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Celebrazioni del 25 Aprile, sindaco di Palermo contestato da manifestanti Pro Palestina

Celebrazioni del 25 Aprile, sindaco di Palermo contestato da manifestanti Pro Palestina
Roberto Lagalla, imagoeconomica

Cori contro il primo cittadino del capoluogo siciliano al Giardino Inglese durante il discorso per la Festa della Liberazione. Le reazioni politiche

Tensione al Giardino Inglese di Palermo dove questa mattina si è svolta la cerimonia per la festa della Liberazione del 25 aprile. Il sindaco Roberto Lagalla, infatti, è stato contestato e interrotto nel suo discorso dai cori di un gruppo di manifestanti che sventolavano bandiere della Palestina e di Cuba.

Alla base della contestazione il fatto che nelle settimane scorse il primo cittadino palermitano ha ricevuto l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

Le parole del sindaco di Palermo

“Il 25 aprile rappresenta, da 81 anni, una delle date fondative della nostra Repubblica: il giorno della Liberazione dal nazifascismo, conquistata grazie al sacrificio, al coraggio e alla generosità di donne e uomini che hanno restituito all’Italia libertà, dignità e democrazia”, così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

Il primo cittadino prosegue: “È la giornata che pone al centro il valore della libertà e dell’affermazione dei diritti. Per questo motivo, vedere negato il diritto di parola appare una contraddizione profonda, che rischia di tradire proprio quei principi per cui tanti martiri hanno dato la vita. Il dissenso è legittimo, ma non può trasformarsi in un ostacolo al confronto democratico”.

Lagalla aggiunge: “Ottantuno anni fa si combatteva contro le dittature e contro l’orrore che colpì anche il popolo ebraico, segnato dalla tragedia della Shoah e dei campi di concentramento. Oggi, nel solco di quella memoria, dobbiamo ribadire con forza che la libertà e i diritti vanno garantiti a tutti i popoli: a quello palestinese, così come a quello israeliano, senza confondere quest’ultimo con le scelte del suo governo”.

“Tutti proviamo dolore per quanto accade a Gaza”

Il sindaco prosegue parlando di Gaza: “Tutti proviamo dolore e sgomento per quanto accade a Gaza, così come condanniamo ogni guerra che colpisce civili innocenti, uccide bambini e affama intere famiglie. Ma la strada non è il giudizio sommario o la delegittimazione personale, bensì il dialogo, il rispetto delle istituzioni e la ricerca di soluzioni di pace. Il mio impegno istituzionale si muove in questa direzione. Incontrare rappresentanti diplomatici di Paesi con cui l’Italia intrattiene relazioni è un dovere, oltre che uno strumento per mantenere aperti canali di confronto e favorire ogni possibile iniziativa di pace”.

Inoltre: “Nel mio percorso, anche accademico, ho sempre lavorato per promuovere il dialogo tra culture e generazioni, favorendo occasioni di incontro tra giovani arabi e israeliani e accogliendo a Palermo persone provenienti da ogni parte del mondo, a partire dalla martoriata Palestina. Palermo continua a essere città dell’ospitalità, del dialogo interreligioso e della convivenza. Desidero infine esprimere solidarietà al Presidente dell’Anpi di Palermo, anche lui interrotto durante il proprio intervento, e ribadire che il 25 aprile deve restare un momento di memoria condivisa, di rispetto e di unità”.

Le reazioni, FdI parla di “Attacco alle istituzioni”

Sull’episodio non mancano le reazioni della politica. Raoul Russo, senatore e coordinatore provinciale di FdI, e Antonio Rini presidente cittadino del partito sottolineano: “Quanto accaduto oggi durante le celebrazioni del 25 aprile al Giardino Inglese rappresenta un episodio grave e inaccettabile, che merita una condanna netta e senza ambiguità. Impedire, con urla e contestazioni aggressive, il libero intervento del sindaco significa colpire non una persona, ma la massima istituzione territoriale. È un comportamento che si pone in evidente contrasto con i valori che il 25 aprile incarna: libertà, rispetto, pluralismo e partecipazione civile”

I due esponenti di Fratelli d’Italia aggiungono: “Il 25 aprile dovrebbe essere, oggi più che mai, un momento di pacificazione nazionale, un’occasione per riconoscersi in una memoria condivisa e nei principi fondanti della Repubblica. Non può e non deve diventare terreno di monopolio da parte di una sinistra intollerante che pretende di appropriarsi in via esclusiva di questa ricorrenza, escludendo o delegittimando chiunque non si allinei a una visione unica”.

E concludono: “Il sindaco ha sempre dimostrato, nei fatti, apertura al dialogo e disponibilità al confronto, anche su temi complessi e divisivi. Proprio per questo, quanto accaduto appare ancora più grave, perché nega quello spazio di discussione che dovrebbe essere alla base di ogni comunità. Il dissenso è legittimo, ma non può mai degenerare in forme di intolleranza o prevaricazione. Auspichiamo una presa di posizione chiara e condivisa da parte di tutte le forze politiche e sociali della città. Difendere i principi di libertà non è una questione di appartenenza, ma di responsabilità”.

Alongi: “Ferma condanna”

Il segretario provinciale di Forza Italia, e assessore comunale alle Politiche ambientali, Pietro Alongi dice: “Esprimo una ferma e convinta condanna per quanto accaduto oggi al Giardino Inglese durante le celebrazioni del 25 aprile. Contestare in modo aggressivo e impedire di fatto il libero intervento del sindaco rappresenta un gesto grave, che contraddice apertamente i valori stessi che questa giornata dovrebbe unire e celebrare”.

Inoltre: “Il 25 aprile è il simbolo della riconquista della libertà, del rispetto delle istituzioni democratiche e del diritto di parola. Negare questi principi, proprio in una ricorrenza così significativa, significa tradirne il senso più profondo. Desidero esprimere piena solidarietà al sindaco, che nel corso del suo mandato ha sempre dimostrato apertura al dialogo, al confronto e alla cooperazione, senza mai sottrarsi al rapporto con tutte le componenti della società e con i rappresentanti istituzionali, nazionali e internazionali. Quanto accaduto oggi restituisce invece un’immagine distorta e preoccupante, che nulla ha a che vedere con lo spirito democratico e inclusivo del 25 aprile. Il dissenso è legittimo, ma deve sempre esprimersi nel rispetto delle persone e delle istituzioni”.

Alongi conclude: “Per questo motivo, mi aspetto una chiara e unanime presa di posizione da parte di tutte le forze politiche, senza ambiguità. Difendere i principi della democrazia e della libertà di espressione non può essere una scelta a corrente alternata, ma un dovere condiviso. Il 25 aprile deve restare patrimonio comune, fondato su rispetto, memoria e unità. Ogni comportamento che ne snatura il significato va respinto con fermezza”.

Di Gangi (Pd): “Il minimo che potesse aspettarsi”

Mariangela Di Gangi, consigliere comunale del Partito Democratico, invece, osserva: “Le cerimonie commemorative del 25 aprile non sono mai state, per fortuna, dei meri momenti di ricordo, ma momenti per rinnovare l’impegno e ribadire i valori della libertà dei popoli, del diritto alla resistenza contro ogni forma di oppressione e, quindi, contro ogni tentativo di genocidio. Se qualcuno partecipa, avendo pochi giorni prima fatto foto sorridenti stringendo mani grondanti sangue di bambine e bambini innocenti, il minimo che quel qualcuno possa aspettarsi è una contestazione, peraltro con innocue urla. Molto, molto meno gravi di bombe, torture, occupazioni e distruzione”.

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