi nella gestione della stipula di contratti di lavoro nell’ente che dipende dalla Regione, è stato il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale. L’esponente dell’opposizione ha depositato anche una richiesta di chiarimenti al governo Schifani, ma contemporaneamente ha deciso di andare oltre. “Non aspetterò la risposta, se mai arriverà, all’interrogazione presentata al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alla Salute Marcello Caruso”, si legge in una nota divulgata alla stampa.
Cefpas, assumificio e presunti favoritismi in Sicilia: il caso
L’iniziativa di Dipasquale segue la pubblicazioni su alcune testate giornalistiche di articoli riguardanti il conferimento di 75 incarichi, nel giro di una decina di giorni, da parte del Cefpas. Si tratta di Co.co.co., ovvero contratti di collaborazione continuativa, diversi dei quali andati a parenti o persone vicine a politici.
“È necessario accertare se siano state rispettate le norme sulle pari opportunità e verificare eventuali interferenze politiche nella selezione del personale – aggiunge Dipasquale –. Al di là della legittimità formale, su cui farà chiarezza la Procura, quanto accaduto rappresenta un fatto gravissimo sotto il profilo etico: concentrare in pochi giorni un numero così elevato di incarichi è un’anomalia che solleva più di un dubbio sulla trasparenza dell’intera operazione”.
Nei giorni scorsi Repubblica aveva messo in luce come tra i 75 assunti dall’ente, che negli ultimi otto anni è guidato da Roberto Sanfilippo, compaiano anche l’autista e il compagno della figlia di Michele Mancuso, deputato nisseno di Forza Italia finito nell’inchiesta per corruzione legata alla gestione dei fondi stanziati dall’Ars per spettacoli ed eventi culturali. Tra i selezionati anche il nipote e la sorella di due assessori comunali del Comune di Caltanissetta, il figlio di un ex sindaco ma anche la moglie del deputato di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto.
Il sospetto è quello di sempre: che la politica possa avere abusato dei propri poteri per far sì che nella Sicilia in cui trovare lavoro continua a essere un’impresa non da poco possa esserci chi può usufruire di corsie preferenziali. I contratti al centro della polemica sono di importo di poco superiore ai seimila euro e della durata di due mesi.
“Gli incarichi sarebbero stati conferiti in prossimità della scadenza dell’incarico dell’attuale direttore del Centro, Roberto Sanfilippo, circostanza che appare meritevole di approfondimento anche sotto il profilo dell’opportunità amministrativa e della programmazione del fabbisogno di personale”, si legge nell’esposto presentato in procura da Dipasquale e visionato dal Quotidiano di Sicilia.
Altre perplessità
Nell’esposto su cui lavoreranno i magistrati della Procura di Caltanissetta si fa riferimento anche ad altri precedenti episodi che hanno coinvolto il Centro.
“Il Cefpas era già stato oggetto, negli anni precedenti, di segnalazioni e contestazioni relative alle modalità di reclutamento del personale e alla gestione degli albi di tutor e collaboratori professionali. In particolare, secondo quanto appreso dal sottoscritto – scrive Dipasquale – nel periodo di commissariamento dell’ente talune procedure sarebbero state sospese e diversi incarichi non sarebbero stati rinnovati proprio a seguito delle criticità emerse”.
Sul tema del reclutamento del personale, di recente Cefpas è finito al centro delle critiche da parte dei sindacati che hanno criticato la decisione di indire delle procedure in un momento in cui esistono criticità con i lavoratori che fanno parte già della pianta organica. A marzo, poche settimane prima dello svolgimento di una selezione rivolta a profili amministrativi, un comunicato stampa proveniente dall’interno della struttura denunciava il “clima di incertezza, alimentato dalle pesanti contestazioni sollevate dalle sigle sindacali e dalle notizie relative a presunte irregolarità procedurali”. Nello stesso si sottolineava che “il personale dipendente non può restare indifferente di fronte a una gestione delle risorse umane che appare allo stato attuale priva della necessaria serenità e condivisione”.
Il giorno dopo, un gruppo di dipendenti ha firmato un altro documento prendendo le distanze dal comunicato stampa che erroneamente era stato diffuso come se i suoi contenuti fossero stati sposati dall’intero personale. Azioni che hanno dato prova delle tensioni interne al Cefpas e, a cui a fine marzo, è seguita la decisione da parte dell’ente di sospendere improvvisamente la procedura concorsuale pendente. Il tutto quando mancavano poche ore per l’inizio della prova di selezione.
I casi degli anni passati
A sottolineare come i problemi di trasparenza al Cefpas vadano avanti da anni è stato il consigliere comunale di Caltanissetta Armando Turturici.
“Già il 14 novembre 2025 avevo pubblicamente denunciato l’apertura, sul portale InPA, delle candidature per un concorso pubblico bandito dal Cefpas per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di nove funzionari di categoria D. In quella circostanza, le candidature risultavano aperte dalla mezzanotte fino alle ore 9 dello stesso giorno, per una finestra temporale complessiva di appena nove ore, gran parte delle quali notturne – si legge in una nota stampa diffusa da Turturici –. A seguito della mia denuncia, la direzione del Cefpas parlò di un mero errore, assicurando pieno rispetto delle tempistiche previste dalla legge e garantendo trasparenza e parità di accesso alle procedure concorsuali. Eppure, a distanza di mesi, quel concorso non è stato ancora espletato”.
Rivolgendosi al presidente della Regione Schifani, Turturici chiede un intervento su Sanfilippo, sospendendolo. “Non si tratta di una richiesta dettata da pregiudizi personali, ma di una necessità politica e istituzionale. Le istituzioni pubbliche devono essere percepite come luoghi credibili, trasparenti e imparziali. Quando questa fiducia viene incrinata, servono segnali forti di discontinuità e responsabilità. Sono troppi i giovani siciliani costretti a lasciare questa terra per mancanza di opportunità reali”, ha aggiunto Turturici.
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